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NARRATIVA

Il Palazzo degli Angeli

STORIE CHE RACCONTANO LA STORIA* — Racconto per l’infanzia

di Michael Miazzi

Ventaglio Novanta n. 55 2017 pp. 132–134

L’ultima notte dell’inverno 1787, un fatto prodigioso si narra essere accaduto proprio a Rovigo.

Si racconta infatti, che due angeli messaggeri, di ritorno dai mari del sud e già sulla rotta di un nuovo viaggio che li avrebbe portati tra le gelide valli alpine del settentrione, disorientati dalle fitte nebbie della pianura e ormai affaticati dall’interminabile viaggio, decisero di sostare in città per rinfrancarsi un poco. Scelsero a questo scopo il luogo più adatto, uno dei palazzi più belli del centro, con un magnifico cancello illuminato da fiaccole lucenti, ampie vetrate celesti e preziosi balconi in candido marmo bianco.

Con un volo elegante avvolti da un bagliore leggero, che ferì i veli scuri della notte, si calarono sul tetto di quello splendido palazzo, ma senza passare davvero inosservati.

Un giovane fornaio, infatti, sveglio già ad alta notte ed indaffarato nel suo lavoro, dopo aver visto apparire come riflessi delle finestre della sua bottega quelle strane luci, capì subito che non poteva trattarsi della luna che tutto bagna d’argento opaco, e immediatamente si precipitò sul selciato per strada, restando incantato dalla magica vista che si aprì ai suoi occhi.

Dopo poco anche altri cittadini lasciarono il tepore dei letti per affacciarsi agli abbaini e vedere quanto stesse accadendo nei cieli della città in quella fredda notte. Col passar dei minuti una piccola folla strepitante iniziò a raccogliersi intorno al palazzo per osservare più da vicino le creature angeliche, con un misto di devozione, stupore e incredulità.

Solo il vecchio conte che abitava proprio in quel bel palazzo, pareva non essersi accorto di nulla, e nessuno del resto aveva cuore di avvertirlo, poichè era uomo noto a tutti per il suo carattere piuttosto scontroso e burbero.

Ma ad un certo punto un vociare crescente in volume e intensità si sentì provenire dall’interno delle stanze al piano nobile, e, dopo poco, si riuscì anche a distinguere qualche parola perchè l’anziano conte spalancò il portale cristallino del suo salone, ed esclamò con voce rauca contro la folla, sollevando con fare minaccioso il suo lucido bastone da passeggio: “Un tal baccano! Tornate a casa gente senza rispetto per il riposo degli uomini dabbene o io…”. La frase restò sospesa e nessuno seppe mai come intendeva completarla, poichè egli, attirato da quella visione di paradiso sopra il suo capo, restò infine interdetto e senza più parole.

Fu questione di un attimo, quel rumore chiassoso infatti dovette spaventare e non poco i messaggeri celesti che in fondo volevano solamente riposarsi prima di dover ripartire. Fu così che con minimi battiti d’ali i due angeli si innalzarono a perdita d’occhio e ripresero il volo sulle arcate del cielo.

In terra invece, un altro miracolo si compì quella notte, difatti per ordine del conte il palazzo venne eccezionalmente aperto fino all’alba e vennero offerti dalle sue cucine vini caldi e ottimi dolci a tutti coloro che erano stati testimoni con lui dello straordinario evento.

Riferì il conte, qualche anno dopo, che da quella sera si sentì cambiato. Per altre tredici notti consecutive alcuni angeli gli comparvero in sogno, ed egli affinchè non venisse dimenticato il doppio prodigio di quella notte, dispose che, per celebrare quanto accaduto, fossero chiamati i migliori pittori di Venezia a decorare il suo già magnifico palazzo con affreschi di splendidi cherubini, in un volo festoso.

Secondo altri invece, alcune di quelle pitture, troppo belle per essere state fatte da mano d’uomo e ammirate anche dai principi d’Europa, comparvero da sole, come per miracolo, subito dopo la visita degli angeli al palazzo. Quale sia la verità lasciamo scegliere ai nostri giovani lettori, ma per tutti ancora oggi quel luogo si chiama Palazzo Angeli.

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Come citare questo articolo

Michael Miazzi. “Il Palazzo degli Angeli”. Ventaglio Novanta, n. 55, 2017. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-palazzo-degli-angeli/

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