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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Premio Rhodigium 2009

Lo scrittore Gian Antonio Cibotto e il giovane ricercatore Nicola Andriolli insigniti del prestigioso riconoscimento

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 40 2010 pp. 164–165

“Per la sua lunga e luminosa storia di scrittore, che ha saputo prestarsi anche alla critica teatrale e a un giornalismo culturale di grande qualità. Una storia la sua che appare strettamente intrecciata al Veneto e al Polesine, che in lui hanno trovato uno dei maggiori interpreti”. Con questa articolata quanto puntuale motivazione Lorenzo Liviero, presidente di Rovigo Banca, lo scorso 5 novembre ha insignito Gian Antonio Cibotto del Premio Rhodigium, giunto alla sua sesta edizione e, come è ormai consolidata tradizione, attribuito nel corso di una apposita conviviale presso il Borgo La Romanina di San Cassiano di Crespino.

Presenti le principali autorità civili polesane, dalla presidente della Provincia Tiziana Virgili, all’assessore regionale Isi Coppola, dal sindaco di Rovigo Fausto Marchiori all’assessore provinciale Laura Negri, il saluto ai convitati è stato formulato da Giancarlo Checchinato, che ha fatto gli onori di casa, sottolineando come la Romanina sia onorata di ospitare l’importante Premio Rhodigium, patrocinato dalla Provincia e dal Comune di Rovigo e sostenuto da Rovigo Banca.

E’ quindi toccato al giornalista Sergio Garbato tracciare un rapido profilo di Gian Antonio Cibotto, “Il Principe stanco”, come suona il titolo di un suo fortunato libro e come egli si atteggia. Una vita quella di Cibotto in realtà tutt’altro che rinunciataria – ha sottolineato Garbato – ricordando i trascorsi romani dello scrittore che nella capitale frequentò i più importanti scrittori del nostro tempo, senza dimenticare Rovigo e il Veneto. E proprio a Venezia suscitò attenzione ed interesse una sua proposta della Locandiera, messa in scena al Teatro Goldoni. Giornalista e scrittore che, grazie alla sua penna, ha indotto tante persone a leggere e a scoprire luoghi e persone del Veneto.

La parola è quindi passata a Gian Carlo Marinelli, giovane scrittore e regista, per certi aspetti considerato il fratello minore di Cibotto. Il quale ha sottolineato di aver imparato molto da Gian Antonio, ed ha colto nel “silenzio” un aspetto particolare, che pervade gli scritti dell’autore premiato: i suoi personaggi prendono spessore in momenti di crisi esistenziale; la sua è una letteratura notturna, fuori dalle convenzioni, ma capace di incantare.

Sergio Frigo, giornalista del Gazzettino interessato agli aspetti etno-culturali del Veneto, ha messo in luce la preparazione di Cibotto, giornalista di spessore, i cui scritti rivelano una profonda consapevolezza del contesto storico e geografico, ed un acume tipico di un esploratore per la capacità di rapportarsi col territorio e con le persone che lo abitano.

Si è schermito Gian Antonio Cibotto, ritirando il premio, consistente in una tela di Gianpaolo Berto, consegnatagli da Lorenzo Liviero. Si è detto a disagio per gli elogi, ringraziando tutti e confessando di aver trovato una soluzione ai travagli della vita: il sogno. La possibilità di sognare, che non manca all’uomo, è favorita da certi paesaggi e situazioni. E Cibotto ha dichiarato di aver trovato l’ambiente ideale: è quello della bassa, dove c’è il mare e dove si possono trovare momenti di incanto.

Gli applausi tributati dai presenti sono stati spontanei e sinceri, mentre l’intervallo, rappresentato da alcune portate della cena, veniva a configurarsi come un diaframma tra il primo ed il secondo premiato. Un giovane quest’ultimo, com’è ormai tradizione del Premio Rhodigium che, dopo un personaggio particolarmente noto, punta su un talento emergente.

Il riconoscimento è andato a Nicola Andriolli, trentunenne rodigino specialista nell’ambito della tecnologia avanzata delle fibre ottiche, laureato in Ingegneria delle telecomunicazioni nel 2002 all’Università di Pisa con 110 e lode, detentore di due diplomi di perfezionamento ed attualmente impegnato come ricercatore alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Centro di Eccellenza dell’Ingegneria e della Comunicazione. Questa la motivazione del premio attribuito al brillante giovane ricercatore: “Per la competenza e l’impegno profusi nello studio e nella ricerca, che gli hanno permesso di raggiungere importanti risultati sia sul piano teorico che su quello pratico, nel campo delle telecomunicazioni, con particolare attenzione ad un ambito complesso ed aperto sul futuro come quello delle fibre ottiche”.

Nicola Andriolli, volto e fisico asciutto da liceale, ha stupito tutti per gli eccezionali risultati di studio e di ricerca – con esperienze anche all’estero – in un ramo tecnologico tanto innovativo. Con disarmante semplicità egli ha annunciato che il mondo delle comunicazioni sta cambiando e che tra dieci o vent’anni i sistemi attuali appariranno obsoleti.

Condivisa la soddisfazione dei presenti per l’opportunità offerta dal Premio Rhodigium di conoscere ed apprezzare un giovane tanto preparato. Un’occasione per smentire il cliché che vede le nuove generazioni disimpegnate e passive. Nicola Andriolli, giovane portatore di valori positivi, esempio di impegno professionale e di una invidiabile maturità anche sul piano affettivo, presentandosi già coniugato, è certamente una figura che fa onore al Polesine.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Premio Rhodigium 2009”. Ventaglio Novanta, n. 40, 2010. https://ventaglionovanta.it/archivio/premio-rhodigium-2009/

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