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PERSONAGGI ILLUSTRI

Mons. Aristide Cavallari (1849-1914)

Da Boccasette, dove visse gli anni dell’infanzia, alla nomina a cardinale e patriarca di Venezia nel 1908

di Luciano Chiereghin

Ventaglio Novanta n. 45 2012 pp. 78–81

Che un abitante del Delta, dopo l’ordinazione sacerdotale, abbia seguito una importante carriera nell’ambito religioso fino ad ottenere la nomina a patriarca di Venezia è una notizia poco nota, che va fatta conoscere.

Si tratta di Aristide Cavallari, la cui vocazione religiosa fu esaminata nel 1868 da Don Sarto, parroco di Ca’ Venier, incaricato a ciò dal vicario capitolare Can. Gaetano Duse. Lo si apprende da un libretto pubblicato nel 1950: “CENNI STORICI DELLA CHIESA PARROCCHIALE DI CA’ VENIER”, stampato da Arti Grafiche A. Zanibelli, Adria, scritto da Don Virginio Ciriello, arciprete di Cà Venier (1944-1958) e già cappellano nella Curazia di Boccasette (1928-1944) di cui si riporta di seguito integralmente il breve capitolo.

Il giovane Aristide Cavallari

Cosa di poca importanza, ma che forse sarà appresa con piacere è questa: che Don Sarto (essendo morto il 25 aprile 1867 l’Ecc.mo Vescovo Mons. Iacopo Nob. Dè Foretti) fu incaricato nel 1868 dal vicario Capitolare Can. Gaetano Duse di esaminare ufficialmente la vocazione allo stato ecclesiastico del giovane Aristide Cavallari.

Era questo giovane figlio del custode idraulico della frazione di Boccasette, un fiorellino celeste che Dio faceva crescere in quella landa deserta, e che, secondo le informazioni date da Don Sarto, fu tosto trapiantato nel giardino del Seminario diocesano. Il Cavallari poi, seguendo la famiglia, si trasferiva a Venezia, dove nel Seminario Patriarcale compiva gli studi e dove era ordinato sacerdote.

Il Card. Giuseppe Sarto per le doti particolari che rifulgevano in lui ne ebbe grande stima e più tardi lo nominava Arciprete dell’antica Cattedrale di Venezia, S. Pietro di Castello, e quando egli fu elevato al Sommo Pontificato e divenne Pio X, lo insignì della dignità Vescovile, e poco dopo lo nominava suo successore, Patriarca di Venezia e Cardinale.

Non appena fu consacrato Vescovo, Mons. Cavallari volle visitare il suo antico paesello, e a Boccasette celebrò pontificalmente la S. Messa e altre Funzioni con grande gioia di quegli abitanti. E chi sa quante volte, più tardi, tra le acutissime spine che accompagnarono i suoi altissimi onori, col pensiero sarà accorso nostalgicamente alla quiete di quella umile e solitaria Chiesetta, dove al suo cuore giovanile si era fatta sentire con tanta insistenza la voce di Dio.

Da questo documento, scritto da Don Ciriello, si scopre che il giovane Aristide Cavallari era figlio del custode del casello idraulico di Boccasette. Il documento afferma che era stato don Sarto, parroco di Cà Venier a segnalare alla curia la spiccata vocazione ecclesiastica del giovinetto. Dice, inoltre, che nel 1868 il vescovo di Chioggia De Foretti diede compito al canonico Gaetano Duse di esaminare la vocazione del giovane. Da ciò si evince che Aristide avesse circa 19 anni quando entrò in seminario a Chioggia. Poi, nel 1872 dopo tre anni di studi teologici, fu ordinato sacerdote dallo stesso patriarca di Venezia cardinal Giuseppe Melchiorre Sarto. E lo stesso, più tardi, lo nominò arciprete della cattedrale di Venezia, S. Pietro di Castello.

Non mi è dato di conoscere con esattezza l’anno in cui la famiglia del giovane Aristide giunse a Boccasette, ma voci di paese dicono che, all’arrivo nel Delta, il ragazzo avesse avuto all’incirca sette anni. Si può pertanto dedurre che il trasferimento da Chioggia sia avvenuto grossomodo nel 1856.

Ulteriori notizie biografiche sono rintracciabili presso la curia di Chioggia, come si riporta di seguito.

Aristide Cavallari nacque a Chioggia l’8 Febbraio 1849. Morì il 24 Novembre del 1914. E’ stato educato al seminario di Chioggia, dove studiò Teologia per tre anni. La sua famiglia si trasferì a Venezia, dove continuò gli studi presso il Seminario Patriarcale della città lagunare.

Il 27 settembre del 1872 viene ordinato sacerdote dal cardinale Giuseppe Melchiorre Sarto, Patriarca di Venezia. Dopo la sua ordinazione intraprende la sua attività pastorale a Venezia, sia nella diocesi che negli uffici patriarcali curiali.

Nel 1903, il Patriarca di Venezia Cardinale Sarto, sale al soglio pontificio assumendo il nome di Pio X e il 22 agosto dello stesso anno ordina Vescovo Aristide Cavallari. Il giorno successivo viene consacrato a Roma dal Cardinale Francesco Satolli.

Successivamente, nel gennaio del 1904, veniva nominato vicario generale di Venezia, mentre era in corso la ricerca del nuovo Patriarca. Esercitò in quegli uffici tale incarico come sostituto fino al 15 aprile del 1904 quando fu elevato, egli stesso, a Patriarca di Venezia coprendo così, in maniera definitiva, il posto vacante lasciato dall’elezione di Papa Pio X.

La sua elevazione a Cardinale-sacerdote di S. Maria in Cosmedin è avvenuta per Diaconia a pro hac vice a titolo, nel concistoro del 15 aprile del 1907.

Il Cardinale Cavallari, ha partecipato al conclave del 1914 dove fu eletto il Papa Benedetto XV. Morì poco dopo, nel novembre dello stesso anno. Fu sepolto a Venezia nel cimitero di S. Michele e i suoi resti successivamente traslati nella Cattedrale Patriarcale di Venezia nel novembre del 1957.

Questo, grossomodo, è tutto ciò che si trova, su di lui, presso gli archivi della Curia di Chioggia, assieme allo stemma vescovile.

Un’altra nota, abbastanza curiosa, l’ho trovata in un sito web: alla voce “Altri Cavallari” e, visto che le notizie che lo riguardano sono piuttosto scarne, ritengo opportuno riportare la nota integralmente di seguito.

Aristide Cavallari – Religioso (Chioggia 1849 – Venezia 1914)

Fu ordinato sacerdote nel 1872 e divenne parroco al Lido di Venezia allora abitato da povera gente. Nel 1884 e nel 1886 si occupò dell’assistenza dei colerosi e successivamente potenziò l’Istituto del Buon Pastore che si occupava delle donne traviate.

Divenne Patriarca di Venezia nel 1904, carica che mantenne fino al 1914, anno della sua morte.

Nell’aprile del 1907 fu fatto Cardinale da papa Pio X. Dato che veniva considerato vicino al Papa, le sue parole contro la moda femminile dei vestiti indecenti (1912) fecero il giro del mondo, così come la sua condanna del ballo del tango (1914).

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Come citare questo articolo

Luciano Chiereghin. “Mons. Aristide Cavallari (1849-1914)”. Ventaglio Novanta, n. 45, 2012. https://ventaglionovanta.it/archivio/mons-aristide-cavallari-1849-1914/

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