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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Il ritorno dell’Allocco

Grazie ad uno specifico progetto, il rapace notturno è tornato a nidificare nella golena di Villa d’Adige

di Massimo Morelli e Claudio Vallarini

Ventaglio Novanta n. 55 2017 pp. 42–45

Un gruppo di persone di Badia Polesine, accomunate da passione ed interessi ambientali, desiderose di compiere azioni concrete per incrementare la consistenza numerica di alcune specie di uccelli e mammiferi, nell’arco di un ventennio (1997-2017), ha dato vita a vari studi e ricerche. L’interesse si è appuntato in particolare verso specie che si erano rarefatte, a seguito della riduzione degli habitat riproduttivi e a causa di interventi ambientali impattanti: gravemente deleteria fu ad esempio la distruzione della Valle della Buora in Salvaterra, che modificò per sempre un ambiente palustre dalle origini antichissime.

Oltre che per la tutela delle specie animali, sono state effettuate anche alcune azioni per l’incremento delle specie vegetali, sia per la loro valenza paesaggistica, sia per il fondamentale ruolo che le piante rivestono nell’ecosistema, in quanto fonti di nutrimento e di rifugio per la fauna selvatica. Particolare attenzione è stata riservata alle zone umide ed alle numerose zone boscate, sia naturali che artificiali che ancora si incontrano nel territorio comunale attuando vari interventi (vedi scheda 1).

Il “Progetto Allocco”

La presenza dell’Allocco come nidificante probabile nella golena di Villa d’Adige era stata segnalata al dott. Nobili ed identificata come uno degli elementi di pregio dell’area. Si convenne pertanto che tale specie avrebbe dovuto essere tutelata sia a livello riproduttivo che alimentare.

Va detto che nel 2010 era stato programmato il taglio generalizzato di un migliaio di piante di pioppo messe a dimora presso la succitata golena nel 1977. Le piante, per una svista della proprietà erano scampate al normale ciclo che nei pioppeti coltivati prevede il taglio e la sostituzione delle piante ogni 10-15 anni e avevano quindi raggiunto dimensioni eccezionali, configurandosi ormai quali bellezze paesaggistiche, peraltro gradite alla fauna selvatica autoctona¹. Una situazione ideale dunque per agevolare la reintroduzione dell’Allocco, sperimentando un “progetto pilota” attraverso cui collaudare l’efficacia degli interventi, poi egregiamente realizzati dal CFS di Ravenna in concorso con la compagnia Carabinieri Forestali di Verona (dott. Lorenzo Gui) (vedi anche scheda n.2).

Lo sviluppo del progettto

Nell’ambito del progetto in esame sono stati posizionati 8 nidi artificiali a camino dell’altezza di 80 cm e della larghezza 30 cm., sulla base del modello indicato dal CISNIAR (Centro Italiano Studi Nidi Artificiali) di Marano sul Panaro (Modena). I nidi, che sono stati realizzati gratuitamente da sei volontari (Walter Bersani, Mario Bertolaso, Eddy Boschetti, Corrado Carone, Vitaliano Geneselli e Gianni Stoppa), sono stati posizionati su piante di alto fusto ubicate prevalentemente a breve distanza dall’Adige, dove già due esemplari di Strix aluco erano stati identificati tramite il caratteristico verso (M. Pesente, Gruppo Nisoria, gennaio 2010) e l’osservazione diretta (E. Boschetti, C. Vallarini, M. Zanotti, marzo 2010).

Ogni nido è stato collocato in un ambiente appartato e ricco di vegetazione, con un ramo davanti l’apertura per agevolarne l’accesso. La loro sistemazione è avvenuta con l’impiego di una cesta telescopica (utilizzata dai tecnici municipali Mauro Sandalo e Roberto Forin), posizionata su un camion, e di una scala a pioli (collocata da Stefano Ferrari). Il progetto è stato inoltre realizzato grazie alla disponibilità del dott. Giovanni Rossi, assessore ai lavori pubblici, e dell’ing. Gianni Stroppa, assessore all’ambiente. I nidi, posizionati tra il 28.12.2015 e il 26.1.2016, sono stati collocati ad un’altezza di 6-9 metri su piante di Pioppo, Olmo, Quercia e Noce.

La notte della civetta

Per verificare se vi fosse stata occupazione da parte degli uccelli veniva periodicamente controllato il terreno alla base dell’albero alla ricerca di borre alimentari e deiezioni, indizi certi della presenza di questi rapaci notturni.

Dopo una serie di controlli che avevano dato riscontro negativo, finalmente il 12 febbraio 2017 venivano rinvenute sotto un nido, alcune borre di strigiforme che per forma, colore e dimensioni orientavano alla specie Strix aluco.

Ma è stato solamente in occasione del censimento nazionale dei rapaci notturni “Notte della Civetta”, tenutosi anche in provincia di Rovigo l’11 marzo 2017, che avveniva la conferma del ritorno dell’Allocco nell’area parzialmente disboscata. In quella data infatti, venivano effettuati alcuni sopralluoghi in siti idonei per accertare la presenza della specie. In ben 3 dei 4 siti campionati veniva prontamente rilevato un esemplare che emetteva il suo verso inquietante.

Un intervento fruttuoso

A prescindere dunque dall’utilizzo dei nidi artificiali collocati, la presenza nel sito dell’Allocco costituisce la prova che questo rapace notturno è ritornato in un luogo di sicura valenza ambientale che, grazie alla vigilanza degli abitanti, era stato preservato da un disboscamento completo. Un luogo che, per le sue caratteristiche attuali grazie a quel 30% di piante preservate ed alle nuove 6.000 piante messe a dimora (che offriranno maggiori opportunità alimentari per le sue prede) si presenta sempre più idoneo alla nutrizione ed alla nidificazione.

Una ricerca impegnativa ma fruttuosa, quella effettuata, che ha potuto essere implementata solamente grazie al concorso di molte persone ed alla sensibilità di tecnici disponibili, quali il dott. Giovanni Nobili, il dott. Lorenzo Gui ed i volontari del WWF Provinciale di Rovigo.

Per il buon esito del progetto, i coordinatori – tramite le pagine del Ventaglio – rivolgono un ringraziamento doveroso a tutti i collaboratori più sopra indicati ed ai proprietari dei fondi agricoli dove i nidi sono stati collocati: il CFS di Ravenna e Verona, l’ing. Franco Carlo di Castagnaro, Paola Canova, Luigi, Andrea e Adino Rossi di Badia Polesine.

Utilizzo dei contenuti

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Come citare questo articolo

Massimo Morelli, Claudio Vallarini. “Il ritorno dell’Allocco”. Ventaglio Novanta, n. 55, 2017. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-ritorno-dellallocco/

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