Dai primi calci dati sul manto verde del campo sportivo lendinarese, di tempo ne è passato, ma la stoffa del campione è rimasta la stessa.
Paolo Dal Fiume, originario di Giacciano con Baruchella, classe 1955, è l’esempio che i sogni si avverano: partito dal campo di via Perolari a Lendinara, dove ha cominciato a giocare a calcio, è arrivato a correre sui campi di serie A e ad indossare maglie che hanno fatto la storia del calcio italiano, accanto a grandi ed indimenticabili calciatori degli anni d’oro del pallone.
La sua storia, Paolo Dal Fiume, l’ha raccontata anche ai ragazzi della scuola media Alberto Mario di Lendinara, che ha incontrato lo scorso marzo, ritornando dopo quarant’anni nella stessa scuola da lui frequentata. Dal Fiume, infatti, dopo aver svolto le elementari a Montagnana, ha proseguito gli studi alla scuola media lendinarese, per poi conseguire la maturità scientifica studiando per il primo anno a Rovigo, il secondo, il terzo ed il quarto a Torino, ed il quinto a Conegliano.
Un incontro, quello che ha visto tornare a scuola il campione, organizzato dall’Assessorato allo sport della Provincia nell’ambito del progetto “Un campione a scuola” in collaborazione con i Panathlon di Rovigo e Adria. Nell’occasione sono intervenuti l’Assessore provinciale allo sport Leonardo Raito, l’Assessore comunale allo sport Francesca Zeggio ed il Dirigente scolastico Anna Maria Pastorelli.
Nessuna interrogazione alla lavagna, per Dal Fiume, che questa volta è salito in cattedra, per raccontare la carriera di un ragazzo che ce l’ha fatta.
Nel ruolo di centrocampista, Dal Fiume ha iniziato con le squadre giovanili a Montagnana e a Lendinara. All’età di 15 anni un provino con il Torino, che gli cambia la vita e che lo vede rimanere con questa compagine per due stagioni, per poi indossare quella del Conegliano in serie D.
Inizia così la sua carriera da professionista: con il Varese nella serie A per una stagione e con lo stesso in B per due; indossa quindi la maglia del Perugia per quattro stagioni in serie A e una in B.
Arriva la maglia del Napoli, con cui gioca per tre stagioni in serie A, avendo come compagno il mitico Maradona; poi passa all’Udinese con cui scende in campo per due stagioni in serie A e per una in B; approda quindi alla Pistoiese in serie D con cui conclude la sua carriera da professionista.
Un percorso, questo, che a conti fatti lo ha visto collezionare oltre 200 partite in serie A e un centinaio in serie B, segnando in serie A ben 18 goal e in B 6 o 7.
La stessa passione che metteva nel ruolo di centrocampista in campo, Dal Fiume l’ha messa poi nel ruolo di allenatore, prevalentemente per squadre di serie C, quali l’Imola, il Valdagno, il Catanzaro, le giovanili del Ravenna, il Mestre, il Gubbio, il Pesaro, il Ravenna ed il Rovigo, città dove oggi risiede.
Ed è lo stesso Dal Fiume a raccontarci oggi quali sono state le persone che più hanno influito sulla sua carriera calcistica.
“Tante persone hanno avuto un ruolo importante nello sviluppo della mia carriera calcistica: dalla famiglia che mi ha sempre sostenuto agli allenatori che ho incontrato. Sono tanti, ma mi piace ricordare Pietro Maroso il quale, nei primi tempi del Varese, sembrava odiarmi per non so quale motivo, e che in seguito invece ebbe grande considerazione nei miei confronti” – ricorda Dal Fiume, che durante la sua carriera calcistica ha incontrato grandi del pallone.
“Ho conosciuto tante persone: alcuni amici per opportunismo ed altri veri amici, ho avuto tanti colleghi con i quali ho condiviso grandi momenti di gioia calcistica e di vita, ed un pensiero speciale va ad alcuni che se ne sono andati prematuramente”.
Tra i più conosciuti con i quali ha giocato, Dal Fiume ricorda Maradona, Paolo Rossi, Dirceu, Bagni, Krol. “Con la maggior parte di questi campioni – racconta – c’era un bellissimo rapporto, mentre da avversari ho incontrato i grandi dell’epoca, da Platini a Falcao, da Tardelli a Zoff e Scirea”.
Di giornate importanti, felici e purtroppo anche tristi sportivamente parlando, Dal Fiume ne ha collezionate parecchie, durante la sua lunga carriera calcistica.
“Mi piace ricordare quella, coronamento di un anno fantastico in cui davamo veramente spettacolo, in cui conquistammo il record di imbattibilità con il Perugia nel campionato 1977/78, mentre come allenatore fu fantastica la rimonta con il Ravenna nel 2004/05 che ci vide passare dall’ultimo posto in classifica alla conquista della C1”.
Tante le maglie indossate lungo la sua carriera, ma quali quelle a cui è particolarmente legato? “Conservo ricordi di tutte le squadre in cui ho militato, in particolare sono legato alle maglie di Perugia e Napoli, dove ho vissuto il mio miglior periodo sportivo” – racconta Dal Fiume.
Tanti sono i ragazzi che, ispirati dai grandi campioni di ieri e di oggi, sognano di intraprendere una carriera calcistica come quella di Dal Fiume, a cui chiediamo, da campione qual è e da genitore di una ragazza pallavolista per passione, un consiglio ai più giovani.
“Se posso permettermi di dare un consiglio ai giovani che amano questo sport è quello di viverlo serenamente, pensando solo al divertimento, imparando le regole di un rispetto che oggi giorno purtroppo va via via sempre più a scemare: rispetto di compagni e avversari, rispetto dell’allenatore, dei dirigenti e di tutti coloro che collaborano perché tutto si realizzi, rispetto delle strutture che li ospitano. E giocare per il gusto di farlo con le giuste ambizioni, imparare cosa significano sacrificio e duro lavoro, così si potranno ottenere grandi risultati e male che vada la coscienza sarà sempre a posto”.
Parole importanti, queste, che, dette da un campione come Dal Fiume, assumono ancora più valore e suonano come un invito a sognare ma coi piedi per terra; anzi, sul campo da calcio.
Si ringrazia per la collaborazione Paolo Dal Fiume, che ha messo gentilmente a disposizione le foto a completamento del testo.
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Come citare questo articolo
Samantha Martello. “Dal Fiume torna a scuola”. Ventaglio Novanta, n. 48, 2014. https://ventaglionovanta.it/archivio/dal-fiume-torna-a-scuola/