E’ nato il CE.RI.DO. (Centro di Ricerca e Documentazione sul Delta del Po), attivato con l’obiettivo di catalogare e raccogliere in un unico luogo – il Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin, nel comune di Tglio di Po – la vasta documentazione esistente sul Delta del Po, fatta di libri, foto, video, mappe, documenti, per una più facile accessibilità da parte di coloro che intendano farne oggetto di studio e di ricerca.
In realtà l’iniziativa dà concretezza ad un progetto avviato oltre due anni fa da un gruppo di lavoro, coordinato dal prof. Antonio Giolo, al quale va il grande merito di essere riuscito a mettere insieme persone, per lo più studiosi, conoscitori della realtà culturale, socio-economica e turistica del Delta, con competenze ed esperienze diverse, ma pronte a riconoscersi in questo programma.
Attualmente fanno parte del CE.RI.DO: Sandra Bedetti, Eddy Boschetti, Stefano Caccia-tori, Luigi Contegiacomo, Isabella Finotti, Antonio Giolo, Fiorella Libanoro, Paolo Rigoni, Luciano Scarpante, Raffaele Peretto, Mihran Tchaprassian, Sandro Vidali, ma si tratta di una realtà aperta, che potrà essere integrata con altri esperti di storia, cultura e tradizioni locali, soprattutto per approfondire quegli aspetti fino ad ora piuttosto trascurati, come l’antropizzazione del Delta nel tempo.
L’inaugurazione
Sia il direttore della Fondazione Ca’ Vendramin, Lino Tosini, che il presidente del CE.RI.DO., Antonio Giolo, in occasione dell’inaugurazione avvenuta il 10 dicembre 2016 presso il Museo Regionale della Bonifica di Ca’ Vendramin, hanno sottolineato come si sia scelto di fare riferimento al Museo della Bonifica in quanto luogo privilegiato per la custodia e la messa a disposizione dei materiali, per il suo ruolo consolidato di museo, di sede di incontri e di convegni, di spazio per mostre e per la promozione del territorio, e dove già viene conservata una ricca documentazione sulla storia della bonifica.
Il progetto ha richiesto un anno di lavoro, impegnato nel predisporre le strutture, nella raccolta della documentazione reperibile attraverso donazioni volontarie e per avviare la catalogazione dei libri (per arrivare in futuro ad una bibliografia completa sul Delta) e dei documenti creando una banca dati, condizione fondamentale per la loro fruizione, e finalmente l’inaugurazione, fissata, non a caso, durante la XXII Settimana dei beni Culturali in Polesine.
Nell’occasione dell’avvio dell’attività di CE.RI.DO, nella sala convegni del Museo, è stata allestita la Mostra “Giovani terre contese – Tre secoli di fortificazioni nel Delta del Po”, frutto delle lunghe e accurate indagini di Luciano Chiereghin, appassionato ricercatore locale.
A fare gli onori di casa il presidente della Fondazione Ca’ Vendramin, Adriano Tugnolo, e il direttore della Fondazione Ca’ Vendramin, Lino Tosini. Sono poi intervenuti l’assessore regionale Cristiano Corazzari, il sindaco di Adria Massimo Barbujani, l’assessore di Taglio di Po Davide Marangoni e il direttore dell’Ente Parco Marco Gottardi che hanno portato i saluti delle istituzioni.
Ad Antonio Giolo è stato affidato il compito di illustrare l’attività del CE.RI.DO., le cui finalità sono già sintetizzate nel nome che è stato scelto. Egli ha sottolineato la necessità di focalizzare l’attenzione sulle caratteristiche di questo “giovane” territorio, dal punto di vista strutturale (attività economiche, comunicazioni), antropologico (lingua, tradizioni, costumi) e politico (dominazioni, vicende storiche, personaggi…), con ricadute che saranno senz’altro positive in termini turistici e di incremento di visitatori, di acquisizione di materiale utile per la realizzazione di mostre, di produzione di pubblicazioni, di maggiore interesse per il Delta nella sua totalità.
Ha anche elencato una serie di argomenti (vedi scheda) che potranno essere oggetto di studio, precisando che la promozione delle ricerche sul Delta potrà concretizzarsi non esclusivamente attraverso i componenti del gruppo di lavoro, ma anche per opera di ricercatori e stagisti delle Università e dei Centri Studi italiani e stranieri, non escludendo gli studenti delle scuole superiori.
Il prof. Giolo ha concluso dicendo che: “La realizzazione del Progetto può sembrare eccessivamente impegnativa, però se diventa un’impresa corale, non solo iniziativa dei componenti attuali del gruppo di lavoro o di altri che si potranno aggiungere, e trova il supporto di alcune istituzioni che hanno un ruolo chiave nella promozione del Delta del Po, con gradualità sarà possibile arrivare ad ottenere risultati di grande rilievo, rendendo un servizio prezioso non soltanto alla parte veneta del Delta, ma a tutto il delta del Po, in un’ottica che esprima le grandi potenzialità – culturali, turistiche, economiche – insite in questo territorio “unico” in Italia, in Europa e forse nel mondo. Intanto siamo partiti!”.
Al termine dell’incontro è stata presentata la mostra “Giovani terre contese. Tre secoli di fortificazioni nel Delta del Po” con intervenuti del direttore dell’Archivio di Stato di Rovigo, Luigi Contegiacomo, di Maurizio Tezzon, che ne ha coordinato la realizzazione, e Luciano Chiereghin, che ha guidato i presenti nel percorso espositivo.
La Mostra
La sala convegni del Museo Regionale della Bonifica Ca’ Vendramin ha ospitato, a partire dal 10 dicembre 2016, la mostra documentaria e fotografica “Giovani terre contese, tre secoli di fortificazioni nel Delta”, frutto delle appassionate ricerche di Luciano Chiereghin e curata dal CE.RI.DO. (Centro Ricerca e Documentazione del Delta) e dalla Fondazione Ca’ Vendramin (Taglio di Po Rovigo), realizzata con il coordinamento generale di Maurizio Tezzon. La mostra nel frattempo è approdata a Rovigo, presso l’Archivio di Stato e successivamente raggiungerà anche Venezia, Ferrara e Padova.
In essa vengono raccolti i risultati di quindici anni di studio e di verifica sul campo da parte di Luciano Chiereghin, ricercatore non professionista, ma dotato di uno straordinario intuito e da una determinazione fuori dal comune quando si tratta di cercare le prove di situazioni menzionate dai documenti, ma mai dimostrate fino ad ora e che si credevano del tutto perdute.
Egli è così riuscito a riconoscere e collocare con assoluta esattezza sulle carte topografiche le fortificazioni militari che, a partire dai fortini seicenteschi delle guerre tra la repubblica di Venezia e lo Stato Pontificio, fino ai siti della grande guerra, sono stati costruiti nel territorio del Delta. Nei pannelli della mostra, fotografie d’epoca e documenti restituiscono un quadro immediato del contesto e del tempo, mentre le ricostruzioni grafiche ci aiutano ad interpretare le immagini di quanto resta ancora visibile, permettendoci di individuarne l’aspetto e la collocazione attraverso le riproduzioni di uno straordinario apparato cartografico, in gran parte inedito.
Ventiquattro pannelli (compreso quello introduttivo) suddivisi in tre sezioni, con testi in italiano e in inglese, mostrano come il delta del Po, per secoli, abbia rivestito un ruolo importantissimo nelle strategie militari e politiche degli stati confinanti, che qui trovavano la localizzazione ideale per le proprie difese militari, che in molti casi venivano abbandonate dopo pochi anni, come è successo per le strutture seicentesche (1632) di Donzella, in territorio veneziano, e di Bocchetta, appartenente allo stato pontificio, delle quali, anche se non facilmente riconoscibili (proprio perchè sono state attive per breve tempo) restano ancora visibili le tracce. Di altre, purtroppo, è scomparsa ogni testimonianza materiale, e la loro presenza sopravvive solo nel toponimo, come nel caso dell’Isola della Batteria.
La prima sezione presenta le prime sei tavole della mostra che documentano la rivalità tra la repubblica di Venezia e lo Stato Pontificio, che si contendevano le nuove terre che il Po via via formava dopo il taglio di Porto Viro.
La seconda sezione illustra le tracce delle fortificazioni ottocentesche nel periodo che va dalle campagne napoleoniche ai sei decenni successivi, quando l’area fece parte del Lombardo-Veneto, fino all’annessione alla stato italiano; si tratta di postazioni spesso non lontane da quelle del periodo precedente, ma più complesse e sicuramente più efficienti dal punto di vista difensivo. Un pannello è dedicato al telegrafo ottico “Chappe” e alla linea che correva lungo il litorale adriatico da Venezia ad Ancona, installata per volere di Napoleone.
Nella terza sezione possiamo constatare come, anche durante la prima guerra mondiale il Delta sia stato strategico per la difesa dei confini, soprattutto in riferimento al temuto sbarco delle truppe austro-ungariche dalla laguna.
L’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Scolastica Carlo Bocchi e dalla Fondazione Ca’ Vendramin che, insieme al CE.RI.DO., ha curato la mostra, con la collaborazione dell’Archivio di Stato di Rovigo, attraverso il suo direttore dott. Luigi Contegiacomo; ha ottenuto l’adesione del Parco Regionale Veneto del Delta del Po e il patrocinio dei comuni del Delta. Le spese per l’allestimento sono state sostenute per la maggior parte dalla Fondazione Bocchi, con il contributo della Cassa di Risparmio del Veneto S.p.A. filiale di Adria e del Cantiere Navale Vittoria S.p.A. di Adria.
Questa straordinaria esposizione, che abbiamo potuto ammirare per la prima volta nel Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin, ha suscitato grande interesse anche al di fuori del Polesine e ha avuto grande risonanza sulla stampa anche a livello nazionale. Per questo si è deciso di farla diventare itinerante: è già stata allestita presso l’Archivio di Stato di Rovigo e presso la Fondazione Bocchi di Adria, e altre richieste sono state avanzate da Venezia, dall’Archivio di Stato di Ferrara, dal Museo della Terza Armata di Padova e da alcuni comuni, tra i quali Porto Tolle.
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Luciano Scarpante. “È nato il CE.RI.DO”. Ventaglio Novanta, n. 55, 2017. https://ventaglionovanta.it/archivio/e-nato-il-ce-ri-do/