E’ rinato, con entusiasmo, il Comitato provinciale polesano per la Storia del Risorgimento, dopo un periodo di inerzia e di scioglimento registrato alla fine degli anni novanta del novecento. L’azione riformatrice ed energica del commissario straordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Francesco Paolo Tronca, nominato dalla sede centrale di Roma in tale ruolo sul finire del 2017, ha posto le basi per una rivitalizzazione dei comitati provinciali.
Di qui la ricostituzione anche di quello polesano, forte di una quarantina di adesioni – il maggior numero in Italia – con sede presso il piccolo ma ambizioso Museo Risorgimento Polesano di Lendinara, e costituito da storici, ricercatori, cultori di storia patria, che certo non mancano perfino nelle più remote lande del nostro Polesine.
Molto fitta si presenta la programmazione di eventi e di progetti che spaziano dall’organizzazione di convegni e tavole rotonde, mostre e quant’altro utile alla valorizzazione e alla conoscenza della nostra storia, con un occhio di riguardo al mondo della Scuola. Si stanno mettendo a punto momenti di approfondimento e di dibattito intorno a personaggi, fatti, luoghi del Risorgimento in Polesine o con protagonisti polesani, e tra questi un momento importante sarà in autunno il convegno a Fratta Polesine, promosso da quel Comune, per il bicentenario della scoperta della prima cospirazione carbonica nell’alta Italia, in quella villa Molin, oggi Avezzù, dove ebbe luogo il celebre e “dannato” banchetto dell’11 novembre 1818, che portò poco dopo all’arresto di tanti carbonari non solo polesani.
Ma già in aprile si è tenuto il primo importante evento del 2018, legato in qualche modo ad un altro degli aspetti a lungo trascurati nella terra tra i due grandi fiumi, il turismo, che purtroppo ha metodicamente trascurato luoghi, monumenti e aspetti storici che pur costellano il nostro territorio, grazie alla presenza tra il 1848 e il 1866 di migliaia di volontari, garibaldini, cacciatori della Alpi, ma anche di un forte dibattito politico.
Venerdì 23 marzo presso il Museo del Risorgimento di Lendinara, alla presenza dell’ambasciatore Gabriele Checchia, delegato del Commissario Tronca, si è tenuta la prima presentazione al pubblico di Itinerari 1866 – Luoghi eventi e protagonisti del Risorgimento nelle province di Belluno, Padova, Rovigo, Venezia, Vicenza e Treviso, una collana di quattro inedite e preziose guide storico-turistiche ideate dall’Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea in occasione del centocinquantesimo anniversario dell’unione del Veneto al Regno d’Italia, quel momento che prese avvio proprio in Polesine il 10 luglio 1866 con la liberazione di Rovigo, il primo capoluogo di provincia abbandonato dagli austriaci in ritirata.
Si è trattato di un vero e proprio evento editoriale per una regione, la nostra, che pareva aver rimosso tanta parte della propria identità e della propria storia in nome di una propaganda tutta tesa a esaltare l’antica Repubblica veneta, presa antistoricamente a emblema dell’autonomia nazionale contro la soggezione “straniera”, ma dimentica del ruolo dei tanti – spesso giovanissimi – protagonisti VENETI delle battaglie risorgimentali, e dimentica che quei volontari tali erano e non coscritti, uomini – e con loro tante donne – pronti a morire per una patria di cui spesso non sapevano neppure scrivere il nome sulla carta, ma che portarono in punta di baionetta dai campi di battaglia di Vicenza a quelli di Treviso, da Venezia a Roma, da Mentana all’Aspromonte.
Scorrendo le pagine degli Itinerari, dense di nomi, di immagini, di eventi, si riscopre un mondo dimenticato, si riscoprono piccoli e grandi eventi, un puzzle fatto di tessere minute quanto preziose che è sotto gli occhi di tutti spesso, sui muri delle case, nei ruderi delle campagne, nelle memorie familiari. E si riscoprono figure femminili, quelle che la storiografia spesso e volentieri dimentica in nome di una storia declinata esclusivamente al maschile, ma che ebbero un ruolo spesso fondamentale per la formazione della Nazione. Come quelle centinaia di donne lendinaresi che il giorno del plebiscito, il 22 ottobre 1866, scrissero a Sua Maestà il Re d’Italia, chiedendogli giustizia, rivendicando il diritto di voto che avevano perduto con l’annessione e dichiarando con inaudito coraggio che tutte avevano votato ugualmente, pur conscie che il loro voto sarebbe stato gettato alle ortiche.
Ma non solo gli Itinerari figuravano sui tavoli ai bordi del salone d’onore del Palazzo Boldrin, poiché vi erano decine di volumi dedicati negli ultimi 20 anni in Polesine al nostro Risorgimento, segno di una vitalità e di una continuità di ricerca che non si è mai interrotta da una parte all’altra della nostra provincia. Tra questi spiccava un altro lavoro edito nel 2017, il bel volume pubblicato dall’Associazione polesana della Stampa dal titolo X luglio 1866 l’Italia chiamò – Rovigo e il Veneto nel Regno d’Italia, curato da Maurizio Romanato e con saggi e immagini di notevole interesse storico e documentario.
L’11 maggio, con il patrocinio del Comitato polesano, la Fondazione Scolastica Carlo Bocchi ha presentato, per i tipi dell’Apogeo, 1866 Adria e il Polesine nel 150° anniversario del Veneto italiano, atti di un importante convegno tenutosi ad Adria il 7 dicembre 2016, denso di saggi, una dozzina, che spaziano dal Risorgimento adriese (e da uno dei suoi grandi protagonisti, don Costante Businaro, straordinaria figura di parroco e patriota, cui Paolo Bononi nel 2015 ha dedicato un’importante monografia) al contesto storico in cui si dipana la lotta risorgimentale e subito dopo la lotta politica postunitaria ad Adria e in Polesine.
E ancora un’altra iniziativa di grande interesse del Comitato di Rovigo martedì 22 maggio a Lendinara con una tavola rotonda dal titolo “ I Musei del Risorgimento nel secolo XXI”, presieduta dallo stesso Commissario straordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Tronca, il primo di una serie di occasioni in cui confrontarsi sulle prospettive dei nostri Musei oggi, sul loro rapporto con il mondo scolastico, con quello del collezionismo, con il turismo e i media.
Al tavolo delegati di Comitati e Musei del Risorgimento veneti ed emiliano-romagnoli rappresentativi delle rispettive realtà, alcune talora statiche, altre attivissime, un’occasione unica per scambiare anche col pubblico idee e progetti per un rilancio su scala nazionale e locale. Al tavolo si sono avvicendati oltre allo scrivente delegati e rappresentanti dei Comitati di Ferrara, Venezia e Padova, responsabili di Musei, da quello di Ravenna, a quello padovano, dalla straordinaria realtà del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza alla piccola ma prestigiosa e in crescita realtà di Lendinara.
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Come citare questo articolo
Luigi Contegiacomo. “Il Risorgimento negli anni duemila”. Ventaglio Novanta, n. 57, 2018. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-risorgimento-negli-anni-duemila/