Più di qualche volta sulle pagine di Ventaglio Novanta sono apparse notizie relative agli organi del Polesine. Invio da Firenze una ricerca relativa agli organari veneti chiamati ad operare in terra toscana ed umbra nel corso dei secoli. Di alcuni mancano le generalità e pertanto sono stati inclusi nella lista “Anonimi”. Per gli altri si è proceduto in ordine alfabetico. E tra questi vi è anche Giacomo Ludovico Gennari, originario di Rovigo, che a fine ‘700 operò a Gubbio e a Città di Castello.
Anonimi
Nel 1531 l’organo della chiesa di S. Pietro a Perugia venne accomodato da un maestro Veneziano non precisato nei documenti. -Archivio del convento di S. Pietro, Perugia, volume n.120, giornale di cassa (1527-1532), c.136-
Nel 1538 un organaro veneziano anonimo riparò l’organo della SS. Annunziata di Pistoia.-Archivio di Stato, Pistoia, convento della SS. Annunziata, memorie F 469 (1494-1545), c.55-
Nel 1696 un organaro veneto rinnovò l’organo del duomo di Massa, che peraltro non riuscì molto bene, potrebbe trattarsi del Frizzi oppure di Vittorio Zannoni.
Nel 1700 un anonimo organaro veneziano riparò l’organo di S. Pietro a Gubbio. -Archivio di Stato, Gubbio, convento S. Pietro, filza 35, esito (1687-1746), c.147-
Callido Gaetano
Nel 1783 aveva progettato un organo per la chiesa dei minori osservanti di San Giovanni Battista di Città di Castello, come dalla relazione del 27 agosto di tale anno: “Quanto all’organo per li reverendi padri di San Giovanni, volendo un organo con registri sete di ripieno, Voce Umana, Flauto in duodecima, Corneta, il quale organo sarà di piedi oto armonici, ma la prima canna in mostra sarà il secondo Cesolfaut e li otto bassi del principale sarà di abbeto con tutto il resto per un tale strumento fato all’uso della mia fabrica senza niuno risparmio; il suo prezzo sono di scudi romani centootanta dico scudi 180. Volendo poi li Tromboncini nel sudetto scudi 210 e più desiderando anco li controbassi scudi 250; e volendo di più prezzo sarà più grande, con le condizzione di mandarlo a prendere in Pesaro”.
Nella stessa relazione, scritta da Pesaro, aveva progettato un nuovo organo per la cattedrale di Città di Castello: “L’organo dunque che bene merita in quela catredale deve essere di piedi dodeci armonici, come bene rileverà dala cartina dela mostra che le spedisco nel suo disegno (…)
Li registri saranno:
Principale bassi canne n.54
Principale soprani canne n.54
Otava canne n.54
Quinta decima canne n.54
Decima nona canne n.54
Vigesima seconda canne n.54
Vigesima sesta canne n.54
Vigesima nona canne n.54
Trigesima terza canne n.54
Trigesima sesta canne n.54
Voce umana canne n.27
Flauto in otava canne n.43
Flauto in duodecima canne n.54
Corneta canne n.27
Tromboncini bassi canne n.54
Tromboncini soprani cane n.54
Tromboncini reali canne n.12
Controbassi canne n.20
Otava di controbasssi canne n.20
totale canne n.657
Questo è l’organo che le propongo, sodo, di buona armonia e di forza e moderno, ancora che quando non fosse tale, sarà sempre per mio conto, non volendo pregiudicare doppo due cento organi da me fatti il mio poco di buon nome (…). Il ristretto prezzo di un tale organo sono di scudi romani setecentocinquanta, dico scudi 750 (…) con l’obbligo di mandare a prendere la roba dell’organo in Pesaro e portarlo al suo destino e per giorni quindici alloggio e cibarie per me e compagno nel tempo di meter su l’organo (…)”.
La cosa non ebbe seguito. Nel 1791 i canonici della cattedrale stipularono infatti un contratto di costruzione del nuovo organo con l’organaro Giacomo Lodovico Gennari di Rovigo.
Nel 1802 venne ancora chiamato dai canonici di Città di Castello per visitare l’organo.
Colonna Vincenzo
Organaro veneto. Nel 1590 costruì un organo in S.Pier Maggiore a Lucca. Cfr.Umberto PINESCHI, Dieci anni di attività organistica a Corsanico, in “Informazione Organistica” III (1991) n.2, pp.20-24. Tra il 1602 ed il 1605 costruì un grande organo per la chiesa di S.Francesco a Lucca, poi trasferito nella parrocchiale di Corsanico. Cfr. Renzo GIORGETTI, Arte organaria nella Toscana dei Minori, in “Studi Francescani”, 84 (1987) nn.3-4, p. 287.
Aveva costruito un organo per il cardinale Giovanni Carlo dei Medici, che nel 1663 venne donato alla chiesa della SS. Annunziata di Firenze. Cfr. Renzo GIORGETTI, Sette secoli d’arte organaria all’Annunziata, in “La SS. Annunziata studi e documenti sulla chiesa e il convento”, Firenze 1978, pagine 204-206.
Farinati Domenico
Organaro di Verona. Un suo organo datato 1910 si trova nella chiesa di S.Maria a Montefloscoli (Firenze). Si trovava nel Collegio Capranica di Roma e fu acquistato da monsignor Domenico Bartolucci per la chiesa di Montefloscoli.
Federighi Felice
Forse era parente di Federici Vittore di Cividal di Belusi attivo ad Orvieto nel 1602.
Nel 1636 aggiustò l’organo maggiore della cattedrale di Arezzo, come dal seguente documento: “Felice Federighi venetiano, maestro d’organi deve havere a dì 22 di novembre 1636 lire centododici sono per sua mercede d’haver accordato tutti dui li organi del sopradetto Duomo et haver fatto diversi resarcimenti all’organo grande cioè alli mantici, canali, bancone e tasti, ma in particolare d’haver fatto e ridotto la tastatura di detto organo più dolce e più facile a sonarsi, essendo prima dura e difficile, il tutto d’acordo et quali danari sono a conto delli scudi cinquanta da spendersi in detto organo et altro per licentia ottenuta da Signori Nove sotto li 15 novembre 1636”.
Frizzi Giovanni Antonio
Prete veneto.
Nel 1697 riparò l’organo della chiesa di Colle di Buggiano (PT). L’anno seguente riparò l’organo della chiesa di Buggiano Castello (PT). Cfr.Renzo GIORGETTI, Organi e organari del Seicento nel territorio pistoiese, in “Informazione Organistica”, III (1991) n.2, p.16.
Nel 1699 riparò l’organo della Badia di Passignano dei monaci Vallombrosani.Cfr. Renzo GIORGETTI, Antichi organi del Chianti, Grafiche Nencini, Poggibonsi 1994, p.25.
Gennari Giacomo Lodovico
Organaro di Rovigo, nel 1790 egli venne chiamato dai canonici del duomo di Gubbio per visitare l’organo grande e quello piccolo. Egli propose di aggiungere alcune canne dei bassi.
I canonici invece ordinarono soltanto di riparare alla meglio i due strumenti e ripulirli, senza alcuna aggiunta.
In data 14 agosto 1791 i canonici della cattedrale di Città di Castello stipularono un contratto di costruzione del nuovo organo: “Colla presente benchè privata scrittura da valere etc. si dichiara come il signor Giacomo Lodovico Gennari da Rovigo stato di Venezia organaro qui presente, promette e si obbliga di rifare per la chiesa cattedrale di questa Città di Castello un organo secondo il piano che si annette alla presente apoca (…) per prezzo totale di detta opera così convenuto di scudi centonovanta di moneta romana.
Piano dell’organo da farsi in Duomo di Città di Castello questo dì 14 agosto 1791. Essendosi da me sottoscritto esaminato alla presenza del signor maestro di cappella di questa città e dell’organista signor don Giacomo Testi l’organo fatto dai signori Fedeli per vedere di poterlo collocare nel cassone stabilito per il nuovo organo grande ed avendo veduto non essere questo a proposito per la sua piccolezza, doppo molte considerazioni non si trovò altro ripiego che unire i materiali dell’organo vecchio al sopradetto e formare un organo adattato al vaso di chiesa il quale debba essere perfetto secondo l’arte e debba avere la sua durata come tutti gli altri nuovi che sogliono comporsi da professori. Per far ciò conviene formare tutte le canne mancanti con le lastre dell’organo vecchio e in mancanza ancora di dette lastre si dovrà con quel piombo e stagno dell’organo vecchio tirare altre lastre dal sottoscritto per poter formare il compimento di dette canne. Si dovrà fare un bancone nuovo, due mantici oltre li due altri che vi sono, canali, due tasti in più alla tastiera, cioè C diesis e D acuto, un altro bancone senza registri per i contrabassi. La qualità e quantità de registri sono i seguenti: Per il ripieno:
Principale bassi e soprani con la canna del primo C in facciata registri n.2 canne 47
Secondo principale registri n.1 canne 47
Ottave registri n.2 canne 94
Quinte decime registri n.2 canne 94
Vigesime seconde registri n.2 canne 94
Vigesime seste registri n.2 canne 94
Trigesima terza registri n.1 canne 47
Trigesima sesta registri n.1 canne 47
Per i concerti:
Voce umana registri n.1 canne 26
Flauto traverso naturale registri n.1 canne 78
Flauti in duodecima registri n.1 canne 47
Cornetta registri n.1 canne n.26
Violoncello basso registri n.1 canne 21
Violoncello soprano registri n.1 canne 26
Tromboncini bassi e soprani registri n.2 canne 47
Contrabassi registri n.2 canne 20
Trombe marine registri n.1 canne 20
Registri 28 canne 1065
Il tamburo si metterà nell’ultimo pedale. Vi saranno due tiratutti uno per il ripieno semplice quale potrà servire per la musica con istromenti, l’altro per tutto l’organo intiero. Per mercede dell’operazione e costruzione intiera di quest’organo il sottoscritto si restringe alla somma di scudi 190.
Fattura del organo della Cattedrale:
Principali bassi, Principali soprani, Principale secondo, Ottava, Di ottava, Quinta decima, Di quinta decima, Decima nona, Di decima nona, Vigesima seconda, Di Vigesima seconda, Vigesima sesta, Di Vigesima sesta, Vigesima nona, Di Vigesima nona, Trigesima terza, Trigesima sesta, Voce Umana, Flauto traversiere di due canne per tasto, Flauto in ottava, Flauto in duodecima, Cornetta, Tromboncini bassi, Tromboncini soprani, Violoncello e Fifara, Trombe marine due canne per pedale, Contrabassi, Ottava di contrabassi a due canne
Il 20 marzo 1793 stipulò un altro contratto con i canonici della cattedrale di Città di Castello per la costruzione di un secondo organo, più piccolo, da collocarsi nella cappella del SS. Sacramento: “Con la presente benchè privata scrittura, da valere e tenere quanto pubblico e giurato istrumento, si dichiara qualmente volendosi fare costruire un organo per collocarlo nella capella del SS.Sagramento di n.cinque registri di ripieno e la mostra compresi otto bassi di legno ed un flauto con servirsi per detto organo della cassa, bancone, condotti e catenaciera che i medesimi signori hanno di altro organo vecchio (…) avendo intrapreso discorso di tal opera con il signore Giacomo Gennari di Orrigo professore d’organi, che attualmente trovasi in questa città per aver fatto l’organo maggiore per la cattedrale sudetta, di dare al medesimo per tutte e singole fattighe che dovrà fare per costruire e rendere perfettamente stabile l’organo sudetto, la somma totale di scudi settanta (…) e all’incontro il signor Giacomo Gennari si obbliga di costruire, con i stagni, piombi e legni che le verranno consegnati dalli signori canonici, un organo buono di perfetto metallo a voce spiritoso e adattato al sito ove deve collocarsi (…).
L’organo sudetto dovrà essere di cinque registri, cioè:
Principale bassi e soprani di canne 45
Ottava con quattro bassetti di legno per risparmio di piombo e per essere più armonici di canne 45
Quinta decima secondo l’arte di piombo con lega canne 45
Decima nona di canne come sopra 45
Vigesima seconda di canne come sopra 45
Flauto in ottava a fuso con li otto bassi stropi 45
La facciata dovrà essere di stagno alla moderna della misura come era prima.
Giovanni vinigiano
Nel 1529 aveva riparato l’organo del duomo di Grosseto.
Cfr. Renzo GIORGETTI, Per una storia dell’organo in Provincia di Grosseto, in “Bollettino della Società Storica Maremmana, p.104.
Guarda Giacinto
Organaro veneto ma residente a Siena.
Nel 1822 fu chiamato ad aggiungere un registro all’organo della chiesa della Misericordia a Portoferraio: “Al signor Giacinto Guarda professore d’organi per saldo del registro Cornetto fatto all’organo della nostra Confraternita come da sua ricevuta lire 25.6.8”. -Archivio della Confraternita di Misericordia, Portoferraio, cartella n.19, amministrazione (1802-1822) –
Nel 1825 riparò l’organo del duomo di Cortona: “Al signor Giacinto Guarda organaio per avere riattato l’organo di Duomo. Nota e ricevuta de 22 maggio 1827 n.75 lire 40.”
Nel 1845 riparò un organetto portatile per la scuola di musica della cattedrale di Siena: “Pagherà al signor Giacinto Guarda fabbricante d’organi lire 60 per aver restaurato l’organino portatile che serve per la scuola della musica come dal conto annesso. Smontato il medesimo, attondate le canne e accomodate tutte le canne delle quale aggiuntate una quarantina circa in due luoghi, messi i cannelli acciocchè imbocchino nel bancone a quelle di legno e di più stuccate e inverniciate. Accomodati i mantici e accresciuto ai medesimi 10 libbre di piombo tra tutti e due. Finalmente ripulito intonato e accordato a regola d’arte.”.
Nel 1846 riparò l’organo della chiesa dell’Osservanza a Siena.
Le notizie sono tratte dai seguenti libri di Renzo Giorgetti:
Nuovi documenti sulla costruzione e la manutenzione degli organi a Cortona dal 1544 al 1848, in “Informazione Organistica”, anno XVIII (2006) n.3, pagina 275.
Nuovi documenti sull’arte degli organi a Siena e a Chianciano dal 1414 al 1845, in “Informazione Organistica”, anno XXII (2010) n.3, pagina 245.
Maccaroni Pietro
Organaro veneziano che nel 1625 riparò l’organo della chiesa superiore della Basilica di Assisi, lavorando insieme ad un socio. -Archivio del convento di S.Francesco, Assisi, volume n. 41, spese (1624-1631), c.41-
Nacchini Pietro
L’unica notizia riguarda un restauro compiuto nel 1759 all’organo del duomo di Gubbio. -Archivio Vescovile, Gubbio, archivio del capitolo: capitoli (1743-1762), c. 147; bollettario (1757-1785), c.15-.
Zannoni Vittorio
Nel 1694 restaurò l’organo della chiesa di Foiano, sostituendo i mantici. -Archivio Storico Comunale, Foiano, Opera della Collegiata: saldi n.950 (1603-1739)-
Nel 1695 riparò l’organo di S.Giuliano a Castiglion Fiorentino. -Archivio Storico Comunale, Castiglion F.no, Opera di S.Giuliano, saldi (1652-1747); deliberazioni (1601-1717)-
Nel 1696 riparò l’organo della collegiata di S.Giovanni Battista a Chianciano: “dato al signor Vittorio Zannoni organista scudi otto di pauli per haver accomodato due registri del nostro organo et altro come per sua ricevuta in filo n.1 lire 53.6.8”. Cfr.Renzo GIORGETTI, Nuovi documenti sull’arte degli organi a Siena e a Chianciano dal 1414 al 1845, in “Informazione Organistica”, anno XXII (2010) n.3, p. 248.
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Renzo Giorgetti. “Organari in Toscana ed Umbria”. Ventaglio Novanta, n. 48, 2014. https://ventaglionovanta.it/archivio/organari-in-toscana-ed-umbria/