Dov’era la luna? ché il cielo notava in un’alba di perla, ed ergersi il mandorlo e il melo parevano a meglio vederla. Venivano soffi di lampi da un nero di nubi laggiù; veniva una voce dai campi: chiù…
La suggestione dei versi del Pascoli, nella poesia ‘L’assiuolo’, è solo uno spunto di riflessione ed il punto di partenza nella presentazione del Centro Recupero Animali Selvatici. L’assiolo è un rapace notturno, di piccole dimensioni, che sta tornando a popolare anche le nostre zone.
Quando incontrai il dott. Luciano Tarricone, responsabile del Cras, per conoscere meglio l’attività del Centro di Polesella, egli stava curando un esemplare di assiolo. Che incanto di fronte a questo piccolo rapace notturno. Che incanto il pensiero del suo canto notturno… Il Cras ha lo scopo di curare e reimmettere in natura quegli individui di specie selvatiche di particolare interesse naturalistico rinvenuti feriti o debilitati all’interno del territorio provinciale.
Il Centro Recupero Animali Selvatici (Cras) della Provincia di Rovigo è stato istituito nel 2003 a Garofolo, grazie all’impegno della Provincia, del veterinario Luciano Tarricone e delle Associazioni fondatrici (WWF di Rovigo e Lipu di Adria). Lo spostamento del Cras a Polesella in un’idonea sede risale al 2007; si sostiene in parte grazie a fondi privati, in parte grazie a fondi pubblici (quelli per l’appunto ad opera della Provincia).
Il Centro di Polesella è gestito dal dott. Luciano Tarricone coadiuvato dalla dott.ssa Marta Zin. “La cura di animali selvatici è sempre stata una mia grande passione – spiega il dott. Luciano Tarricone – In zona mancavano delle strutture adeguate all’accoglimento e alla cura di questi animali. E da lì è iniziata l’avventura: prima con fondi privati, poi con l’ausilio anche del pubblico, ho cercato di creare una realtà di sostegno e di cura per la fauna selvatica”.
La percentuale maggiore di animali, che vengono accolti e curati, hanno subito dei traumi (incidenti stradali, incidenti accidentali contro fili della luce, contro finestre o altri ostacoli); si tratta per la maggiore di uccelli predatori, suddivisi in rapaci diurni e notturni.
Tra le patologie riscontrate, per la maggiore si hanno l’intossicazione da prodotti chimici e ratticidi, debilitazioni e parassitosi, il ferimento con armi da fuoco. “Solitamente una buona percentuale degli animali che giunge al centro sopravvive e viene quindi reintrodotta nell’ambiente naturale” – spiega il dott. Tarricone. Tra le specie ospitate presso il centro si hanno rapaci notturni quali civette, barbagianni e gufi comuni e rapaci diurni quali poiane, sparvieri e gheppi. Non mancano anche diverse specie acquatiche come aironi, gabbiani ed anatidi. Il centro ha ospitato, oltre a centinaia di individui di specie comuni, anche specie rare o inusuali, come gru, pellegrini, fenicotteri, gruccioni e tartarughe marine, provenienti dalla zona del delta del fiume Po.
Il centro di Polesella offre diverse tipologie di servizi (dalla medicina generale alla chirurgia, dalla radiologia all’endoscopia, dall’ecografia alla chirurgia ortopedica, al servizio day hospital) alcuni molto innovativi. Diagnosi e prime cure sono immediate, in quanto le prime ore dopo il ferimento sono fondamentali per la sopravvivenza dell’animale: lastre per verificare la presenza di fratture, somministrazione di ricostituenti ed antibiotici sono tra le prime azioni di prassi. Una volta determinata la patologia si procede a cure più approfondite.
Le attrezzature utilizzate sono all’avanguardia; presso il centro si effettua ad esempio la radiologia digitale che dà la possibilità di individuare fratture su animali anche di piccole dimensioni. Una parte del centro è adibita al recupero e alla cura degli animali selvatici dopo gli interventi di varia natura di cui abbisognano. Questa parte è attrezzata con voliere di piccole e grandi dimensioni e con vasche per gli animali acquatici. Qui le specie trascorrono il periodo del post operazione: sono sistemate nelle voliere piccole per la terapia del primo periodo, in quelle più grandi per riabituarle a poco a poco a movimenti che richiedono uno spazio più ampio. Periodicamente il loro stato di salute e soprattutto di recupero della funzionalità degli arti viene verificato, anche con prove simulate di volo.
Prima della liberazione ogni “paziente” del centro deve tornare in perfetto stato fisico ed essere in grado di badare alle proprie esigenze una volta rimesso in libertà. Prima del rilascio gli animali vengono opportunamente inanellati, ovvero alla zampa viene apposto un anello metallico con un codice personalizzato, grazie al quale è possibile identificarli in caso di un loro secondo recupero.
Negli ultimi anni è notevolmente cresciuta la sensibilità nei confronti della fauna selvatica; “sono molti i privati che portano al centro animali con traumi per farli curare – racconta il dott. Tarricone – e questo è un buon segnale che lascia pensare ad un rispetto sempre maggiore nei confronti dell’intero ecosistema”. Anche la Provincia è molto attenta a queste problematiche ed organizza degli appuntamenti di educazione ambientale rivolti in primis alle scuole. “Spesso, dopo mesi di cura di un animale selvatico, organizziamo insieme alla Provincia, dei momenti di educazione ambientale con i ragazzi, che assistono incuriositi alla liberazione di queste specie. Il momento della liberazione è magico, ricco di suggestione anche per noi adulti; i ragazzi si lasciano letteralmente rapire dal fascino di questi animali”.
In questo modo si fa cultura, si insegnano ai ragazzi le peculiarità di ogni singola specie, si insegna loro il rispetto per l’ambiente. Il dott. Tarricone punta molto a questo aspetto, fondamentale per far conoscere alle giovani generazioni l’importanza del rispetto e della cura per tutte le specie animali. Rispetto per l’ambiente significa anche attenzione in termini di inquinamento della natura che ospita le specie animali. Lo scorso anno, lo sversamento di migliaia di tonnellate di idrocarburi dall’ex raffineria Lombarda Petroli, nel fiume Lambro, con conseguente inquinamento del fiume Po ha destato molte preoccupazioni. “Per fortuna non abbiamo avuto interventi legati a questo grave fatto di inquinamento ambientale; ma campanelli d’allarme come questo devono indubbiamente far riflettere”.
Il dott. Luciano Tarricone è responsabile del Cras, di Rovigo (Polesella) e di Codigoro (Garzaia). È socio SIVAE, Società Italiana Veterinari Animali Esotici, dalla fondazione della stessa. Si occupa di Medicina d’urgenza del cane e del gatto, Cardiologia ed Endoscopia. Si occupa inoltre di medicina e chirurgia dei nuovi animali da compagnia e degli animali selvatici. Per qualsiasi informazione sull’attività del centro è possibile consultare il sito http://www.ambulatorio-tarricone.it
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Come citare questo articolo
Valentina Merlini. “Il Cras di Polesella”. Ventaglio Novanta, n. 42, 2011. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-cras-di-polesella/