Si è chiusa con grande soddisfazione degli organizzatori la XIII edizione del Festival di musica e cultura popolare “Ande, bali e cante”, dal titolo “In canto popolare”, che nelle giornate del 6 e 7 settembre ha attirato centinaia di persone presso l’ex Monastero Olivetano di Rovigo.
Dal nord al sud Italia si sono esibiti vari apprezzati gruppi artistici, fruendo degli spazi del Museo dei Grandi Fiumi, per dare vita ad una kermesse musicale e canora che non ha rinunciato al suo respiro europeo, grazie alla presenza costante dei Cecilia dal Belgio e degli Oligon dalla Grecia.
Il concerto degli Oligon, sabato sera, ha registrato il tutto esaurito, così come la successiva performance teatrale “Ma l’idea che è in me…”, che aveva generato nel pubblico grandi aspettative e alla quale ha assistito anche Marina Cattaneo, vicepresidente della Fondazione Anna Kuliscioff. E dopo lo spettacolo, una prima assoluta, la vicepresidente ha invitato la compagnia Altroteatro di Firenze e il regista Antonello Nave a calcare anche il palco di Milano.
In generale, l’abbinamento teatro-musica è stata una formula indovinata perché, unendo interessi diversi, ha diversificato la tipologia di pubblico del Festival, già molto variegato come provenienza geografica: Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Marche e Francia. Così come il tema del canto, che ha dato la possibilità di aprire anche all’approfondimento storico, ottenendo la partecipazione degli appassionati e studiosi di storia, oltre a quella dei cultori della musica popolare.
Tornando al programma, gli appuntamenti dedicati a Matteotti, in particolare, hanno certamente attirato molto l’attenzione. Il convegno “Giacomo Matteotti nella memoria cantata”, sulla vita del deputato così come l’hanno tramandata i cantastorie – che ha unito approfondimento storico e registrazioni inedite con canti popolari dell’epoca – ha catturato l’attenzione dei molti presenti in sala Flumina. Non secondario, in questo caso, è stato l’apporto emozionale generato dall’accompagnamento musicale del gruppo Le Ciaramelle del Polesine, che hanno eseguito brani tradizionali come “Povero Matteotti” e “Tera e aqua”.
Anche l’altro convegno proposto, “Parole e canti del Polesine”, condotto da Chiara Crepaldi e Paolo Rigoni, docenti ed esperti della materia, autori, curatori di diverse pubblicazioni e collaboratori di riviste e periodici, a tutt’oggi impegnati nella costituzione dell’Archivio Etnografico della Provincia di Rovigo, ha catturato l’attenzione del pubblico, segno dell’interesse per l’argomento.
Il concerto finale di domenica sera del Giuliano Gabriele Ensemble, aperto dalla voce di Vincenzo ‘Chacho’ Marchelli del gruppo piemontese Ariondassa, si è pure avvicinato al tutto esaurito. Il gruppo laziale ha intrattenuto il pubblico proponendo brani originali a partire dalle melodie della pizzica e della tarantella, tipiche della tradizione dell’Italia meridionale.
Gli aperitivi musicali sono stati particolarmente apprezzati dai musicisti, che hanno potuto suonare liberamente nel chiostro del Monastero Olivetano, e dai visitatori, i quali hanno partecipato cantando. Molto partecipati anche gli stage di danze impari del Centro Europa e pizzica, con una ventina di presenze per ogni corso.
“E’ stato un concentrato di eventi ben organizzati che hanno entusiasmato il pubblico – ha spiegato il presidente dell’Associazione Culturale Minelliana, Mario Cavriani – una formula che ha avuto successo.
Tra gli espositori, oltre ai costruttori di ocarine Benvenuto e Giuseppina Fecchio (Grillara di Ariano), i più rappresentativi nell’ambito della produzione strumentistica di tradizione popolare nel nostro territorio, c’erano i fratelli Castagnari, famosi costruttori di organetti di Recanati, la cui azienda quest’anno compie cent’anni e riceverà un riconoscimento all’Expo di Parigi. Accanto a loro ha esposto il liutaio Giovanni Maistrello di Padova, specializzato nella costruzione del salterio, ma anche di altri strumenti quali il violino, il mandolino e l’ukulele.
Il XIII Festival di musica e cultura popolare “Ande, bali e cante – In canto popolare”, organizzato dall’Associazione Culturale Minelliana in collaborazione con Atelier Calicanto, di cui fa parte il direttore artistico Roberto Tombesi, il gruppo “Ande, cante e bali” e l’associazione Inis, è stata un’iniziativa diretta della Regione del Veneto con il patrocinio e il contributo di Provincia e Comune di Rovigo, il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, dell’Interporto di Rovigo, della Fondazione Rovigo Cultura e della Banca Popolare di Ravenna.
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Ventaglio Novanta. “In canto Popolare”. Ventaglio Novanta, n. 50, 2015. https://ventaglionovanta.it/archivio/in-canto-popolare/