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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

L’azione della “Barbujani”

Molteplici le iniziative attuate dall’Associazione rodigina a cui compete anche la gestione della Biblioteca “Antonio Carlizzi”

di Roberta Fava

Ventaglio Novanta n. 36 2008 pp. 152–153

Oltre ogni aspettativa si è rivelato l’interesse dei rodigini per l’iniziativa, programmata presso la Sala Fulmina del Museo dei Grandi Fiumi, svoltasi nello scorso mese di settembre, imperniata sulla “rivisitazione delle opere dei principali poeti del passato e del loro legame con la terra, l’ambiente e la cultura del Polesine”.

Una rassegna – organizzata dall’Associazione “R. Barbujani” onlus di Rovigo con il titolo “I cantori del Polesine”, attuata grazie al sostegno della Fondazione della Banca del Monte, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Rovigo – che ha portato alla riscoperta dei quattro grandi poeti del Novecento; autori che con i loro scritti hanno lasciato una traccia indelebile nel territorio tra Adige e Po.

La vita e le opere di Marino Marin, di Eugenio Ferdinando Palmieri, di Gino Piva e di Livio Rizzi sono state dunque oggetto delle seguite conferenze che hanno visto come relatori rispettivamente Antonio Lodo, Sergio Garbato, Raffaele Peretto e Adriano Romagnolo. L’attenzione dei numerosi presenti al ciclo di conferenze ha manifestato chiaramente quanto sia oggi vivo l’interesse per la conoscenza del proprio territorio e quindi l’apprezzamento dell’impegno letterario profuso dai quattro uomini di cultura vissuti nella prima metà del secolo scorso, i quali con le loro opere hanno contribuito ampiamente a delineare una nuova immagine del Polesine, liberandola dai molti stereotipi negativi.

Meritoria dunque l’iniziativa dell’Associazione “Renzo Barbujani”, sodalizio culturale costituitosi nel 2000, dedicato al grande personaggio rodigino di adozione, nato ad Adria nel 1927. Una vita di impegno quella di Renzo Barbujani che, nonostante gli ostacoli incontrati, ottenne il diploma di geometra e successivamente si diplomò in statistica presso l’Università di Padova.

Insegnò al Centro Addestramento professionale di Adria e all’Istituto geometri di Rovigo. Collaboratore di opere enciclopediche, nel 1962 fu incaricato dall’Amministrazione Provinciale di Rovigo di dirigere il Centro Studi economici e rilevazioni sociali. Attraverso queste sue ricerche statistiche, un centinaio di studi monografici e un’ottantina di lavori specifici, fece conoscere gli aspetti più vari della vita polesana: dalle attività produttive, alle condizioni sanitarie, migrazioni e aspetti culturali-scolastici, viabilità ed altro, mettendo in luce la realtà del tempo. Tra le sue pubblicazioni vi sono diverse monografie su polesani illustri: Umberto Maddalena, Giacomo Matteotti, Alberto Mario, Nicola Badaloni, Umberto Merlin, Ferruccio Viola, Giovanni Miani ed altri: nel 1966 ebbe il premio adriese Marino Marin.

Renzo Barbujani fu dunque un precursore della valorizzazione del Polesine che solo in tempi recenti sembra essere divenuta un’idea condivisa a livello istituzionale. Sua l’idea nel 1977 di dar vita al Museo della Civiltà Contadina del Polesine, istituito poi successivamente. Fu anche il primo presidente della Consulta di quartiere della Tassina.

Pur essendo una persona affermata e conosciuta nell’ambito del nostro territorio, ha sempre tenuto i vari rapporti umani con semplicità e cordialità.

Alla sua prematura scomparsa, avvenuta nel 1982, sono sopravissuti i suoi scritti, basilari per avviare approfondimenti della conoscenza del Polesine. Non è andato pertanto perduto il suo insegnamento che è servito da stimolo a non pochi per continuare sulla via intrapresa. Nel 2000, per ricordare in modo più incisivo la figura del “maestro” e dar vita nel suo nome a proficue iniziative, alcuni cittadini hanno dunque fondato l’Associazione che porta il suo nome.

Vari gli interessi dell’Associazione “Barbujani”, oggi presieduta da Arnaldo Pavarin, che organizza e promuove attività di volontariato a carattere culturale, informativo e ricreativo, affiancandosi agli Enti culturali di Rovigo e del Polesine, organizzando incontri di studio su tematiche storiche, sociali ed economiche, programmando visite guidate, gite e viaggi di interesse culturale e turistico e operando per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e delle tradizioni locali.

E, come Renzo Barbujani fu un uomo di vasti orizzonti ed interessi, così l’Associazione che porta il suo nome opera in vari settori e in varie attività, in convenzione con la Fondazione Concordi, con il Museo dei Grandi Fiumi, e con la Biblioteca “Antonio Carlizzi”. Molteplici le iniziative, i convegni attuati in questi anni dall’Associazione, quali incontri culturali con scrittori e poeti del passato e del presente, laboratori di scrittura, iniziative tra le realtà del territorio di Rovigo con quello di Mantova ed altro ancora.

Se quest’associazione è diventata uno dei fiori all’occhiello della città di Rovigo, altrettanto importante è il connubio con la Biblioteca “Carlizzi”.

Antonio Carlizzi è stato il primo presidente della “Barbujani”, uomo di cultura, di rara sensibilità e attento studioso della storia locale. A lui si deve molto anche per la nascita dell’associazione che ha guidato solo per un anno, essendo scomparso nel 200I. Nel 2003, a ricordo del prof. Antonio Carlizzi, a cura dell’Amministrazione di Rovigo, è stata dunque dedicata una Biblioteca Comunale con sede presso la Scuola Media “Parenzo”, in ricordo della sua la sua vita operosa, spesa per la cultura.

Nato a Frassinelle nel 1923 da padre calabrese, vissuto in un ambiente impregnato di cultura, genitori insegnanti, così le zie, Antonio Carlizzi frequentò il liceo classico a Rovigo, conseguì la laurea in lettere antiche a Padova nel 1947 ed insegnò presso gli Istituti Superiori e Medie. Fu Preside e Presidente dell’IRAS, 1976,-1986, Presidente dell’URIPA (Unione Regionale per le iniziative delle Istituzioni Pubbliche e Private per gli Anziani) Coordinatore di Corsi vari e, dal 1988 al 1990, Assessore al personale del Comune di Rovigo. Si dedicò anche alla scrittura di racconti, saggi.

La Biblioteca “Carlizzi”, aperta al pubblico dal 2003, è gestita, in virtù di una Convenzione con il Comune rodigino, da soci volontari dell’Associazione “Barbujani” Onlus. Contiene più di cinquemila volumi. Presso la biblioteca “Carlizzi” la “Barbujani” intende creare “un foro” culturale con progetti di sensibilizzazione e di formazione per gli adulti e per i ragazzi, affinché questi ultimi siano spinti piacevolmente alla lettura di libri per la loro crescita personale

Strumenti importanti per la realizzazione umana, l’Assiociazione “Barbujani” e la Biblioteca “Carlizzi” operano dunque con l’obiettivo che cultura, idee, iniziative, tematiche e problematiche vadano a braccetto tra loro per migliorare la qualità della vita della città.

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Come citare questo articolo

Roberta Fava. “L’azione della “Barbujani””. Ventaglio Novanta, n. 36, 2008. https://ventaglionovanta.it/archivio/lazione-della-barbujani/

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