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STORIA - TRADIZIONI

Il campanile della Tomba

La secolare storia della torre campanaria recentemente lesionata da un fulmine

di Aldo Rondina

Ventaglio Novanta n. 36 2008 pp. 50–51

Un fulmine di particolare potenza ha scaricato tutta la sua energia sul campanile adriese della Basilica di Santa Maria della Tomba sventrandone letteralmente la cuspide. E’ successo venerdì 31 agosto scorso durante un forte temporale che ha colpito tutto il Polesine. Erano le dieci e sette minuti antimeridiane quando la forte scarica elettrica, insinuatasi nella punta estrema della torre, ha provocato il crollo di una parte consistente della cuspide. Le lancette dell’orologio infatti si sono fermate proprio nel momento della caduta del fulmine. A seguito della deflagrazione massi e pietre cadevano tutt’attorno nel raggio di una cinquantina di metri, provocando fortunatamente solo danni alle cose. Frammenti di pietre di varie dimensioni hanno raggiunto tetti, cortili e strade adiacenti la Basilica. Alcune pietre hanno danneggiato seriamente in vari punti il tetto della chiesa resa per questo completamente inagibile.

Il danno maggiore l’ha subito la “Cappella del transito” che custodisce preziosi reperti in cotto policromo del secolo XV, peraltro rimasti provvidenzialmente illesi. Tra questi ricordiamo il gruppo della “Dormitio Virginis” (che raffigura la morte della Vergine circondata dagli Apostoli) e le due pregevoli opere raffiguranti l’Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata.

I massi più consistenti sono comunque caduti all’esterno, conficcandosi nel lastricato in porfido della piccola piazzetta antistante il sacro edificio. Un sasso ha anche colpito l’unica auto parcheggiata a lato della chiesa.

A causa dell’inagibilità della chiesa, tutte le funzioni religiose sono state spostate nella vicina chiesetta dedicata al Sacro Cuore appartenuta al Convento delle Madri Canossiane, mentre immediatamente sono state avviate le opere di tamponamento per evitare altri crolli della torre campanaria.

Un campanile, quello della Tomba che ha una storia plurisecolare.

Una leggenda ben radicata nella tradizione popolare vuole che la prima struttura, risalente all’epoca romana, avesse svolto la funzione di faro essendo collocato ai margini del porto-canale di Adria. Avvaloravano questa ipotesi alcuni grossi anelli che avrebbero potuto servire per l’ancoraggio delle navi alla fonda, rimasti infissi alla base della torre abbattuta nel 1928.

Al di là della tradizione, comunque, le prime notizie certe sulla torre campanaria annessa alla Basilica di S. Maria Assunta risalgono al 1221. Il 15 agosto di quell’anno infatti – come appare nella copia di una iscrizione riprodotta all’interno della Basilica – il Vescovo Rolando Zabarella consacrava la Chiesa rinnovata ed altre due chiese nello stesso quartiere della Tomba dedicate a Santo Stefano ed a San Giovanni (probabilmente il Battistero).

L’osservazione delle primitive fondamenta della Basilica, ampliata nel 1937, ha fatto supporre che, fino alla costruzione dell’attuale facciata (inizio sec. XVIII), la torre risultasse più avanzata di circa sette metri rispetto alla chiesa.

Nel 1647, comunque, il campanile fu accorciato e su quel troncone sorse il secondo campanile con la cuspide rimodellata.

La situazione rimase inalterata fino al 1902, quando, a causa del crollo improvviso del campanile di S. Marco avvenuto il 14 aprile 1902, fu emanata una drastica disposizione governativa che imponeva l’abbattimento di tutte le torri pericolanti. All’epoca la parte superiore del campanile della Tomba risultava abbastanza danneggiata, così fu deciso l’abbattimento fino all’altezza dell’orologio.

Nel 1928, quando ormai soffiava impetuoso il vento del “rinnovamento nazionale” si pensò di dare alla Basilica un campanile più moderno e funzionale cancellando tutto ciò che rimaneva della torre più antica. La ristrettezza dei mezzi a disposizione obbligò i costruttori a riciclare tutto il materiale proveniente dalla demolizione non solo, ma ad utilizzare per il rivestimento esterno del basamento, il marmo trachitico ricavato dai vecchi marciapiedi circostanti.

Il genio creativo del progettista architetto G.B. Scarpari e la grande professionalità dell’impresario edile Giacinto Barbuiani hanno fatto sì che lo stile della torre, che richiama l’estetica tipicamente veneta del campanile di San Marco, nulla togliesse alla facciata settecentesca della Basilica.

Il campanile fu consacrato il 15 novembre 1931 con una solenne cerimonia presieduta dal Vescovo mons. Guido Maria Mazzocco che aveva al suo fianco l’allora parroco cappuccino padre Giacinto Ambrosic, futuro Vescovo di Chioggia e poi Arcivescovo di Gorizia.

Nel 1981 la Parrocchia di Santa Maria Assunta ha ricordato il primo giubileo del rinnovato campanile con un elegante opuscolo che ne riporta la storia.

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Come citare questo articolo

Aldo Rondina. “Il campanile della Tomba”. Ventaglio Novanta, n. 36, 2008. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-campanile-della-tomba/

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