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UN RICORDO

Luigi Cavalieri, eroe dimenticato

Fu protagonista di un episodio davvero unico nel corso della prima guerra mondiale

di Carlo Alberto Rossi

Ventaglio Novanta n. 50 2015 pp. 110–111

Esiste un abisso profondo fra gli eroi decantati da Omero e quelli individuati in Grignano: favoriti e prediletti dagli dei i primi, piuttosto sfortunati e di umile estrazione sociale i secondi: Sante Zennaro (Ventaglio 90, n° 40 pagg. 94-95); Rodolfo Rossi, impiccato dai nazifascisti nella stazione di Rivoli nell’agosto del 1944 dopo dieci anni di peripezie militari… ed altri ancora.

Nel centenario della prima guerra mondiale si vuole recuperare la memoria di un eroe a tutti gli effetti, purtroppo sottovalutato forse per il suo semplice e modesto stile di vita: Luigi Cavalieri, classe 1898.

Reclutato giovanissimo, durante la guerra Luigi Cavalieri una notte, stanco e nauseato della durissima vita di trincea, forse dopo una solenne bevuta di “sgnapa”, lasciò di propria iniziativa le posizioni italiane e, mettendo a repentaglio la propria vita, penetrò furtivamente in una trincea di “tedeschi”. Ai soldati nemici intimò il classico “mani in alto”, spianando la sua arma, senza dimostrare il minimo timore, dopodiché li condusse prigionieri negli avamposti italiani.

Un’azione solitaria che ha dell’incredibile, oggi del tutto sconosciuta, ma che al tempo, ovviamente, non passò inosservata, cosicché gli alti comandi del R.E.I. conferirono all’eroico grignanese la medaglia d’argento al valore militare. Molti anni dopo egli verrà inoltre insignito dell’onorificenza di cavaliere di Vittorio Veneto.

A Grignano e Rovigo non mancarono gli apprezzamenti per l’incredibile azione militare attuata da Luigi Cavalieri, ma egli non si è mai gloriato della sua impresa, manifestando sempre modestia nelle incombenze della sua vita, e meritandosi per questo stima e affetto.

Come tale rivive nei ricordi della signora Diana Bellinetti Ferrarese, figlia dell’allora direttore della “Voce del mattino”, Pino Bellinetti, presso la cui abitazione Luigi Cavalieri, chiamato affettuosamente Gigetto, senza mai gloriarsi della sua eccezionale impresa militare, svolse per anni svariate comuni mansioni.

La memoria della signora Diana va agli anni ‘30, quand’era bambina e dimorava in una bella villa, circondata dall’allegria di giovani amici e “Gigetto”, servizievole e discreto, costituiva una presenza sempre gradita. Ecco il ricordo.

«Gigetto, Rovigo, la villa in Via Piave, il bel giardino e l’orto e la piscina, i coetanei che vi si tuffano gioiosi… rinasco, rinasco nel 1930.

Gigetto era un ometto tarchiato, dal volto abbronzato di contadino, che dà alla terra il sudore e ne riceve l’amaro pane per i suoi figli, con le mani incallite dalla consuetudine con la zappa; dalla campagna prestato alla città per svolgere, presso la nostra famiglia Bellinetti, le più disparate mansioni: ora come giardiniere e ortolano, ora come domestico di tavola e di camera, ora come maggiordomo nelle occasioni importanti per l’arrivo di ospiti di riguardo che frequentemente approdavano in casa nostra.

Erano personaggi di rilievo nel mondo della politica e della cultura, dell’arte e della musica, provenienti sia dalla nostra provincia sia da luoghi più lontani, Milano, Roma, Napoli. Infatti, la nostra casa era la cassa di risonanza della redazione del quotidiano locale, “La Voce del Mattino” che attraeva i giovani scrittori, poeti e artisti più o meno illustri in cerca di fama e di solidi riferimenti presso i notabili del tempo.

In questo composito ma interessante mondo sociale, variamente anomalo e creativo, spiccavano personaggi di spessore come il critico d’arte Ferdinando Palmieri, il pianista di fama europea Werther, figlio dell’etnologo e poliglotta professor Zanolli, il pittore Edoardo Chendi, il poeta Gino Piva, il poeta- fioraio Livio Rizzi, lo scultore Milani e tanti altri ancora di cui io, bambina, inconsciamente subivo il fascino e ne apprendevo i messaggi.

In questo clima, culturalmente di grande caratura, Gigetto si muoveva con passo cauto e felpato. La sua presenza necessaria e “fregoliana” doveva passare inosservata; ma per i padroni di casa Il Direttore del quotidiano Pino Bellinetti e la signora Adele, egli era l’indispensabile artefice del buon andamento degli eventi e dei servizi ad essi connessi. Era il tipico uomo tuttofare che accudiva ora l’orto e il giardino, ora si dedicava alle grosse pulizie di una casa grande ed esigente per la dovizia di vetrate, di scale, di pavimenti e di pezzi artistici da rispettare.

Per tali mansioni Gigetto indossava alternativamente ora le vesti grossolane e sdrucite dell’uomo di fatica, ora quelle più dignitose e rispettabili del servitore di mensa e di camera. Egli sapeva onorare entrambi i ruoli con discrezione e disinvoltura.

Nel 1934 la nostra famiglia lasciò Rovigo perché mio padre era stato nominato Direttore del quotidiano di Reggio Emilia “Il Solco”. Attraverso la corrispondenza familiare fummo informati che Gigetto era partito per l’Africa Orientale per partecipare alla guerra contro l’Abissinia. Da là tornò menomato per la perdita dell’udito a causa dello scoppio di un proiettile.

L’ultimo incontro con Gigetto, ormai anziano, avvenne molti anni dopo la seconda guerra mondiale, alle Casette di Grignano, dove abbiamo una piccola proprietà. Egli infatti abitava in una casetta confinante con la nostra. Saputo del nostro arrivo, venne a salutarmi e, quando mi vide, fu preso da una grande commozione, tanto che mi prese la mano e la baciò.

Persona semplice, radicata in un mondo ormai scomparso, quando i sentimenti schietti e sinceri albergavano nel cuore degli uomini, cresciuti nella povertà e nella fatica, ma arricchiti dal quotidiano contatto con la natura….»

Luigi Cavalieri è passato a miglior vita nel 1992, all’età di 94 anni. Ora, in occasione delle manifestazioni a memoria della prima guerra mondiale, sarebbe opportuno ricordarlo, magari con una breve cerimonia, portando un mazzo di fiori sulla sua tomba nel camposanto di Grignano.

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Come citare questo articolo

Carlo Alberto Rossi. “Luigi Cavalieri, eroe dimenticato”. Ventaglio Novanta, n. 50, 2015. https://ventaglionovanta.it/archivio/luigi-cavalieri-eroe-dimenticato/

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