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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Il benefico miele

A colloquio col prof. Franco Pellegrini, medico apicoltore. Le virtù terapeutiche del primo dolcificante utilizzato dall’umanità

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 57 2018 pp. 166–168

La crescente attenzione verso gli alimenti sani e privi di manipolazioni ha riacceso l’interesse verso quello che fin dai tempi della preistoria, per millenni, si è caratterizzato come il dolcificante naturale per eccellenza: il miele. Da sempre si è anche sostenuto che il pregiato prodotto delle api non ha solo proprietà dolcificanti, ma altresì terapeutiche e tonificanti per l’organismo. E’ così?

Per saperne di più ci incontriamo col prof. Franco Pellegrini, specializzato in varie discipline mediche, in primis in chirurgia, continuatore dell’attività del padre, fondatore della Casa di Cura di Santa Maria Maddalena di Occhiobello. Oltre che come stimato medico, il professore è conosciuto come appassionato apicoltore.

Prima di entrare in argomento assolviamo a questa curiosità.

Prof. Pellegrini, come è nata in lei la passione per l’apicoltura e da quando la coltiva?

“Il tutto iniziò dal rinvenimento di uno sciame d’api entrato nella casa di mio suocero Luigi Occari, a Stienta nell’autunno del 1980. In una stanza, posta sul lato Nord della sua casa, nello spazio compreso fra lo scuro in legno ed il vetro di una finestra, provvista di inferriata, si era inserito un grosso sciame di api. Certamente era lì da quasi un mese: lo si intuiva perché le api avevano già costruito un nido con lunghi favi naturali. Era impossibile rimuoverlo, dato il periodo e la maturazione dei favi. Inoltre l’inferriata era stata quasi completamente inglobata nella realizzazione del nido. Sarebbe stato un delitto distruggere il tutto con fumo ed insetticidi, come in genere fanno i Pompieri quando vengono chiamati in queste circostanze.

Attesi così che la famiglia sciamasse in primavera. In questi casi l’ape regina esce dal nido con i due terzi della popolazione e altrettanto miele fagocitato dalle singole api a modo di viatico. Per lungo tempo aspettai questo evento, controllando spesso il sottostante vigneto, finché una mattina ai primi di Marzo l’atteso sciame uscì dalla finestra e si adagiò su di una vite. La mia cattura dello sciame e il successivo inserimento in un’arnia appositamente acquistata fu rapida. Nacquero così la mia prima arnia ed un apicoltore apprendista.”

Una storia davvero interessante. Passiamo ora al miele. E’ fondata l’opinione che il miele, oltre a proprietà dolcificanti ne possieda anche di curative? Insomma è un prodotto alleato con la salute dell’uomo?

“Il miele è stato il primo dolcificante per l’umanità, prima che venisse scoperta la canna da zucchero (8° secolo) e poi la barbabietola da zucchero (seconda metà del 1700). Non fu però usato solo come dolcificante ma anche come disinfettante ed antisettico fin dall’antichità. Le ferite degli eroi combattenti nella guerra di Troia narrati nell’Eneide, venivano curate col miele.

Da tempo in Russia il miele rientra nella farmacopea ufficiale come rimedio di Erisipela e lesioni cutanee in generale. Le nostre nonne usavano il miele per il “bruciaculo” dei bambini. Nelle lesioni infiammatorie della gola e del cavo orale si usa il miele rosato.

E’ poi risaputo che, a differenza di tanti sofisticati antibiotici che si sono dimostrati inefficaci contro i super-germi antibiotico-resistenti, il miele è in grado di guarire molte ferite infette. Grandi risultati si sono ottenuti, nella cura delle orrende ulcere da decubito che colpiscono i malati da lungo allettati, con il miele e con risultati a volte superiori a quelli ottenuti con antibiotici.

Il miele ha la proprietà di uccidere i batteri con la disidratazione (mediante un processo osmotico, potremmo dire essiccandoli). Anche l’ulcera gastro-duodenale, causata da un batterio: Hellicobacter pilory, è stata curata con successo oltre che con antibiotico, con il miele.

Di recente, proveniente dalla Nuova Zelanda, è in commercio in Italia il miele di Manuca, che eccelle di gran lunga, rispetto ai mieli comuni, nella efficace lotta contro le infezioni, colpendo tutti i batteri compresi quelli antibiotico-resistenti. E ancora: per combattere funghi e virus si ottiene un effetto potenziato mescolando il miele alla propoli. Così si guariscono oggi le faringo-tonsilliti al loro primo insorgere.

C’è qualche controindicazione all’assunzione del miele? Può ad esempio alterare la glicemia?

“Ovviamente il miele può aumentare la glicemia se assunto in dosi improprie. Ma è certamente meno pericoloso dello zucchero nel Diabete, essendo più dolcificante dello zucchero e quindi dovendone assumere in minor quantità. Si sa che l’assorbimento delle calorie dal miele è minore.

Il miele è composto soprattutto da due zuccheri semplici facilmente assimilabili: il glucosio e il fruttosio; ma contiene anche altre importanti sostanze quali acqua, polline e minerali come magnesio e potassio. Inoltre gli enzimi contenuti nel miele, trasmessi dallo stomaco delle api, lo rendono più digeribile. Da non dimenticare il suo contenuto in anti-ossidanti e vitamine, non presenti nello zucchero (saccarosio). Dobbiamo ricordare però che il miele è sconsigliato per i bambini fino ad un anno di vita per evitare il rischio di contrarre il Botulismo.

Tra gli organi del nostro corpo che riceverebbero benefici dall’assunzione quotidiana di una dose pur modesta di miele lei ha recentemente accennato al cuore. Ci vuole chiarire meglio questa correlazione?

“Recentemente ho scritto un articolo sulla rivista Gli amici del cuore, dove affermavo che il miele contiene, in piccole dosi, una sostanza benefica per il nostro organismo: l’acido acetil-salicilico (il componente dell’Aspirina). Questa sostanza ha un’azione analgesica, antiinfiammatoria e antitrombotica. L’Aspirina, infatti, assunta in piccole dosi, evita l’aggregazione delle piastrine, fluidifica il sangue e protegge dall’infarto miocardico.

Come per tutti i farmaci, il dosaggio è molto importante nel contribuire alla guarigione, secondo l’antico adagio: corpora non agunt nisi soluta. A volte le piccole dosi di un farmaco sono curative mentre le grandi sono tossiche o addirittura velenose (vedi Arsenico). Lo stesso si può dire per l’Aspirina, che in piccole dosi ha un’azione benefica anti-trombotica, mentre a forti dosi può causare gravi emorragie.”

Per finire uno sguardo rivolto al nostro territorio. Come giudica la qualità del miele prodotto in Polesine? Esiste un rapporto di collaborazione tra i vari apicoltori polesani? Vengono organizzate delle iniziative promozionali?

“Anche nel Polesine come in altri territori del Veneto esistono Centri in cui si svolgono Corsi di insegnamento e di incontro tra gli apicoltori. E’ bello vedere quanti giovani frequentano questi percorsi di studio e di pratica apistica. Circa la quantità di miele prodotto in Polesine e nel Veneto dovrei rivolgermi alle varie associazioni di apicoltura per avere informazioni fedeli.

Purtroppo la quantità di miele prodotto dagli apicoltori italiani non è sufficiente per le richieste del nostro mercato e pertanto si importa miele extracomunitario che può contenere antibiotici, batteri della peste delle api o altri batteri patogeni, o sono vecchi o surriscaldati o addirittura costruiti artificialmente con zuccheri vari. Questi mieli non posseggono i caratteristici enzimi e sono privi dei benefici elementi minerali.”

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Il benefico miele”. Ventaglio Novanta, n. 57, 2018. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-benefico-miele/

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