Percorrendo la strada arginale del Po, da Melara ad Occhiobello, il nostro sguardo vaga sull’ambiente che ci circonda, soffermandosi ora sulle acque del grande fiume che scorre verso la foce tenuto a bada da possenti arginature, ora sulla campagna polesana mutevole nei suoi colori a seconda delle stagioni. Non è infrequente una sosta per ammirare il paesaggio, che ci colpisce per l’armonia degli aspetti naturali o per l’intima fusione delle architetture rurali con l’ambiente rivierasco. A volte la nostra attenzione è attirata da una corte isolata, altre volte da un gruppo di case presso l’argine, edifici sorti ai tempi di quella che è stata definita come la civiltà contadina, caratterizzata da uno stile di vita pacato, in stretta sintonia con i ritmi delle stagioni, ben lontani dal tumulto dei nostri giorni.
Superato il centro di Ficarolo, sottopassato il grande ponte che collega la sponda polesana con quella ferrarese, ci colpisce in particolare una piccola borgata, fatta di abitazioni in fila, appena sotto l’argine: un nucleo minimo affacciato su una stradicciola parallela a quella arginale. E tra i caseggiati scorgiamo, fresco di un recente restauro, un piccolo oratorio. Una chiesetta in miniatura, con il suo bravo frontone. E’ proprio quest’ultimo elemento architettonico che immediatamente ci fa pensare ad un edificio eretto per il culto. Ci fermiamo ad osservare e scorgiamo sul lato sinistro della costruzione un singolare campanile a vela.
Vogliamo vedere meglio. Scendiamo pertanto dall’argine imboccando una strada sterrata, mentre ci appare con più chiarezza la pluralità di edifici, una bella corte racchiusa da una mura di cinta non molto elevata: al centro la casa padronale, sulla sinistra, arretrata rispetto alla strada la stalla con fienile, a destra, avanzata fin sulla via, la costruzione restaurata del bell’oratorio.
Si tratta di una “Corte rurale, area ed edifici di valore ambientale vincolati”. Ci troviamo in località Tontola, frazione di Ficarolo, l’Oratorio è dedicato a S. Lucia ed è annesso all’abitazione di proprietà Brunelli.
Il tempietto fa parte della bella corte rurale che mantiene ancora oggi (a parte piccoli interventi resisi necessari per adeguare gli edifici alla nuove esigenze) l’originalità dei luoghi.
La casa padronale si presenta sviluppata in altezza con alte finestre al primo piano ed aperture a forma quadrata nel sottotetto destinato a granaio. E’ affiancata da un magazzino con un alto arco.
Discosto, sulla sinistra, l’interessante fienile con annessa stalla: edificio di rilievo, caratterizzato da tre alte arcate ripartite da quattro lesene che si innalzano fino al cornicione del tetto e frangisole. Davanti uno spazio verdeggiante, mentre l’aia mattonata non molto sviluppata è presso l’edificio principale.
Tutto intorno è terreno agricolo, mutevole nei suoi colori a seconda dei prodotti e delle stagioni, diviso da piccoli fossati per lo scolo delle acque piovane.
L’area è delimitata dall’argine maestro sinistra Po. Il contesto paesaggistico si snoda dal filo dell’acqua alla vegetazione spontanea ed a quella coltivata a filari di pioppi della golena. Verdi prati, spruzzati da macchie colorate di fiori selvatici, ricoprono le “banche” fino all’argine.
Ma torniamo ad osservare l’oratorio che ci ha colpito dopo il recente intervento di restauro. Si presenta grazioso, di modeste dimensioni con due entrate: la prima sulla facciata principale, che dà sulla pubblica via, aperta quindi al culto a favore della piccola borgata; la seconda, sulla sinistra, si apre verso la corte. Questo accesso è sormontato da una lunetta con vetri, sopra il quale è posizionata una formella in maiolica con l’immagine di una Madonna con Bambino in braccio. Sopra questo secondo ingresso si alza il piccolo campanile a vela che si presenta dotato di campana: una squilla pronta a richiamare l’attenzione dei fedeli.
Il restauro del sacro edificio è stato fortemente voluto dai proprietari della corte: i fratelli Brunelli, discendenti in linea materna da Giovanni Margutti (il nonno) il quale nel 1932 acquistò il complesso rurale eretto nel 1887 dal cav. Giorgio Forti. Nell’atto steso in occasione della compravendita dal notaio Alfonso Mastelli si legge: “Casa di abitazione con magazzino, fienile con stalla, casa del bovaio, adiacenze, maceratoi da canapa con sassi e terreno sottoposto. Detti beni sono gravati dall’onere di decima dovuto alla Prebenda Parrocchiale di Ficarolo, alla Contessa Gabriella Giglioli ed al Conte Arturo Giglioli. Gli stabili su descritti vengono venduti ed acquistati a corpo e non a misura, con tutti i diritti e servitù sì attivi che passivi, adiacenze, pertinenze e dipendenze. Compreso l’Oratorio di Santa Lucia, che il compratore si obbliga di tenere aperto al culto e alle preghiere”.
Con l’attuale intervento di restauro è tornato dunque al servizio della comunità e dei devoti l’antico oratorio, che nello scorrere dei decenni aveva subito un grave degrado.
E’ stata rifatta la copertura con coppi in parte recuperati, si è proceduto al consolidamento strutturale dell’architrave in mattoni dell’ingresso laterale e alla realizzazione di un piccolo sagrato davanti alla facciata principale. E’ stato rimosso e rifatto il pavimento utilizzando la parte recuperata, rifatto l’impianto elettrico, intonacate e dipinte le pareti interne ed esterne, puliti gli infissi in legno originali e soprattutto recuperato l’altare in cotto sul quale si erge il quadro dedicato a Santa Lucia con gli occhi rivolti al cielo, gradevole opera di pittore ignoto del ‘700. Della stessa epoca una statua della Madonna, anche questa di autore sconosciuto.
Apprendiamo che lo scorso anno, il 13 dicembre, giorno dedicato a Santa Lucia, a cui è intitolato il tempietto, c’è stata la cerimonia di inaugurazione del bene restaurato. Una festa molto partecipata e sentita, in occasione della quale i proprietari, soddisfatti e commossi per l’interesse manifestato dalla comunità, hanno aperto la loro dimora ai molti convenuti per un caldo ed affettuoso momento conviviale.
Una bella storia che ascoltiamo con piacere prima di riprendere il nostro percorso sulla strada arginale alla volta di Gaiba.
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Come citare questo articolo
Violetta Furini. “L’Oratorio di Santa Lucia”. Ventaglio Novanta, n. 42, 2011. https://ventaglionovanta.it/archivio/loratorio-di-santa-lucia/