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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

L’Ossessione Nordica

Boecklin, Klimt, Munch nella pittura italiana. Una mostra davvero singolare a Palazzo Roverella, dal 22 febbraio al 22 giugno 2014

di Valeria Tomasi

Ventaglio Novanta n. 48 2014 pp. 8–9

Mentre a Palazzo Roverella è tuttora in atto la mostra “I Mai Visti”, che propone un’interessante rassegna dal ‘400 al ‘900 della mai sufficientemente apprezzata quadreria dell’Accademia dei Concordi e del Seminario Vescovile di Rovigo, fervono i lavori per l’evento espositivo del primo semestre 2014.

Un particolarissimo e inconsueto tema sarà l’oggetto di questa ampia mostra, in avanzata fase di preparazione, che si preannuncia come un forte motivo di attrazione dal 22 febbraio al 22 giugno 2014. Curata da Giandomenico Romanelli e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, col singolare titolo “L’Ossessione Nordica”, la grande rassegna proporrà un percorso intellettuale oltre che artistico, seducente e infinitamente ricco di sfaccettature, frutto di sensibilità molto diverse e proprio per questo estremamente affascinante.

Approderanno dunque al Roverella opere fondamentali nel percorso della scelta ‘nordica’ delle prime Biennali. In particolare quelle che -influenzate da alcuni capiscuola tra cui Arnold Boecklin- hanno indicato tracciati artistico-culturali destinati a segnare per sempre anche le linee condivise e le differenti tendenze nell’arte italiana del primo Novecento.

Il percorso espositivo prenderà dunque le mosse dal racconto delle prime Biennali e dalla loro evoluzione: da vetrina dell’arte storica e pompier, al trionfo del Simbolismo, con successivo forte interesse alle Secessioni di Monaco, Vienna, Darmstadt e agli effetti sulle diverse correnti artistiche italiane, specialmente nei luoghi di confine come il Trentino, il Friuli e l’area triestina, impegnati anche politicamente in una specie di mediazione culturale di particolare originalità.

Grande attenzione sarà data al momento ‘svizzero’ della cultura tedesca con Boecklin e Hodler, così come ad artisti viennesi e tedeschi tra cui Klimt, Klinger e von Stuck con le loro evocazioni mitologiche, le dense interpretazioni simboliste dei miti, della vita e dell’anima.

Paesaggi a dir poco spirituali saranno presenti nell’inquieta e silenziosa natura nordica, così peculiare e inconfondibile in molta arte scandinava, che si contraddistingue per suggestive distese innevate, spiagge e fiordi. Ma vi saranno anche interni domestici con universi raffinati, nonché Maschere e ritratti in cui la figura umana assume valenza di indagine introspettiva e psicologica.

Il titolo di questa mostra trae origine da quanto ebbe a dire nel 1901 Vittorio Pica – il critico italiano forse più aggiornato e internazionale dell’epoca, che fu anche Segretario generale della Biennale – secondo il quale l’arte nordica (scandinava, baltica, scozzese e tedesca più in generale) incise sull’evoluzione di molti artisti italiani che vennero presi da una vera e propria Ossessione nordica. L’arte nordica svolse, infatti, un ruolo da protagonista nelle prime edizioni della Biennale di Venezia, rappresentando un elemento di discontinuità e di novità tendente verso linguaggi e sensibilità ‘moderni’ e talvolta del tutto rivoluzionari.

C’è dunque attesa per l’esposizione, che vedrà pregevolissimi dipinti di Boecklin, Hodler, Klimt, Klinger, von Stuck, Khnopff. Non mancheranno gli Scandinavi di varie tendenze come Zorn, Larsson o Munch.

Accanto alle opere di artisti stranieri, vi saranno molti esempi di capolavori italiani che ne denotano tutta l’influenza e il fascino subiti. Tra questi si possono citare dipinti di De Carolis, De Maria, Sartorio, Laurenti, Bonazza, Wolf Ferrari e altri.

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Come citare questo articolo

Valeria Tomasi. “L’Ossessione Nordica”. Ventaglio Novanta, n. 48, 2014. https://ventaglionovanta.it/archivio/lossessione-nordica/

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