Pubblicità

UN RICORDO

Ciao Antonio

Medico vero, tesoro per le genti del Delta, per 20 anni garanzia per la cooperativa Turismo&Cultura

di Giuseppe Marangoni

Ventaglio Novanta n. 42 2011 pp. 94–95

L’ospitalità. La generosità. In abbondanza. Sono le doti umane che più marcatamente hanno caratterizzato lo stile di vita di Antonio Rossin che ci ha lasciato lo scorso 26 settembre. Per molti anni è stato presidente effettivo della coop. Turismo & Cultura e poi, negli ultimi tempi presidente onorario.

Amare la vita. Amare il prossimo, al punto da dedicare una buona parte del proprio tempo e la massima tensione intellettuale ad elaborare una teoria finalizzata alla prevenzione della droga e delle psicodipendenze attraverso un tipo di educazione che promuova nei figli lo sviluppo di una personalità criticamente autonoma e flessibile. Che cos’è in fondo l’attaccamento, quasi l’ossessione per questa teoria scientifica da lui elaborata? Non certamente un modo per affermare un suo protagonismo ma, in fondo, – io lo posso dire con certezza – proprio amore per il prossimo, slancio personale per dare un suo prezioso contributo allo sviluppo di una società più armonica, più felice, più giusta.

Profondamente cristiano quanto liberamente scienziato.

L’ospitalità. La generosità. Lo conobbi per la prima volta ai tempi del Gruppo CTG “Folclore Delta” nella sua casa di Cà Lattis in riva al Po e rimasi allibito. Lì c’era sempre gente. Quello era il vero centro del villaggio.

Pur venendo io da una mentalità che ritenevo aperta, non riuscivo a concepire la liquidità assoluta della sua casa e della sua famiglia. Il dottore viveva con la gente non solo a casa loro per le visite, che erano più spesso colloqui, ma a casa sua, dove tutti facevano da mangiare e tutti mangiavano, qualcuno ci dormiva anche per giorni e giorni.

L’analisi. La sintesi. Mentalità scientifica, tradotta, come nella tradizione dei grandi divulgatori, in esempi, metafore, parabole che superavano qualsiasi barriera culturale. Medico vero. Tesoro per le genti del Delta. Uomo di scienza e medico come uomo-accanto quando serviva solidarietà e condivisione.

Creativo e perfino artigiano, era dotato di capacità manuali e di ingegno incredibili. L’arca galleggiante in cemento, con il casone di canna sopra, lo costruì quasi interamente lui.

Per 20 anni garanzia per la cooperativa Turismo&Cultura, pilastro di saggezza e di consiglio, non è mai arretrato di fronte ai rischi e alle responsabilità cui andava incontro come presidente.

Amore per la vita. Saper gustare i piaceri della tavola conviviale da vero esperto e insieme con l’autentica felicità di un bambino.

Grandi virtù di un grande uomo, tali da controbilanciare senz’altro gli episodi di rigidità, di cocciutaggine a volte del tutto assurdi che gli abbiamo conosciuto e che tanti dispiaceri hanno recato anche alle persone più care. E’ come se perfino lui, nella sua evoluzione formativa, dovesse ancora vincere elementi di rigidità per arrivare al completamento di quella personalità flessibile propugnata nei suoi studi.

Ciao Antonio. Grazie per tutto. Porteremo con noi non semplicemente il tuo ricordo, ma il tuo modo di essere, i tuoi ragionamenti, il tuo slancio vitale.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Giuseppe Marangoni. “Ciao Antonio”. Ventaglio Novanta, n. 42, 2011. https://ventaglionovanta.it/archivio/ciao-antonio/

Pubblicità