“Tango”, e le poesie paiono snodarsi coinvolgenti come il ritmo del ballo. “Tango” è il titolo dell’ultima raccolta di composizioni poetiche firmate da Angioletta Masiero. Un accattivante volumetto, edito da La Galiverna di Battaglia Terme, che presenta 22 liriche dedicate al sensuale ballo che in Argentina ha raggiunto l’apice delle figure e delle movenze provocanti.
Lento e misterioso il “Tango dell’ombra” apre la particolare silloge poetica con questi versi:
Sei nell’arco breve della luna muta, nel riposo dell’anima che ascolta il respiro della notte…
Segue il “Tango della nostalgia”, che prende corpo da una sensazione di smarrimento; i passi sono lenti:
Ho freddo nelle ossa e anche nel cuore.
Le lacrime mi rigano il volto…
Il tango è un pensiero triste che si balla, suggerisce E. Santos Discépolo. I movimenti sono rapidi, corti, fremono i ballerini, l’abbraccio è stretto, accende il desiderio, la dama si fa audace, chiede un gentile gesto d’amore e in “Tango della rosa” sussurra:
Me la porteresti una rosa?… Una rosa rossa per i miei capelli scuri…
E il ballo diviene un dialogo, un gioco amoroso di battute, sottintesi, una scaramuccia galante, poetica. In “Tango amoroso” fa eco il tanghero:
Tu mi chiedi una rosa? Te ne porterei a fastelli… …pegno di dolcezza e di vigore…
Il ritmo ora è passione, e in “Tango della seduzione” brucia la pelle:
Slacciami piano la veste. Sotto le dita la grana impalpabile della pelle. La pelle misteriosa da baciare.
Ardente, il ballo palpita e si accende in un circolo virtuoso che consente l’improvvisazione e la liberazione di sensazioni fantastiche.
Nelle sue liriche dedicate al tango Angioletta Masiero ripercorre sequenze della sua vita in un eccitato, vertiginoso turbinio di ricordi. Tradimenti, amori, solitudini, ombre, delusioni: scorrono i fotogrammi poetici al ritmo della milonga. L’amatissima madre Lucia, la luna ispiratrice, il mare, gli amici più cari e il mondo misterioso della notte, i segreti, l’oscurità, nostalgia, rimpianto, le streghe, conoscenze occulte, in un sabba che diviene ossessivo “Tango.”
Una silloge – confessa la scrittrice rodigina – ispirata dalla musica di Astor Piazzolla per il fascino misterioso, stregato che sa creare. Il tango argentino – sottolinea – è un segno indelebile di una cultura antica, della musicalità africana: “tango” in una delle tante lingue africane significa “insieme”; in latino tangere è toccare, tango: io tocco.
Intrigante e complessa anche la lingua del malinconico, sensuale ballo: il “lunfardo”, uno slang di prigionieri usato nelle carceri per non farsi comprendere dalle guardie, ma gergo anche di Buenos Aires, con termini di origini diverse tra cui varie parlate d’Italia quali il genovese, e il napoletano portate in Argentina dagli Immigrati.
Anche le liriche della Masiero evocano riti antichi e danzano eleganti, rapide, in un sussulto di echi, palpiti segreti. Un percorso poetico il suo, ricco di riconoscimenti, attestazioni e premi, che è iniziato negli anni della prima adolescenza.
Per saperne di più incontro l’apprezzata poetessa, grandi occhi verdi, lisci capelli corvini, dolce ed enigmatica, forme morbide, voce suadente.
– A quanti anni hai scritto la prima poesia? chiedo
“Lo ricordo benissimo, la mia prima poesia la scrissi a 12 anni, si intitolava ‘Nel silenzio’. Un evento importante per me e la mia mamma, Lucia Dionisio, che, a sua volta, fu invogliata a comporre versi sia in vernacolo che in lingua italiana, gratificate da numerosi, importanti premi regionali e nazionali. La mia passione per la scrittura si rivelò sin dalle prime classi elementari, quasi una predestinata. Rammento che la cara maestra, Maria Nicolai, leggeva i miei componimenti ai compagni e li portava anche nelle altre classi del plesso scolastico. A volte mi mandava dove teneva lezione la signora Manzolli, una bravissima maestra elementare, apprezzata poetessa e scrittrice, che dopo averli letti, vergava “bravissima”, ed io ne andavo orgogliosa”.
– So che hai vinto moltissimi premi letterari, quanti anni avevi quando ti fu conferito il primo?
“Ho conseguito oltre trecentocinquanta primi premi sia per la prosa che per la poesia in italiano e vernacolo. Il primo a 15 anni, al prestigioso concorso “Lerici-Pea”. Fra segnalazioni, riconoscimenti di varia natura penso di averne ottenuti circa un migliaio”.
– Fra le importanti figure della letteratura e della poesia italiana con i quali hai avuto contatto chi ti è rimasto nel cuore?
“Senza dubbio per umanità, cultura, disposizione verso l’altro, il poeta Andrea Zanzotto che per le mie poesie dimostrò apprezzamenti e attenzione particolare. Incrociai anche Mario Luzi, Vittorio Messori, Luigi Montobbio, giornalista a livello nazionale. Ricordo con piacere l’amicizia che mi legò a Dino Durante ad Angelo Savaris, il prof. Romanato, Augusto Alessandri, Flaminio De Poli, G.A. Cibotto, Manzolli Modonesi, alla quale fui legata da profondo affetto. Molti di questi scrittori frequentavano la mia casa che era diventata una sorta di “salotto letterario” della città”.
– Hai promosso e promuovi eventi e concorsi letterari in Polesine, hai invitato molti artisti facendolo crescere culturalmente.
“Sì, mi sono sempre prodigata per diffondere non solo la poesia ma anche la pittura, la musica, l’arte in genere. Ancora molto giovane sono stata la madrina di tanti artisti. In questi giorni sto organizzando il “Premio Internazionale Villa Selmi”. Si articola in 5 sezioni, libri editi di: poesia, narrativa, saggistica, monografie di artisti e libri di fotografia”.
– Anche come giornalista hai iniziato giovanissima.
“Infatti, giornalista dal 1982, una delle più giovani del Veneto. Quest’anno, a Venezia, l’Ordine dei giornalisti, mi conferirà un riconoscimento per i miei trent’anni di attività”.
– Come è nata l’idea di “Tango”? Quanti libri hai pubblicato complessivamente?
“70 cataloghi d’arte per scultori e pittori italiani, russi, tedeschi, rumeni, inglesi, francesi e 12 pubblicazioni di poesia e prosa. L’ultima di queste è proprio la silloge dedicata al “Tango”, scritta in 45 giorni dopo aver ascoltato le note di Astor Piazzolla. Sorpresa e molta soddisfazione per le favorevoli recensioni specie via Internet. Da questo libro ho tratto lo spettacolo “Il tango si racconta”, un successo le prime rappresentazioni. E’ un monologo sulla sensuale danza con recitazione, all’interno, di alcune poesie dell’omonima raccolta. Nella rappresentazione sono accompagnata dal “Duo Dissonance” composto da virtuosi musicisti di Belluno”.
– Lettrice e attrice, sei impegnata in qualche spettacolo?
“Ho scritto i testi e partecipo come attrice alla rassegna annuale “Spettacoli del Mistero” Manifestazione indetta dalla Regione Veneto e dall’UNPLI Regionale. Le commedie sono ideate dall’editore e commediografo padovano, prof. Gianfranco Turato. I vari spettacoli a Battaglia Terme e Pernumia hanno riscosso molto successo di critica e pubblico. ‘Il ritorno di Laura’ è stato rappresentato nella preziosa cornice dell’antichissimo Oratorio della Santissima Trinità di Arquà Petrarca”.
Un po’ fata e un po’ alchimista, a tratti sognante, a tratti precisa e pratica Angioletta Masiero, rodigina dalla nascita, sa creare attorno a sé un non so che di enigmatico e arcano. E’ giornalista pubblicista, recensore critico d’arte e critico letterario, poetessa, scrittrice di saggi critici, cataloghi d’arte. Impegnata nel sociale, da 20 anni presidente UILDM, Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. Presenta rubriche radio e televisive, cura la trasmissione “Il salotto degli artisti” trasmessa da Veneto Oggi, canale 632.
E’ direttrice responsabile del mensile “Athesis news.it”, 5.000 copie. Direttore editoriale de “La Galiverna” di Battaglia Terme.
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Come citare questo articolo
Aurora Gardin. “Angioletta Masiero e il “Tango””. Ventaglio Novanta, n. 45, 2012. https://ventaglionovanta.it/archivio/angioletta-masiero-e-il-tango/