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ARTEOGGI

I fondali di Carla Porrello

I suggestivi cromatismi proposti dalla pittrice badiese liberano sentimenti di libertà e canti di rinascita

di Angioletta Masiero

Ventaglio Novanta n. 55 2017 pp. 112–113

Chi entra nella elegante abitazione di Carla Porrello Rossi a Badia Polesine non può fare a meno di sostare ammirato di fronte alle raffinate opere pittoriche da lei realizzate nel corso degli ultimi anni.

“Ho iniziato ad amare il disegno fin da piccola – ci dice l’artista -. Ricordo che il regalo più bello che mi fece mio padre, quando avevo solo sei anni, fu una grande scatola contenente matite colorate Caran d’Ache; ne ero gelosissima e a tutti era vietato toccarle. Facevo disegni molto belli che venivano premiati. Non ho mai smesso di dipingere, se non per qualche periodo. La pittura è una parte di me: è, a mio avviso, l’unica attività umana che si può definire totalizzante, può esprimere tutto, può rappresentare tutto.”

“Fino a qualche anno fa – prosegue Carla – mi sono dedicata anche alla tecnica dell’incisione. Incidevo su oro, argento e rame, creavo gioielli originali che piacevano molto. Poi ho iniziato ad avvertire dolori alle mani e sono stata costretta a sospendere questa attività. Nel corso degli anni ho sperimentato generi e tecniche diversi: dècoupage, ceramica artistica, pittura su vetro, creazioni con tecniche miste.”

Bresciana di origine e polesana d’adozione, una vita dedicata all’insegnamento e alla famiglia, Carla Porrello trova proprio nella pittura il rifugio per il suo essere, così sensibile, così trasparente, ed anche così vulnerabile. Ma la sua non è una fuga dalla realtà, non è una rinuncia a lottare; tutt’altro, la voglia di vivere e la forza di cimentarsi in nuove sfide hanno contraddistinto tutta la vita di Carla. In passato ha dovuto affrontare la difficile prova di un divorzio doloroso, di recente la perdita di Eugenio, amatissimo compagno di vita. Carla Porrello ha sempre lottato per affermare i suoi diritti di donna, per contrastare i soprusi.

Si è rimboccata le maniche e ha affrontato ogni prova con risolutezza e coraggio, con forza e dignità. Anni fa ha aperto la palestra Ellegi Fitness che le sta dando grandi soddisfazioni e rappresenta uno stimolo importante. Ma in tutti gli impegni del quotidiano, nelle prove e nei problemi di ogni giorno, l’arte non è mai mancata, l’ha sempre sorretta. La pittura ha seguito passo dopo passo la vita di Carla riscaldando e illuminando i momenti più bui. E’ stata la compagna più fedele, il faro cui rivolgersi per trovare conforto alla nostalgia, al rimpianto.

Osservando le sue composizioni pittoriche possiamo intuire le trame nascoste, i sogni, le memorie, le passioni, le emozioni, i sentimenti dell’artista.

Dalle opere di genere figurativo Carla è passata all’astratto e, da oltre vent’anni, porta avanti una sua personale ricerca tecnica ed espressiva. E’ approdata ora alla creazione di fondali marini di rara suggestione che lasciano trasparire un’archeologia dell’anima, pulsante, viva. Forme quasi surreali nascono dagli insondabili abissi, sibilline sinuosità lasciano affiorare la malinconica bellezza che alberga in ognuno di noi, anche se ha perso contorni definiti.

Fondali misteriosi e ancestrali che rappresentano la vita nel suo divenire, la vita che ci guarda dal suo occhio di silenzio.

I quadri di Carla, accatastati sul pavimento dello studio e appesi alle pareti, mandano i loro messaggi da ogni angolo. Da essi sembrano giungere voci di libertà, pensieri di vita, canti di rinascita, riflessi interiori…

I colori intensi, brillanti, catturano lo sguardo; le geometrie astratte e i meravigliosi cromatismi dei fondali marini rivisitati in modo originale e raffinato dall’artista, coinvolgono la mente liberando riflessioni e facendo emergere stati d’animo particolari.

Avere di fronte un’opera di Carla Porrello significa garantirsi un viaggio, un meraviglioso viaggio in cui la sua arte ci trasporta.

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Come citare questo articolo

Angioletta Masiero. “I fondali di Carla Porrello”. Ventaglio Novanta, n. 55, 2017. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-fondali-di-carla-porrello/

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