Nel suggestivo paesaggio rurale della campagna di Loreo, dove il tempo – scandito dal lento scorrere delle acque del canale Naviglio – sembra avere un’altra dimensione, si erge Villa Anconetta. Oggi qui ci si può rilassare in giardino, oppure facendo una passeggiata lungo le rive del corso d’acqua, o ancora percorrendo in bicicletta un sentiero campestre.
E’ un luogo particolarmente amato dalle persone che prediligono la dimensione turistica “slow”, in uno scenario naturalistico di particolare fascino non solo ambientale ma anche storico.
Proprio qui, infatti, la storia ha lasciato un segno profondo a partire dal II sec. d.C. quando, lungo gli antichi cordoni dunosi, passavano le legioni romane attraversando l’antico paesaggio di “Lauretum”, ossia la terra di “Lauri”. Terra che a partire dal IX sec. d.C., e poi definitivamente dal 1080, assumerà un’identità connessa alla potente Repubblica della Serenissima.
Osservando le mappe, iniziando da quelle medievali, notiamo che l’intero territorio costiero tra Adige e Po viene definito “Dogado” o “Dogato” di Loreo sotto la circoscrizione della “Venetia”. La gloriosa repubblica dei mari elesse in quel tempo, questa terra, come baluardo di confine: oltre il fiume Po si trovavano gli Estensi (prima) e poi dal 1597 (anno della morte dell’ultimo erede, Alfonso II d’Este) lo Stato Pontificio.
Dai nobili e ricchi veneziani, questa terra viene vissuta come luogo di valenza politica per il controllo della via navigabile lungo il grande fiume ma anche come luogo di diletto, dove si potevano cacciare animali selvatici, pescare pesci d’acqua salmastra e praticare quelle attività, che oggi definiamo, connesse al “tempo libero”.
Nelle giovani terre che iniziavano ad emergere tra i rami della foce del Po, i veneziani diedero avvio ad un’importante opera di bonifica, decidendo ben presto di costruire qui le proprie dimore di valle, elette all’attività della caccia e della pesca e del lieto “oziare”.
Di questa antica storia restano oggi reminiscenze nei toponimi – ad esempio Ca’ Venier, Ca’ Tiepolo, Ca’ Morosini, Ca’ Zulian, ecc. – che caratterizzano l’intero Delta del Po, richiamando i cognomi dei nobili veneziani che, oltre a “disegnare” una proprietà territoriale, conferirono ad essa il proprio nome. In questi luoghi permangono ancor oggi antiche dimore, purtroppo spesso in avanzato stato di degrado. Ma se i segni del tempo non lasciano tregua, la mente vaga tra i ricordi degli antichi e ostentati splendori della Signora dei mari.
Tra le altre interessanti costruzioni del passato, nell’area meridionale di Loreo troviamo una proprietà della famiglia Amidei, la cui storia è strettamente connessa al periodo d’oro della Serenissima. A ridosso del gomito del canale Naviglio – oltre la cui sponda, si erge ancora l’antica proprietà detta dei Papadopoli, col grande stemma del casato, ormai ricoperto da una lussureggiante edera – sorge Villa Anconetta: un ragguardevole edificio caratterizzato da un corpo centrale con faccia timpanata e da due ali speculari.
Va detto che il nome “Anconetta” prende spunto da un toponimo che si trova in molte carte topografiche del XVI-XVII, il cui significato richiama la forma a meandro o a “gomito” di un corso fluviale. Ma il nome della località è rilevabile anche da documenti storici nei quali si legge che il nobile Alvise Cornaro fece costruire una “stantia comoda alla caccia” in quell’Anconetta del dogado di Loreo.
“Con buone probabilità – racconta Bartolomeo Amidei – qui si trovava quel sito, dove Alvise Cornaro commissionò al famoso architetto veronese Giovanni Maria Falconetto (precursore di Andrea Palladio) la sua dimora di caccia”.
La costruzione risale alla prima metà del XVI sec. ed è arrivata ad oggi superando momenti storici anche critici, col passaggio dalla Serenissima al dominio napoleonico, a quello austriaco, resistendo più volte alle esondazioni del Po e dell’Adige fino al ‘900 quando il fabbricato si è prestato al servizio di funzioni legate al circostante mondo rurale.
Dopo una sapiente opera di restauro, Villa Anconetta si presenta oggi come un edificio ricco di ogni confort, atto ad accogliere turisti esigenti ed amanti della natura. Nel complesso possiamo asserire che questa dimora ha ritrovato il suo splendore e, per certi tratti, la sua funzione originale: quella di ospitare persone che amano ritrovare qui un particolare contatto con il mondo circostante, caratterizzato dalla tranquillità che solo l’ambiente rurale e fluviale sa offrire.
Villa Anconetta evidenzia i caratteri costruttivi veneziani. Al suo interno troviamo il terrazzo alla veneziana, le balaustre che ci accompagnano a bordo delle grandi scale che ci conducono nel nobile salone passante del primo piano, oltre alla vista delle antiche capriate lignee che magistralmente sorreggono il tetto.
L’arredamento in stile, con tocchi di modernità, rende affascinante ed invitante la permanenza in questo luogo dove si possono organizzare anche eventi di spettacolo… giusto per avvicinarsi a quel mondo dell’antico sfarzo veneziano dove, un tempo, il nobile Cornaro amava anche intrattenersi per inscenare rappresentazioni teatrali con il celebre e inseparabile amico commediografo Angelo Beolco detto il Ruzante o Ruzzante (1496-1542).
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Come citare questo articolo
Roberta Marcolongo. “Villa Anconetta a Loreo”. Ventaglio Novanta, n. 57, 2018. https://ventaglionovanta.it/archivio/villa-anconetta-a-loreo/