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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Palazzo Perolari Malmignati

Per lo storico edificio lendinarese, allo studio un importante progetto di recupero e riqualificazione

di Laura Viaro

Ventaglio Novanta n. 55 2017 pp. 14–17

Nello storico Palazzo Perolari, sito a Lendinara lungo la via omonima che costeggia il lato destro dell’Adigetto, ogni segno di attività è assente dopo la scossa di terremoto che ha investito l’area padana nel maggio 2012. Fanno eccezione i locali del Tennis Club la cui stabilità non risulta compromessa.

La vetustà e il considerevole stato di decadimento non offuscano la bellezza dell’immobile, di sicuro interesse artistico, storico e architettonico, per il quale da tempo si va profilando la possibilità di un funzionale recupero.

“Un palazzo antico, quello dei Perolari, che sembra fare la guardia agli impianti sportivi e rivolgere un saluto estremo a chi se ne va dal pianeta nelle corsie imbavagliate dal silenzio del vicino ospedale”, così il giornalista e scrittore Gian Antonio Cibotto – nel suo “Razza de mona” (Neri Pozza Editore, Vicenza, 1994) – ricorda la sede del “Corpo Bandistico Città di Lendinara”, prima che questa fosse trasferita, con varie altre Associazioni locali negli spazi di Villa Marchiori, in via Montegrappa.

L’imponente costruzione, assieme al muro di cinta, si erge centralmente sulla Riviera che fiancheggia l’Adigetto, senza soluzione di continuità con altri edifici civili, fino al Ponte dei Cappuccini. E sul retro di tali costruzioni connotanti la via, fino a non molti decenni fa si estendeva un’area rurale coltivata a cereali, vigneti e frutteti, terreno di avventurose incursioni per noi ragazzini abitanti nelle vicinanze. Da qui – non senza difficoltà, stante la presenza di una collinetta piuttosto impervia e un piccolo fossato nel quale ninfee e girini gareggiavano per le tonalità più suggestive – raggiungevamo il parco e i campi sportivi retrostanti il palazzo.

Un edificio di sicuro interesse architettonico

Iscritto nell’Elenco dei Monumenti Nazionali, Palazzo Perolari-Malmignati si presenta come un edificio di sicuro interesse architettonico. E’ connotato da ampie dimensioni e caratterizzato da facciate in cotto molto dissimili fra di loro. Quella principale, che volge a settentrione sulla pubblica via, appare più classicheggiante ed austera, impreziosita nella sezione centrale da un tipico portale ad arco in pietra d’istria; al piano nobile nella zona centrale si aprono tre eleganti porte-finestre delimitate da una pregevole balaustra; anche le altre finestre si presentano balaustrate, contornate da listelli marmorei e impreziosite da piccoli frontoni. Più rustica, ma articolata ed ariosa la facciata posteriore, che guarda a mezzogiorno dominando gli impianti sportivi di Lendinara; in questa si colgono difformità inaspettate tra le due ali che si elevano sul corpo centrale, essendo quella di sinistra caratterizzata alla sommità da una originale loggia ad angolo.

Dai Malmignati ai Perolari

Una storia, quella del palazzo, che abbraccia vari secoli. La sua esistenza è ben documentata da una mappa del 1620, mentre è assodato che il fabbricato vide consistenti interventi di sistemazione e rifacimento intorno alla metà del XVIII secolo.

Sulle basi di un documento del 1528, si può sicuramente affermare che la primigenia costruzione risale ai primi decenni del Cinquecento ad opera e su disegno di Lorenzo Malmignati. Un documento questo, in base al quale risulta chiara l’appartenenza iniziale del bene alla nobile famiglia Malmignati.

L’aggiunta del cognome Perolari seguì al matrimonio di Pietr’Antonio Perolari con Cornelia Malmignati celebrato nel 1736: le successive disposizioni testamentarie – espresse nel 1748 a favore dei coniugi, da parte dell’unico fratello maschio di Cornelia, reverendo don Ottavio – dettarono infatti tale condizione. Inoltre, l’investitura, nell’ottobre del 1754 del feudo di Saguedo, già dei Malmignati e rinnovato dopo un ventennio ad Ottaviano e Bartolomeo figli di Cornelia, rinsaldò le premesse di tale vincolo gentilizio, con la denominazione stabile della famiglia, identificata col doppio cognome Perolari Malmignati.

Sicuramente il palazzo nel corso dei secoli ebbe a subire diversi provvedimenti di integrazione e modifica, evidenziati anche da tracce sulla muratura di un soppresso porticato a tre arcate, sul lato australe verso l’“horto”.

Tra gli interventi succedutisi, – oltre all’importante rifacimento del ‘700, a cui si è accennato – va menzionato un sostanzioso restauro attuato verso la fine dell’Ottocento per volontà della moglie di Bartolo Perolari Malmignati, Faustina Baccaglini. Fu in occasione di questo importante intervento migliorativo che Faustina Baccaglini fece dipingere nel salone del piano nobile le gesta dei Malmignati e dei Lupati, ben presto purtroppo deterioratesi.

Da un secolo di proprietà del Comune

Da circa un secolo il palazzo è proprietà del Comune di Lendinara per effetto della donazione effettuata da Alessandro Perolari Malmignati (nipote dell’insigne Pietro Antonio, letterato, poeta, vice-prefetto napoleonico a Rovereto e podestà a Lendinara nel 1814).

Il NH Alessandro Perolari Malmignati alla sua morte – avvenuta nel 1915 – lasciava al Comune il palazzo con corte, orto, archivio di famiglia e libreria e un altro legato in favore delle Cucine Economiche, consistente nella Campagna Duode con adiacenze.

Secondo le disposizioni testamentarie – per le cui corrette interpretazioni fu necessario il ricorso al giurista padovano Segati – il possesso dei legati da parte del Comune di Lendinara, era però subordinato ai decessi del fratello Ugo in assenza di prole e della sorella Elena. Pertanto soltanto il giorno 6 settembre 1923, in virtù dell’atto di transazione deliberato dal Consiglio e successivamente approvato dalla Giunta il 6 luglio 1923, il Palazzo diviene proprietà comunale.

Grazie alla vicinanza con il centro cittadino, ulteriormente ridotta dalla costruzione di una passerella – per la quale la ND Elena Perolari Malmignati mise a disposizione la cifra di L. 12.000 – nell’importante fabbricato viene prevista, quale “decorosa e comoda sede”, la collocazione di pubblici Uffici: Pretura, Agenzia delle Imposte e Ufficio del Registro al piano superiore; al pianterreno uffici comunali e privati. Il mezzanino viene destinato ad alloggio del cursore incaricato alla custodia del palazzo e delle adiacenze, le quali “saranno in parte adibite a Magazzini Municipali, in parte ridotti ad Ufficio della Congregazione di Carità e del Dazio, in parte affittati”.

Negli anni successivi, l’edificio diviene sede di Istituzioni scolastiche e di varie Associazioni, registrando significative modifiche, traslochi, locazioni e interventi di manutenzione. Spazi che nel tempo hanno conservato la destinazione d’uso di utilità ai cittadini.

L’aspetto del palazzo e delle adiacenze, (un accenno alle “tabaccare”, frequentatissimi magazzini comunali), rassicurante e forse poco elitario, ha continuato per anni a rimarcarne le potenzialità per una fruizione largamente condivisa.

Un progetto di riqualificazione

Palazzo Perolari Malmignati, iscritto nell’Elenco dei Monumenti Nazionali, ai nostri giorni è oggetto di interesse sul piano delle progettualità della Pubblica Amministrazione; una prima soluzione, approvata con deliberazione di Giunta Comunale del giugno 2016, scaturisce da una formale manifestazione di interesse presentata dal Comune al Dipartimento per il Coordinamento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, riguardante “iniziative immobiliari di elevata utilità sociale, da realizzare tramite investimenti INAIL”.

L’obiettivo, ambizioso ma non irraggiungibile, è la realizzazione di un Ostello di accoglienza turistica, per la cui realizzazione si rende necessaria la totale ristrutturazione dell’edificio. Il progetto, affidato nella fase iniziale ad un gruppo di professionisti, sarà subordinato all’individuazione delle risorse proprie dell’Ente per l’approvazione e la successiva valutazione da parte dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni.

La nuova e auspicata destinazione del palazzo potrebbe dunque rappresentare un’ulteriore opportunità per il turismo, soprattutto giovanile, verso una città antica quanto longeva nello spirito e nelle intenzioni.

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Come citare questo articolo

Laura Viaro. “Palazzo Perolari Malmignati”. Ventaglio Novanta, n. 55, 2017. https://ventaglionovanta.it/archivio/palazzo-perolari-malmignati/

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