Riproponiamo per i nostri lettori una singolare passeggiata lungo alcune vie del centro storico di Rovigo con l’obiettivo di seguire le orme della storia della Croce Rossa Italiana nel capoluogo del Polesine. Iniziativa che ha visto il FAI agire in accordo con il Comitato della Croce Rossa di Rovigo, con una doppia finalità: ricostruire il passato della benemerita associazione e conoscere i non pochi edifici (alcuni di pregio architettonico) messi a disposizione della CRI in momenti particolarmente critici della storia d’Italia.
Per gli aderenti alla camminata rodigina l’appuntamento è stato fissato presso la sede della CRI, in via Portello, nella sala riunioni dello stabile eretto nel 1958, dove i partecipanti sono stati accolti dai responsabili della CRI, in particolare da Carla Fiocco e Mauro Grandi, che hanno spiegato il valore dell’iniziativa. Una passeggiata organizzata col concorso del FAI, presente la capodelegazione Chiara Tosini, la quale lungo il percorso ha fornito interessanti ragguagli storici sugli edifici di riferimento. Prima di avviare la camminata, Mauro Grandi ha ricordato la nascita della Croce Rossa ad opera di Henry Dunant il quale – casualmente presente in Lombardia nel 1859 – ebbe ad assistere con sgomento alla carneficina della seconda guerra di Indipendenza. Ed in particolare alla battaglia di Solferino che lasciò sul terreno un numero impressionante di feriti, nei confronti dei quali si attivò soltanto la misericordia delle donne del posto. Da quel momento Dunant (fra l’altro autore del libro “Un ricordo di Solferino” in cui descrisse l’immane tragedia) si attivò per dare origine ad un’organizzazione umanitaria in grado di offrire soccorso ai feriti in caso di conflitti.
Nel 1864 nacque pertanto il “Comitato Internazionale della Croce Rossa” (emblema questo scelto in onore alla bandiera della Svizzera e pertanto aconfessionale). L’anno successivo l’istituzione ebbe l’adesione di 12 Nazioni, che firmarono la Convenzione di Ginevra, ovvero la garanzia di neutralità e protezione di ambulanze, ospedali e personale medico operante, con le insegne della Croce Rossa, in soccorso ai feriti nel corso di operazioni militari.
A Rovigo l’attività della CRI è comprovata dal marzo 1886. Ma fu nell’imminenza dello scoppio della Prima Guerra Mondiale che si intensificarono le attività della CRI rodigina, con il reperimento di stabili idonei per la cura dei feriti.
Il primo edificio cittadino utilizzato dalla CRI fu il Collegio Angelo Custode verso cui prende il via la passeggiata di conoscenza, coprendo il tratto più lungo del percorso. Lo stabile, messo a disposizione della CRI dal Vescovo Anselmo Rizzi, disponeva di 300 posti letto.
Il Collegio sorse nel 1880, ad opera di don Ernesto Vallini come ricreatorio per i giovani, per diventare poi una scuola “capace di reggere il passo con le nuove esperienze della didattica e del mercato del lavoro”. In seguito anche don Virgilio Mattioli dedicò le sue energie all’espansione del collegio. L’immobile appare ai partecipanti alla camminata lindo dopo i recenti lavori di restauro. Nella facciata campeggia un azzurro Angelo Custode, emblema del collegio.
Scattata una foto, ci si avvia alla volta della seconda tappa rappresentata dal vicino Istituto Magistrale, allora denominato “Regia Scuola Normale Femminile Cristina Roccati”, edificio che, durante la prima guerra mondiale, fu affidato alla CRI ed adibito ad ospedale militare.
L’Istituto fu fondato nel 1889 e dedicato alla letterata e poetessa Cristina Roccati, la quale, nel 1754, divenne principe dell’Accademia dei Concordi di Rovigo.
L’edificio è costituito da una parte centrale e da due ali laterali uguali aggettanti, caratterizzate dalla presenze della decorazione a bugnato per conferire maestosità al palazzo.
L’itinerario prosegue alla volta dell’attuale Archivio di Stato, in via Sichirollo, edificio allora sede del “Seminario Vescovile”, anche questo messo a disposizione della Croce Rossa dal Vescovo Anselmo Rizzi nel corso della Grande Guerra, mentre i seminaristi vennero spostati nella casa di villeggiatura di Galzignano sui Colli Euganei.
Il palazzo, edificato nel 1794 nell’area dell’ex convento eremitano di Sant’Agostino, divenne sede del seminario che precedentemente era collocato in un edificio posto tra vicolo Santa Barbara e via Mure Seminario Vecchio. Nel 1861 vi insegnò mons. Giacomo Sichirollo, guida spirituale, studioso di letteratura, epigrafia, storia e filosofia. E non a caso, in una nicchia ricavata sulla facciata, è stato collocato un busto in bronzo con le sembianze dell’illustre monsignore al cui ricordo è stata intitolata la via. Nel 1963-’66 il seminario venne trasferito nell’attuale “Cittadella Sanitaria”, nel 1976-’77 fu collocato presso la sede del Collegio Angelo Custode, nel 2001-2005 presso la Curia Vescovile e dal 2006 venne ricollocato nuovamente al Collegio Angelo Custode nel frattempo ristrutturato.
La tappa successiva è presso Palazzo Venezze, edificio che fu in buona parte affidato alla CRI nel corso della Seconda Guerra Mondiale, con l’attivazione di un Centro di Accoglienza per gli ex internati di Germania. Ma fu poi durante la grande alluvione del 1951 che tutti i locali del palazzo vennero messi a disposizione della CRI, che attivò un centro di ospitalità, soccorso, e ufficio informazioni a favore degli sfollati.
Il palazzo, edificato nel 1715 dall’architetto Agostino Ghirotti di Costa su commissione del conte Stefano Venezze, è costituito da una facciata neoclassica, che domina via Cavour, sulla quale si affacciano due portali, una balaustra in marmo, un cornicione dentellato. La parte più valorizzata è attualmente quella che si apre sul Corso del Popolo, un tempo considerata la posteriore, che dava sull’Adigetto. Il palazzo è attualmente sede del Conservatorio di musica di Rovigo.
La camminata procede alla volta del Collegio del Sacro Cuore, nella via omonima, tornando ai tragici tempi della prima guerra mondiale, allorché l’edificio fu adibito a Ospedale militare. Ospitò per lo più contagiati dall’influenza “Spagnola” che nel mondo fece circa 20 milioni di vittime (più della stessa grande guerra).
Il Collegio fu fondato per volontà di don Eugenio Soldà, nativo di Roverdicrè, nel 1887. Soldà affidò la gestione del collegio femminile alle suore della Carità con atto notarile, nel quale venivano precisati gli scopi a cui l’istituzione avrebbe dovuto ispirarsi.
L’itinerario si conclude tornando al punto di partenza, ovvero presso la Sede CRI del Comitato Provinciale di Rovigo, dove negli ultimi anni si è registrata un’attività particolarmente frenetica soprattutto nell’organizzazione dei soccorsi alle popolazioni che hanno subito le ingiurie dei terremoti.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “Sulle orme della Croce Rossa”. Ventaglio Novanta, n. 48, 2014. https://ventaglionovanta.it/archivio/sulle-orme-della-croce-rossa/