Sala Oliva dell’Accademia dei Concordi quanto mai gremita per l’omaggio che i cittadini di Rovigo hanno inteso rendere a Gian Antonio Cibotto.
Una vita straordinaria la sua, dedicata alla scrittura, alla critica d’arte, al teatro, alla poesia, alla ricerca dell’interiore armonia dell’anima. Scrittore e vate della nostra gente, della nostra terra, che egli ama profondamente e nella quale sogna di individuare un luogo unico per ristorare il suo animo sensibile, lacerato dalla nostalgia: “Mi basterà una piccola capanna, per rifugiarmi in tranquillità, a contemplare mare Adriatico ed uccelli” indica lo scrittore. Un rifugio nel basso Polesine per consolare lo spirito tormentato, riandando ai familiari affetti, ai cari amici. E tra questi i protagonisti del panorama culturale italiano con i quali Cibotto ha intrecciato la sua vita, primi fra tutti Montale, Fellini, Cardarelli, Saba, Marchiori, Valeri, Giorgio Lago. O è ancora solo “un sogno di quelli fatti ad occhi aperti, che restano sospesi fra le nuvole, a volare con i gabbiani…”
Parole di stima ed affetto sono state indirizzate allo scrittore da Luigi Costato, presidente dei Concordi, da Ramis Tenan, presidente della BCC Padana Orientale S. Marco e dal sindaco Fausto Merchiori che fra l’altro ha detto: “Il dono del libro “Bassa Marea” rappresenta l’affetto dell’artista per tutti noi, e gli siamo grati per il suo linguaggio leggero caro e profondo. Riflessioni rese in poesia, non frasi di circostanza, ma considerazioni semplici; pure liriche che cantano la quotidianità negli aspetti più alti e mai banali e vanno al profondo delle cose.”
La sera che tornerai a casa ci saranno le viole raccolte nel vaso d’argento in mezzo alla tavola perché il loro profumo discreto, portato come da un vento leggero voglio che faccia entrare la primavera.
Versi delicati della composizione “A mia sorella Anna Maria ricoverata al Gemelli”, versi leggiadri e di speranza, recitati con trasporto da un apprezzato rappresentante di “una cultura giovane”, ovvero l’eclettico, affermato scrittore e regista Giancarlo Marinelli, allievo di Cibotto e a lui legato da profonda stima ed amicizia.
“Bassa marea” è il secondo libro di liriche nella storia letteraria di G.A. Cibotto che segue ad “Amen” del 1998. In Bassa marea si intrecciano due grandi anime, due applicazioni perfette: quella dell’italiano sinfonico, della purezza della parola e quella dialettale, quasi un demone delle origini dolce e inquietante. Due anche i filoni che costituiscono la base delle composizioni, cosicché in “Bassa marea” troviamo liriche “care e leggere”, ma anche schiaffi pesanti, anatemi contro i tempi moderni. La vita ci scivola via come il lembo, l’incanto tradito dell’esistenza.
Quando Marinelli legge Cibotto, suo maestro, è preso dalla purezza dello stile, pregio raro, oggi. Parole che raccontano il tempo, la parola che sa diventare il canto dell’anima, massima aspirazione di uno scrittore. Le emozioni, attraverso le parole, si tramutano in qualcosa di tattile, resistente, materiale e si stampano indelebili nel lettore.
Un Cibotto, commosso e imbarazzato per tanta considerazione, confessa che nel suo animo sente il richiamo sempre più acuto della solitudine e ricerca sempre più i silenzi del cielo, dell’acqua, il regno degli uccelli, che ritrova solo quando passa da quelle parti: il Basso Polesine. Bassa Marea si presenta pertanto come un omaggio al Delta, terra favolosa.
Lo scrittore si lascia andare ad un sorta di confessione, afferma di sentirsi disilluso e stanco; anche il vivere in mezzo ai libri non lo consola PIù, e persino lo scrivere è per lui un problema sempre più angoscioso. Lo prende una lacerante nostalgia per il passato. Pensando a se stesso si chiede, nel suo incessante meditare: “ma dove sto andando… e non so rispondere”.
Eppure i suoi versi, tra ricordi, considerazioni, disillusione, fanno vivere l’arcano incanto per le vicende degli uomini, della natura e noi ci aspettiamo da Cibotto altri malinconici, morbidi abbandoni. Tutto continua stupefacente e incessante, e forse è vero che non ci sono risposte definitivamente appaganti.
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Aurora Gardin. “Bassa Marea”. Ventaglio Novanta, n. 35, 2007. https://ventaglionovanta.it/archivio/bassa-marea/