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POESIA

Scintillìo di lampare

Poesie di Nuccia Venuto

di Nuccia Venuto

Ventaglio Novanta n. 57 2018 pp. 129–132

NEL FLUIRE ININTERROTTO

Fluisce ininterrotto ogni tempo tra lanterne tremolanti, frammenti afoni d’aedico canto. Abbagli d’Universo ansiosi di svelare il crittografico dialogo tra creato e Creatore. Cristalli solitari di fede rifrangono nuovi soli, lune dal pallido tremore riflettono terre gravide d’ incerta speranza.

Singulti di passato spumeggiano onde mai placate che aggrediscono scogli testardi. Non s’arresta il fluire del tempo né vincitori, né vinti mentre s’intuiscono nuovi Mondi.

Soli gemelli, vaporosi di tramonto manterranno la promessa d’orizzonti più luminosi?

Lune non più fatate, sapranno orchestrare nuovo mare?

Terre inesperte d’umane pulsioni saranno accoglienti rifugi e generose nutrici?

Si svelano universi avvolti d’infinito silenzio e già s’involano canti di nuovi poeti, nel fluire ininterrotto d’ogni tempo.

SPERANDO IN TRACCE DI DIVINO

Si celano e si congiungono cielo e mare ancestrali amanti nella speziata oscurità della notte.

Stelle degeneri, illuse d’esistere nell’ingannevole scintillìo di lampare tra reti senza gioia rigonfie di silenzi

E mai s’addorme il mare negli inesplorati misteri abissali, arcani inquieti di vivere e morire

Abbagli prepotenti d’Universo ridestano eolico riaffiorar di scogli sorridenti candide mura tra chete onde d’inchiostro, sulfurei, rudi presagi e sete palpitanti bouganvillea

Dissolvono assonanti bisbiglii echi remote d’arcaici incantamenti mentre l’orizzonte riappare arrossendo nuovo sole nel pudore d’un ultimo bacio, a dividere cielo e mare

Trasvolano solitudini le più ardite, oltre universali limiti, agognano cieli e mari e suoli mai violati respiri mai respirati parole mai parlate con la serena purezza d’innocente osare con il senile affanno di chi non sa tornare

Sperando in tracce di divino

NOTTE MAGIÀRA

Che notte strana, è buio totale, chissà dove finisce il cielo chissà dove comincia il mare

Né luna, né stelle, in quest’attimo di nullità totale s’abbracciano, in eolico arco, sette vulcaniche isole, sorelle.

Brividi di mare… fruscii di risacca, risvegli di vento vibrazioni odorose d’arenile…. Barlumi d’antico sapere.

Riesplode, in questa notte danzante fantasmi d’emozioni, l’antico sussurro di leggenda delle donne “Magiàre”

Nate da magia universale, se ne volavano, tra eolici scogli e mare, al richiamo di smaniose lune, per danzare la bellezza, libera e selvaggia, delle loro isole e del loro indomito cuore…

Eleganti palmizi imponenti, che forse carezzano il cielo testimoni silenziosi del tempo, sospirano fragranze di sale tra fantasmi di donne volanti con occhi brillanti ossidiana.

Dormono inquiete le Eolie, al sognante riapparir delle Magiàre; finché d’un tratto, dal nulla assoluto, s’accende una tremula lampara.

AMO IL VENTO D’ESTATE

Amo il vento d’estate, che forte e possente riaffiora ricordi di candidi lini svolazzanti che s’inebriano di sole

Lo risento concertare tra strette, isolane viuzze abbagliate da case imbiancate che sorridono al mare

Cavalcano flutti arroganti, vele mai dome e frementi vele orgogliose, nate a sfida dei venti

Amo il vento d’estate che arruffa i capelli alza impudico le vesti addolcisce e lenisce pelli inaridite e bollenti

Ancora allargo le braccia lo vorrei, fanciulla, afferrare ancora spalanco la bocca per poterlo, golosa, addentare

La magica, eolica otre ancora mi affanno a cercare per rubarlo, celarlo, trattenerlo, poterlo possedere.

VERSO UN NUOVO ASSETTO

Piedi tatuati di sfalci di prato tra zolle indurite di passato che non germogliano seme. Papille che salivano ricordi di rugiada, racchiusa in delicati petali di rosa. E’ questa la terra promessa che pascolava il futuro? Ombre di luna in sogni avviluppati di crepuscolo, s’infrangono, cocci di stelle illuse, contro scogli impietosi. Prosegue il cammino faticoso, nella solitudine di moltitudini, senza più storia, calzate di presagio. Avanza inquieto un nuovo assetto cosmico sospinto dal vento imperioso del divenire.

LE MATEMATICHE DELL’AMORE

Amore, amore, amore Amore matematico che sommi, sottrai, totalizzi, moltiplichi, dividi, applichi percentuali, proponi imponibili, sciorini frazioni.

Amore che t’arrovelli in incognite costanti equazioni, numeri primi, amore che non ami le costanti.

Amore dalle geometriche forme perfettissimo cerchio o triangolo d’amore, non conforme Amore, pitagorico teorema, Amore peso lordo, dalla pesante tara. Amore azzeccato e semplice Amore irrimediabilmente errato.

Con le tue matematiche ci elevi all’ennesima potenza per ricondurci, immancabile, alla più elementare e nuova incognita di partenza.

Utilizzo dei contenuti

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Come citare questo articolo

Nuccia Venuto. “Scintillìo di lampare”. Ventaglio Novanta, n. 57, 2018. https://ventaglionovanta.it/archivio/scintillio-di-lampare/

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