L’azzurro dello sguardo ed il candore dei capelli sono i tratti caratteristici dell’amico Graziano Zanin; i segni connotativi di un artista che ha percorso con coerenza ed entusiasmo, sempre vivissimo, la strada della fotografia come espressione della realtà filtrata dall’anima. Giunto al traguardo dei sessant’anni ha mantenuto, anzi arricchito e potenziato il suo corredo di idee ancora da realizzare: sogni che continuamente cerca di materializzare, stupendo quanti collaborano con lui.
Lo incontro proprio nel luogo in cui un suo progetto, a lungo cullato, diventerà realtà. E’ un piccolo rustico, a pochi metri dalla sua abitazione, che un tempo fungeva da stalla. Diverrà una struttura per amichevoli incontri: cenacoli per artisti semplici, eterni sognatori, sicuramente innamorati della vita e delle sue accattivanti opportunità.
Una passione che viene da lontano, quella del documentare e del condividere esperienze di vita, che Graziano Zanin ha iniziato ad apprezzare fin dai tempi delle scuole elementari, sotto la guida di un maestro speciale: Livio Ferrari, poeta e scrittore con la passione per la documentazione fotografica e la montagna, capace di trasmettere entusiasmo e voglia di scoprire. Poi alla scuola media unificata di Boara Pisani, la figura del Preside prof. Mario Mosconi, che avvia i ragazzi alla costruzione di un microscopio, è un ulteriore input al fare per conoscere, approfondendo il naturale rapporto con la realtà. E’ un barattolo dell’olio Topazio ad ispirargli la costruzione di un ingranditore tutto casalingo, ed è una macchinetta fotografica – regalatagli da un cugino francese ed orgogliosamente acquistata alla UPIM di Rovigo – a fargli compiere i primi passi nel mondo della fotografia.
A frotte si fanno avanti i ricordi delle spensierate escursioni estive sul Pasubio e sulle Piccole Dolomiti di Recoaro durante le quali l’indimenticabile LINCE FERRANIA del maestro Ferrari catturava gli attimi più eccitanti delle arrampicate spericolate di una comitiva attrezzata solo di entusiasmo e voglia di vivere.
Così l’occhio si allena, ricerca, scopre, cattura, fissa e trasmette con il privilegiato e realistico linguaggio delle immagini che caratterizza l’arte della fotografia. E – per una curiosa mescolanza di elementi, la cui esistenza nel nostro intimo rimane un mistero – ecco consolidarsi in Graziano la passione per il territorio, culla della vita di ogni aggregazione umana.
Documentare diventa un imperativo al quale dedicare le acquisite abilità, la personale capacità di osservazione, le energie, l’entusiasmo, il tempo… In questa trama si inseriscono, come in un policromo caleidoscopio, la famiglia adorata, il lavoro di docente di scuola primaria, l’appartenenza attiva a varie associazioni, la pubblicazione, le innumerevoli mostre in Italia ed all’estero.
In questo sfaccettato universo di impegni e di attività, forse un posto d’onore è quello occupato dall’Ass. Culturale Athesis della quale Graziano Zanin è socio fondatore e Presidente. Graziano Zanin è altresì fondatore della Pro loco, della sezione Avis, del gruppo Aido e della Fondazione Maestro Ferrari di Boara Pisani.
Attualmente continua la sua lunga carriera scolastica come insegnante presso la Scuola Primaria di Anguillara Veneta e prosegue con inossidabile e caparbio entusiasmo nella promozione dell’arte fotografica con particolare interesse per la ricerca di immagini storiche ed in genere riferibili al territorio.
Centinaia sono infatti le fotografie raccolte da Zanin e dai suoi collaboratori nel corso di decenni di certosino lavoro di recupero e sovente di restauro. E gli interessanti frutti di queste iniziative vengono poi messi a disposizione della collettività per mezzo di innumerevoli mostre sia nella sede del Museum di Stanghella, sia in quella di Boara Pisani – museo veneto della fotografia.
I soggetti proposti sono davvero tantissimi poiché abbracciano tempi, persone, luoghi che appartengono alla comune memoria da esaltare, difendere, conservare, trasmettere. La forza di una didattica dell’immagine è elemento particolarmente sentito e praticato da questo Maestro, affezionato ad una professione che lo ha indotto a perfezionare le sue conoscenze divenendo esperto di Educazione all’immagine dell’IRRSAEV (Istituto Regionale di ricerca e sperimentazione educativa del Veneto).
Tra le opere di Graziano portate a compimento con alcuni validi collaboratori, da citare un lavoro che ha richiesto tempi di realizzazione molto consistenti. E’ una delle sue ultime “creature” intitolata TERRISAURUM. In essa le immagini sono collegate al dizionario in dialetto veneto tratto dalla precedente opera “El cao del zhucàro”, entrambi prodotti da ags-edizioni.
La produzione di Graziano Zanin ha sovente trovato un felice connubio con la narrazione e la poesia proprio per la forte impronta descrittiva ed estetica delle sue scelte fotografiche. Personalmente debbo dire che raramente le sue immagini mi hanno lasciata indifferente: in molte ho trovato compendio ai miei scritti o, ancor più ispirazione a produrli. Da questi sentimenti profondi ed autentici sono nate alcune apprezzate raccolte come: “Nella stanza dell’anima”, “Con la voce del tempo”, “In riva al cielo”, “C’era la neve”, “Scende la sera” ed un pregevole volume intitolato “Graffiti e graffiati” che unisce ad originalissime fotografie di misteriose rocce e particolari di antichi muri o di consumate porte il commento poetico.
A questo speciale connubio la rivista “Madre” della casa editrice “IL MESSAGGERO” dedicò un gradevole e lusinghiero articolo (N°9 – settembre 2007) intitolato “I MURI DI ZANIN – antidoto al distratto vedere”. Ed è qui che Graziano viene definito un … “moderno mago Merlino che ci prende per mano e ci conduce a contemplare l’alchimia delle forme che, da concrete materialità, si trasformano in fiabesche illusioni. E’ forse da queste illusioni che possiamo pensare che la Vita sia anche sogno e poesia, vapore evanescente che ci fa volare oltre la pesantezza della materia che è pur necessaria per generare ciò che la fotografia cattura regalandoci “ciò che più non è e che mai più sarà…”
Potrei scrivere ancora molto per raccontare il percorso di questo inesauribile Autore di immagini, ma credo che la foto che in particolare esprime la sintesi del suo modo di essere e di intendere la Vita sia quella scelta per essere riprodotta sulla copertina delle Pagine Gialle nazionali 2011/2012. Rappresenta due mani che accolgono ed offrono il grano appena liberato dalla prigionia delle spighe. Il titolo è: “IL VERO ORO DELLA TERRA…”
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Come citare questo articolo
Rosetta Menarello. “Le docu-immagini di Zanin”. Ventaglio Novanta, n. 48, 2014. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-docu-immagini-di-zanin/