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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

I Cento anni dello Scoutismo

Una preziosa scuola di formazione per i giovani. Le iniziative per il centenario

di Francesca Magon

Ventaglio Novanta n. 35 2007 pp. 170–178

Fin dai tempi antichi, in tutte le società, l’educazione dei giovani ha sempre goduto di particolare attenzione, ed ormai da vari decenni – tra le agenzie educative che si occupano di bambini, ragazzi, giovani, oltre alla Scuola, i Centri parrocchiali, le Società sportive – molto attivo si presenta il movimento dello Scoutismo. Anche se in città, a Rovigo, non è molto visibile, frammentato com’è fra le varie parrocchie, a conti fatti, risulta il movimento giovanile più numeroso nel mondo e con la maggior diffusione territoriale. Infatti, oltre 38 milioni di bambini, ragazzi ed adulti, uomini e donne, in 216 Paesi del mondo, sono scout e guide.

La storia

Tanto successo è dovuto alle geniali intuizioni pedagogiche del Generale Lord Robert Baden-Powell, nato a Londra giusto 150 anni fa il 22 febbraio 1857. Egli, insieme a sua moglie Olave, nell’estate del 1907 – un secolo fa dunque – sull’isola di Brownsea, vicino a Londra, con qualche decina di ragazzi sperimentò, per la prima volta, il suo metodo educativo, indicato in “quattro punti” fondamentali: formazione del carattere, abilità manuale, salute e forza fisica, servizio al prossimo, qualità necessarie per formare un uomo libero e un buon cittadino. Alla morte di B-P, (come lo chiamano gli scout), nel 1948 il movimento scout fu continuato dal Colonnello inglese Wilson. Diffusosi velocemente in tutto il mondo immediatamente dopo la sua fondazione nel 1907, in Italia fece la sua apparizione nel 1916, grazie a Mario Carpegna, aristocratico appartenente alla “Guardia nobile” del Papa, e così nacque l’ASCI (Associazione Scoutistica Cattolica Italiana) con l’approvazione pontificia e la nomina di un Assistente Ecclesiastico. Pertanto, fin dall’inizio, la formazione cristiana dei ragazzi è stata vista come uno dei punti centrali dell’educazione scout. Durante il fascismo il movimento scout fu sciolto per cui, negli anni che vanno dal 1926 al 1943 (periodo chiamato della “Giungla silente”), centinaia di scout furono costretti a continuare la loro attività in clandestinità. A favorire la rinascita del movimento Scoutistico fu nel 1947 il prof Mario Mazza di Roma che si mosse sulle orme e sui principi educativi del fondatore inglese, in onore del quale, a Rovigo, dopo la seconda guerra mondiale, fu tenuta presso i Giardini pubblici una bellissima manifestazione scoutistica. Nonostante la ventata del ‘68, che provocò il crollo di molte aggregazioni nel mondo giovanile, lo scoutismo cattolico resse, pronto al cambiamento. Fu così che, nel 1974, con il nuovo ruolo della donna nella società e nella Chiesa, si ebbe la nascita di un’unica associazione di Guide e Scout Cattolici con rispetto reciproco di maschi e femmine: l’AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani). Oggi l’AGESCI, riconosciuta dalla CEI e da altri Organismi sociali, conta più di 177.000 soci e si propone di contribuire, nel tempo libero e nelle attività extrascolastiche, alla formazione della persona con metodo scoutistico. Le Associazioni Scout in Italia sono una trentina e le più significative sono l’AGESCI, il CNGEI (Corpo Nazionale Giovani Esploratori) che conta circa 12.000 soci. Le due Associazioni sono federate nella FIS (Federazione Italiana dello Scoutismo) e fanno parte delle più grandi famiglie del WOSM (Organizzazione Mondiale Scout), del WAGGGS (Organizzazione Mondiale delle Guide). Tra le altre associazioni presenti in Italia è da segnalare la FSE (Federazione Scout d’Europa). Se l’AGESCI ha fatto la scelta della diarchia, ossia della compresenza, a parità di dignità, di un uomo e di una donna ad ogni livello di responsabilità associativa, la FSE adotta i medesimi valori di fondo e le attività stesse, però valorizzando diversamente le componenti maschili e femminili.

Lo scoutismo in Polesine

Nella nostra provincia la FSE si trova a Lendinara, Villanova del Ghebbo, Canaro. L’AGESCI è presente in tutto il territorio polesano: Adria 1, Adria 2, Badia, Canda, Loreo, Melara, Polesella, Porto Tolle, Rovigo 1, Santa Maria Maddalena, Taglio di Po, Villadose. L’AGESCI e la FSE si incontrano, soprattutto in quest’anno del Centenario del movimento, per motivazioni comuni e perché in tutto il Polesine adottano entrambi gli stessi valori del metodo scout. In Polesine è presente anche il MASCI (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani), diffuso in tutta Italia e fautore di una educazione permanente. A Rovigo il Masci ha sede a Granzette, ma ha soci anche ad Adria (2 comunità) e a Villadose. Nel 2004 papa Giovanni Paolo II a Roma ha ricevuto per gli anniversari: l’Agesci per i suoi trent’anni (1974) e il Masci per i cinquant’anni (1954). L’organizzazione anche nella nostra provincia segue i parametri tradizionali, (dagli 8 anni fino ai 20-21) articolandosi in tre fasce di età: da 8 a 11 bambini e bambine vivono nel “branco” come lupetti o coccinelle; dagli 11-12 ai 16 anni ragazzi e ragazze sono nel “reparto” come esploratori e guide; dai 16-17 ai 20-21 anni i giovani, uomini e donne, sono nel “clan” come rover e scolte. Seguono, quindi, i Capi. Lo scautismo a Rovigo, attivo già dal 1919, riprese ad operare nel 1945 e oggi consta di 137 scout così divisi: 2 gruppi di lupette e lupetti a S. Pio X e a S. Maria delle Rose; 2 gruppi di esploratori e guide a S. Pio X e a S. Francesco; 1 gruppo di rover e scolte (clan) a San Bortolo; 1 gruppo di adulti (Comunità di Capi) che anima i ragazzi; 1 gruppo di scout adulti del MASCI. Il problema che attualmente affligge un po’ il movimento scout è la scarsità di risorse giovanili per guidare i vari gruppi. In tal modo non si riesce a soddisfare, per esempio a Rovigo, la richiesta della città perché non è sufficiente il numero dei capi. Si fanno incontri anche con i genitori dei ragazzi scout perché essi riconoscono che il movimento è un aiuto all’educazione dei loro figli. La proposta scout, pur identica per tutti i ragazzi del mondo, può essere vissuta diversamente nei diversi contesti culturali e religiosi: i suoi principi ispiratori universali sono sintetizzati nella Promessa, nella Legge scout e nel Motto. Un bravo scout compie almeno una buona azione quotidiana. La Legge è un breve decalogo di atteggiamenti interiori e di valori morali che danno una direzione al ragazzo. E poi c’è il Motto, diverso a seconda dell’età, che in una sola parola sintetizza il positivo atteggiamento verso la vita e gli altri. “Del nostro meglio” e “Eccomi” per i lupetti e le coccinelle; “Estote parati” “Siate sempre pronti” per gli esploratori e le guide; “Servire” per i rover e le scolte. Tutto ruota attorno a questi valori, nelle tre fasce con modi diversi secondo l’età, asserisce l’ing. Ferrari. Ad esempio, ai bambini nella dimensione del gioco si racconta il Libro della Giungla, riscritto da Rudiard Kipling per B-P con finalità educative. Quest’anno 2007 si ricordano i 100 anni anche del premio Nobel per la letteratura assegnato a Kipling. Gli esploratori e le guide vivono l’avventura all’aria aperta, divisi in squadriglie (solo maschi e solo femmine). Nel clan si vive la dimensione della Comunità, della strada (vista in senso fisico e come percorso di vita) e del servizio al pubblico. Ad esempio, a Rovigo nelle mense per i poveri, alla Zattera, alla Fionda di Davide, in carcere, al geriatrico in ospedale. Il movimento scout viene apprezzato dai genitori per la valenza educativa che attua come persona integrale. Lo scout impara ad essere ottimista e concreto, guardando il lato positivo di ogni cosa; a scoprire il buono che c’è in ciascuno, respinge la pigrizia, affronta ogni ostacolo con spirito di avventura, accettando anche l’insuccesso; ha il coraggio della fatica, della costanza, della fedeltà nelle piccole e grandi scelte, coerente con gli ideali. Ama la bellezza, la natura come il grande libro di Dio, e attraverso essa scopre la Sua bellezza; rispetta la natura, la osserva con stupore e umiltà, gode i silenzi, si apre alla contemplazione, impara il senso del limite e lo spirito di sacrificio. Lo scout è attivo, impara a progettare e acquisisce abilità tecniche. E’ forte il senso del dovere e la consapevolezza che il lavoro è servizio; sa assumersi responsabilità con il gruppo di amici e nella vita, e ciò lo aiuta ad inserirsi nel contesto sociale e politico e a partecipare come cittadino attento ai valori che uniscono, senza intolleranza. Lo scout si sente “cittadino del mondo” sente forte l’istinto della pace, della solidarietà, nella consapevolezza che la diversità di idee e la pluralità sono ricchezza e occasione di dialogo.

Le testimonianze

Nel corso della nostra indagine sullo scoutismo in Polesine ci siamo incontrati con due testimoni chiave della storia del movimento nella nostra provincia: Arturo Mandruzzato, della veneranda età di 100 anni a luglio, e Umberto Felisati di 83 anni, fondatore dello scoutismo a Rovigo nel dopoguerra. Sorprendente la lucidità di memoria di entrambi nel raccontare tante vicende del loro tempo. In particolare “Nonno Arturo” ha focalizzato il periodo del fascismo, quando lo scoutismo fu avversato con una spdizione intimidatoria di fascisti venuti da Stienta, i quali commisero brutali e ripetuti atti vandalici contro il Patronato a Lendinara, dove incendiarono il Teatro Mignon, loro sede, e tutto l’archivio scout conservato nella canonica di Santa Sofia. Fu distrutta anche la sede scout a Rovigo, situata dove sorse poi la Banca Cattolica, compresi gli alpinstock e gli emblemi delle squadriglie e dei reparti, ha raccontato Felisati. Erano tempi bui, di paura e di violenza, ma Nonno Arturo, pur dovendo convivere col regime, non rinunciò mai alle sue idee. E questo ha rafforzato la convinzione che i principi che formano il carattere di un giovane scout si radicano in profondità per cui cresce una vera persona, e una società sana ha bisogno di uomini autentici. Dal 1919 al 1924 si è sviluppato il gruppo GEI (Gruppo Esploratori Italiani) a Lendinara. L’opposizione era fortemente accentuata, ma lo scopo era di far emergere i capi più preparati. Nel 1926 fu progettata la divisa color giallo ocra, ma in quei tempi di violenza furono tolti i distintivi dell’Asci. Nel 1924, con Luciano Longato, il prof. Angelo Volpe e altri, Arturo pensò di ricostruire il gruppo scout. A livello nazionale, intanto erano sorti i Cavalieri di S. Giorgio, un gruppo formato da nostalgici scout dell’Asci. Presidente dei Cavalieri di San Giorgio a Rovigo fu Ermenegildo Gasparetto, esponente dello Scoutismo durante tutto il periodo oscuro fascista. Subito dopo la guerra – ricorda ancora Arturo Mandruzzato – i comunisti avevano creato “I Pionieri” in concorrenza al movimento Scout, ma, non essendoci spiritualità religiosa né valori di supporto, quel movimento non attecchì. Dalle file scout si distinsero numerose personalità; tra le più famose si possono ricordare l’ex ministro della Pubblica Istruzione Lombardi, il giornalista e Parlamentare Europeo, Piero Badaloni, il celebre ginecologo dott. Forleo di Roma, e uno stuolo di professionisti che si distinsero in vari campi della società: avvocati, giudici, professori, bancari, parlamentari, sacerdoti, missionari…. Umberto Felisati ha portato il suo contributo di testimone utile a chiarire, per esempio, perché lo scoutismo è partito da un’esperienza militare. Ha raccontato che B-P era ufficiale durante la guerra contro i Boeri in Sud Africa e si serviva di ragazzi (i boys) per mandare dispacci da un reparto all’altro. Ha spiegato anche i particolari della caratteristica divisa indossata dagli scout: camicia color azzurro, pantaloni e calzettoni blu, sulla testa il cappellone a quattro punte, stile del fondatore B-P (e si rammarica di non vederlo sempre indossato dagli scout), e al collo un foulard, che è molto importante perché si distinguono i reparti in base al colore: arancio e di color bianco, simbolo del giglio, e sulla destra il rosso. Oggi non è più così; in ogni gruppo gli scout portano gli stessi colori (bianco e rosso arancio). A completamento della divisa dello scout c’è l’alpinstock, l’emblema di una squadriglia, formato da un piccolo stendardo a forma di triangolo dove viene raffigurato il nome di un animale. Umberto Felisati che, finita la guerra, fu Commissario del gruppo scout di Rovigo, spiega che ogni reparto era formato da varie squadriglie composte da 5 a 8 scout. I Capi del branco allora si chiamavano “Akela” o “Baloo”. Ricorda con orgoglio il Jamboree con 16.000 scout da tutto il mondo, radunati nel 1951 a Badischi in Austria. Nel 1947 c’era stato il primo campo a Parigi, il Jamboree della Pace, con 42.000 scout da tutto il mondo. Questi raduni mondiali si tengono ogni quattro anni. Ha parlato anche di scout nautici che si attivano con imbarcazioni e di un reparto nautico che sta nascendo a Porto Tolle.

Iniziative per il Centenario

Quest’anno, 2007, lo Scautismo mondiale è in fermento per le numerosissime iniziative già avviate per le celebrazioni del centenario della nascita. Fra le manifestazioni più importanti: cento piazze per lo scoutismo (a cui partecipa anche il gruppo di Rovigo); Jambore ad Hylands Park Inghilterra, campo con migliaia di scout provenienti da tutto il mondo (anche 3 di Rovigo, 2 di Melara, 2 di Porto Tolle e 1 di Polesella); una Campagna di comunicazione “si impara da piccoli a diventare grandi” per far conoscere lo scoutismo in Italia; un francobollo dello scoutismo emanato il 23 aprile, giorno di San Giorgio patrono degli esploratori. Inoltre è stata accesa una fiamma, lo sprit of flame presso la tomba di B-P a Nyeri in Kenia il 22 febbraio (suo 150° compleanno). Questa fiamma passerà per l’Italia, la Francia, il Belgio, presso le Istituzioni dell’Unione Europea a simboleggiare i risultati raggiunti nel senso della pace, fino ad arrivare in Inghilterra il 1 agosto. L’alba del centenario. Il 1 agosto tutti gli scout del Mondo rinnoveranno la loro promessa alle 8 del mattino. Seguendo i fusi orari in quel giorno si potrà dire che la promessa scout risuonerà per tutto il giorno nel Mondo. A Roma, scelta come punto di ritrovo per gli scout europei, gli scout si ritroveranno dentro al Colosseo. In Inghilterra tale cerimonia si svolgerà anche nell’isola di Brownsea esattamente nello stesso luogo dove cento anni prima iniziò il primo campo scout. A Rovigo in occasione del centenario il gruppo ha chiesto al Comune l’intitolazione di uno spazio pubblico a Robert BadenPowel. Per festeggiare il 150° anniversario della nascita del fondatore, gli scout rodigini si sono ritrovati per le vie della città domenica 25 febbraio 2007 portando il loro saluto al Sindaco prof. Fausto Merchiori in Piazza Garibaldi. Gli scout rodigini stanno inoltre organizzando anche la grande festa di gruppo per il 17 giugno prossimo, a cui sono invitati gli scout delle città gemelle di Bedford e Viernheim oltre agli scout del Masci di Rovigo. Dove ci sono giovani, la festa e l’allegria sono scontate, ma celebrare i cento anni del movimento scoutistico rappresenta soprattutto il riconoscimento che milioni di donne e uomini hanno formato la propria coscienza di cittadini su valori condivisi, tanto è vero che lo scoutismo superò le bufere delle due guerre mondiali, dimostrando una vitalità incrollabile, proprio perché “la sua casa è fondata sulla roccia”.

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Come citare questo articolo

Francesca Magon. “I Cento anni dello Scoutismo”. Ventaglio Novanta, n. 35, 2007. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-cento-anni-dello-scoutismo/

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