E venne il giorno dell’inaugurazione! Dopo vent’anni dall’inizio di un travagliato restauro, Palazzo Roverella è diventato la nuova, prestigiosa sede della Pinacoteca rodigina. E l’apertura è avvenuta sotto gli auspici di una prossima mostra temporanea, la terza dopo “Le meraviglie della Pittura” e “Mario Cavaglieri”: una rassegna che, a partire dal febbraio del 2008, assumerà un respiro internazionale nell’abbraccio della “Belle Epoque”,
Ma torniamo all’inaugurazione de “I tesori del Roverella”, come recita il titolo scelto per la nuova esposizione della pinacoteca, inaugurata lo scorso 6 ottobre, presente il pubblico delle grandi occasioni: autorità civili e militari, politici di destra e sinistra per chiudere idealmente gli spazi della Pinacoteca Concordiana, realtà cittadina, e aprire i battenti di quella che si pone come la Pinacoteca della provincia di Rovigo, in grado di stare al fianco delle rinomate collezioni di città venete più importanti della nostra.
Un’operazione che ha coinvolto le istituzioni e diverse associazioni; un intervento lungo ed accurato nel selezionare le opere più prestigiose e rappresentative delle due storiche collezioni, Casalini e Silvestri, che formano il nucleo della quadreria. Centottantasei quadri, su un totale di circa mille, sono stati dunque sistemati al Roverella; di questi quarantadue di proprietà del Seminario Vescovile, che, assieme all’Accademia è proprietario, al cinquanta per cento, della collezione Silvestri.
Un evento importante e “decisivo” per il rilancio della cultura e dell’immagine di Rovigo e del suo territorio, come è stato sottolineato in tutti gli interventi pronunciati nella sala Oliva dell’Accademia. Del bisogno di far decollare la cultura come fonte di sviluppo, assieme alle potenzialità turistiche del Polesine, hanno parlato, sia pure in modi diversi, il sindaco Merchiori, il vescovo Lucio Soravito De Franceschi, il presidente della Provincia Saccardin. Da tutti un ringraziamento all’attenzione che la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, rappresentata da Antonio Finotti, riserva alle iniziative di grande respiro della città, intervenendo con il sostegno indispensabile a realizzarle.
Ugo Soragni, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto ha citato “il carattere variegato della collezione, in sintonia con la storia del territorio. Una collezione che in buona parte restata sconosciuta agli studiosi perché mai prima esposta al pubblico. E il processo di utilizzo, avviato con la nuova collocazione, è fondamentale per i successivi passaggi di studio e fruizione”.
Il Gotico
Il percorso museale inizia (I sala) con alcuni dipinti di grande importanza: l’“Incoronazione della Vergine”, capolavoro di Nicolò di Pietro, e “Santa Lucia e sei storie della sua vita” opera del pittore veneziano Quirizio da Murano (qui riprodotta). Di grande interesse uno splendido polittico quattrocentesco in terracotta dipinta raffigurante “La vergine col bambino e santi”, proveniente dalla parrocchiale di Raccano di Polesella ed attribuito a Michele da Firenze.
Il Quattrocento
Nella seconda sala due capolavori di Giovanni Bellini: una “Madonna con il Bambino”, dai riflessi mantegneschi (qui riprodotta) e un “Cristo Portacroce” di atmosfera giorgionesca. Accanto, esposte una serie di interessanti opere di pittori Belliniani come Marco Bello, Nicolò Rondinelli e Gerolamo Santacroce.
Il Cinquecento
Nella terza sala i grandi maestri del Cinquecento veneto: Tiziano, Tintoretto, Domenico Capriolo e Palma il Vecchio, presente con tre importanti opere, tra cui la “Madonna con Bambino e santi Gerolamo ed Elena” qui riprodotta.
Il Seicento
Il percorso procede (IV sala) con i grandi pittori veneti del Seicento: Sebastiano Mazzoni, del quale qui riproduciamo l’opera “Loth e le figlie”, Girolamo Forabosco, Pietro Vecchia, Pietro Bellotti, Giulio Carpioni e Andrea Celesti. Presenti anche Luca Giordano, Bernardo Strozzi e Giuseppe Maria Crespi.
Il Settecento
Il Settecento (V sala) vanta diversi capolavori, tra cui il famoso “San Giovanni Battista” di GianBattista Piazzetta, ed altri di Giuseppe Nogari, Giambattista Pittoni e Giuseppe Angeli. Tra i dipinti di paesaggio spiccano una “Marina con rovine classiche” di Johan Anton Eismann e una “Marina con ponte rotto ed arco di Costantino” di Luca Carlevarijs. Interessantissimi la pala d’altare del polesano Mattia Bortoloni e un superbo “Autoritratto” a pastello di Rosalba Carriera, qui riprodotto. Il Settecento veneto è inoltre rappresentato nella ‘Sala dei Ritratti Accademici’, che riunisce una straordinaria serie di ritratti di personaggi illustri di Rovigo e di protettori dell’Accademia dei Concordi. Opere realizzate dai maggiori pittori veneti del secolo: Tiepolo con il “Ritratto di Antonio Riccobono” qui riprodotto, Giambattista Piazzetta, Bartolomeo Nazzari, Alessandro Longhi e Gianbattista Pittoni.
A conclusione degli interventi succedutesi nella Sala Oliva dell’Accademia, tutti (autorità e pubblico) a Palazzo Roverella per la vera inaugurazione con benedizione e taglio del nastro. Un’operazione quest’ultima che l’attuale sindaco Fausto Merchiori ha voluto condividere col precedente Paolo Avezzù, significando l’unità di intenti che le opposte forze politiche hanno trovato nel progetto Roverella. Merchiori ha poi tagliato un pezzetto di nastro per sè, per Avezzù, Saccardin, Finotti e il Vescovo, a ricordo di una giornata davvero “storica”.
La conclusione, irrinunciabile, non poteva che essere la visita della nuova pinacoteca, con la dotta guida dalla curatrice, la dott.ssa Alessia Vedova.
Si sono così svelate le meraviglie di casa nostra, lungo il percorso che va dal ‘400 al ‘700; un tesoro quello del Roverella che si completa con la straordinaria visione del bacino di san Marco, opera particolarissima, di ben 23 metri di base, realizzata nella seconda metà dell’Ottocento da Giovanni Biasin, una composizione esposta a ferro di cavallo che occupa tutta una stanza; una visione che va goduta ponendosi in una posizione centrale per immergersi nell’immagine circolare che avvolge e cattura il visitatore.
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Come citare questo articolo
Lauretta Vignaga. “I tesori del Roverella”. Ventaglio Novanta, n. 36, 2008. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-tesori-del-roverella/