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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

I fantasmi dell’Abbazia

In compagnia del gruppo Ghost Hunter Padova, rilevate inquietanti presenze in vari ambienti della Vangadizza

di Giovanni Saretto

Ventaglio Novanta n. 50 2015 pp. 174–178

Metti una notte a caccia di fantasmi nell’antica Abbazia della Vangadizza. Loro, i “cacciatori”, sono i Ghost Hunter Padova. Del team fanno parte Andrea Pugliese, Erica Turetta, Alessio Pezzin e Orazio Daniele il sensitivo.

Proprio quest’ultimo afferma che già in una precedente visita notturna nell’ex monastero aveva rilevato la presenza di entità misteriose. E lo riconferma in tutta tranquillità durante l’ultima visita a cui chi scrive è stato personalmente presente: “Ho già percorso la volta scorsa l’intero perimetro del chiostro a braccetto di un vecchio frate, di statura bassa, ingobbito dagli anni e completamente cieco, – afferma Daniele – che aveva bisogno proprio per questo di essere accompagnato. Oltre a ciò ho avvertito forte la presenza di un antico cavaliere con una lunga tunica bianca, che mi ha colpito al costato. Oltre questo ho avvertito la presenza di un bambino che entrava qui a giocare da abitazioni vicine e che i monaci mandavano via”.

Il sensitivo spiega che il team padovano è dotato di moderni strumenti di rilevazione ottici e acustici, computer e macchine fotografiche all’infrarosso per fotografie fatte nell’oscurità. “I miei colleghi eseguono le ricerche strumentali, io avverto e vedo le presenze”. E prosegue: “Ora sento che dalla parte superiore qualcuno ci osserva dal primo momento che siamo entrati qui”.

Durante il pomeriggio i Ghost Hunter Padova hanno posizionato i loro strumenti e sigillato gli ingressi del complesso abbaziale per tornare sul posto a notte inoltrata e continuare gli esperimenti.

A notte inoltrata si inizia il percorso dal magazzino-cambusa a destra dall’ingesso di via Cigno, proprio dove, nella visita precedente un componente del gruppo si era sentito male. Subito accade che una lampada si accende da sola e poi si spegne.

Alle domande che rivolgo al team, succede anche di sentire uno scalpiccio di passi al piano superiore dell’ambiente. Capita anche di sentire per pochi attimi, ma in diversi momenti, un forte profumo di fiori prima e di incenso poi.

Tutto ciò mentre il sensitivo rileva numerose presenze e afferma di aver distinto nettamente nell’oscurità il contorno di un volto.

La rilevazione si sposta poi nell’ex refettorio, ora sala convegni: un apparecchio registra una sorta di lamento lontano. Successivamente – ed è stato l’effetto più coinvolgente – da parte degli operatori è stata avviata una registrazione musicale di canti gregoriani. Ben presto è sembrato che altre voci accompagnassero i canti, ma poi si è distinto nettamente il rumore di un chiavistello e di una porta che si apriva, proprio dove in quel momento non c’era nessuno del gruppo. Oltre a ciò, picchi inspiegabili di campi elettromagnetici e repentini sbalzi di temperatura.

Prima di ripartire i cacciatori di fantasmi hanno confermato di aver ottenuto risultati significativi e particolarmente interessanti. Successivamente il materiale audio e video ricavato dalle rilevazioni effettuate dai Ghost Hunter Padova nell’antico monastero hanno confermato, quanto già emerso. E il medianista Orazio Daniele ha ribadito che il sito visitato si è rivelato di notevole interesse per le ricerche che il gruppo porta avanti con passione e professionalità.

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Come citare questo articolo

Giovanni Saretto. “I fantasmi dell’Abbazia”. Ventaglio Novanta, n. 50, 2015. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-fantasmi-dellabbazia/

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