Pubblicità

AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Due Spade e l’Adigetto

Lungo l’amena passeggiata di Riviera Adigetto, una sosta nello storico ristorante lendinarese connotato da un doppio colonnato neoclassico

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 59 2019 pp. 44–47

Tra le più belle passeggiate offerte dalle cittadine del Polesine, sicuramente quella di Riviera Adigetto (Riviera Mazzini) di Lendinara rappresenta un unicum di grande gradimento e suggestione.

Lungo la riva sinistra dello storico corso d’acqua si snoda infatti un ampio ed elegante tracciato ciclopedonale, da pochi anni rivestito in trachite. Dal corso d’acqua è diviso da un filare di alberi alternati ad una bassa siepe e a panchine per la sosta, mentre dall’altra parte è delimitato da uno spazio erboso, sul quale si ergono alcune belle piante, tra cui una magnifica magnolia che ombreggia l’importante strada dedicata al poeta e diplomatico Giovan Battista Conti (1741-1820). Via questa che a sua volta è fiancheggiata da edifici storici, primo tra tutti il cinquecentesco palazzo Malmignati – Conti – Boldrin, che accoglie la cittadella della cultura.

La vista di chi percorre questo itinerario, partendo da ponente (nei pressi del ponte della Stazione) è davvero appagante, perché lo sguardo si protende anche oltre l’Adigetto, sulla destra dell’antico fiume-canale, dove si ergono alcune architetture di sicuro rilievo: in particolare l’elegante settecentesco palazzo Malmignati e la splendida chiesa di San Biagio caratterizzata da un pronao ispirato agli stilemi del Palladio. E lungo il tragitto – che porta verso la centrale piazza Risorgimento – non può lasciare indifferente il monumento dedicato al grande intarsiatore rinascimentale Lorenzo Canozi, su cui spicca una targa marmorea con la dedica che Giosuè Carducci volle dedicare all’illustre artista lendinarese.

Da qui procediamo lungo la Riviera, consapevoli che più avanti raggiungeremo una bella piazzetta – una sorta di campiello veneziano – aperta sull’Adigetto, connotata dal monumento dedicato all’economista Giuseppe Marchiori e delimitata dalla ottocentesca elegante facciata del Teatro Ballarin.

Ma, prima di raggiungere questo punto panoramico, ecco che, lungo la passeggiata – là dove questa si restringe fiancheggiata da civili ma modeste abitazioni – il nostro interesse si concentra su un palazzetto dalle dimensioni contenute ma davvero unico perché caratterizzato da un duplice bianco colonnato di ispirazione neoclassica. L’edificio è inoltre reso gradevole per la presenza di un accogliente salottino esterno: un “dehor” che sembra chiaro invito a fare ad una sosta.

Si tratta dello storico Albergo Due Spade – oggi Ristorante Due Spade – riportato alla godibilità dopo un importante intervento di restauro avviato negli anni novanta e concluso agli albori del nuovo secolo. Un bene che da tempo sembrava aver smarrito la sua anima e giaceva in stato di abbandono. E’ ritornato a nuova vita grazie ad un pull di imprenditori, mossi non tanto da motivazioni economiche, quanto dal desiderio di salvare un “pezzo” caratteristico della nobile città che si stava perdendo. La curiosità si accende: raggiungiamo pertanto l’entrata del ristorante che si apre su via G.B. Conti.

All’ingresso troviamo il sig. Gianni Raimondi, uno degli imprenditori che dalla fine dagli anni ottanta hanno iniziato a pensare al “dono” da fare alla città: ovvero investire denaro per un non semplice recupero del bene ormai in disfacimento.

“Eravamo in dieci – ci dice Raimondi – siamo rimasti in 7 (i più tenaci), nella consapevolezza che l’impegno finanziario necessario non sarebbe mai stato ripagato. Abbiamo sentito una specie di imperativo categorico: salvare un bene storico, legato alla memoria della nostra infanzia, nonché a quella dei nostri genitori e nonni, che qui hanno celebrato gli appuntamenti più significativi della vita: matrimoni, cresime, anniversari importanti e così via.”

“Alla tavola delle Due Spade – continua Raimondi – si sono spesso seduti, allegramente, componenti di varie compagnie lendinaresi che in passato hanno animato la città con iniziative culturali o di intrattenimento. Insomma il ristorante ha rappresentato per moltissimi anni un importante punto di riferimento e di accoglienza. Qui hanno apprezzato la cucina della tradizione molti attori che hanno calcato le scene del Ballarin, qui sono nate idee di animazione culturale per la città.”

Dalle parole di Raimondi comprendiamo chiaramente la motivazione, nobilissima, che sta alla base dell’intervento di salvaguardia di un bene che, oltre ad un valore storico, ne ha uno simbolico per la città di Lendinara. E, se desideriamo trovare un lacerto storico nell’immobile riportato a nuova vita, anche questo è presente. Infatti al piano superiore, nel corso dei lavori, ha fatto la sua apparizione un bassorilievo rappresentante uno scudo seicentesco che un tempo racchiudeva un breve testo oggi divenuto illeggibile.

Ma la nostra visita inizia ovviamente dal piano terra ove, oltre ad una linda ed attrezzatissima cucina, si trova una sala del ristorante che si apre sulla destra dell’entrata, mentre sul lato opposto che dà sull’Adigetto si trova una saletta veramente esclusiva, dove campeggia un grande tavolo rotondo per piccole raffinate compagnie che vogliono anche godere dell’immagine della bella chiesa di San Biagio oltre l’Adigetto. All’esterno del ristorante poi si apre il già citato dehor molto apprezzato nella bella stagione.

Le sale al piano superiore sono ampie e curate, permettendo di accogliere fino ad una settantina di commensali. E qui la vista sull’Adigetto risulta particolarmente appagante. Ma ovviamente al ristorante si va soprattutto per degustare piatti curati. Ed attualmente il Due Spade si è specializzato nel proporre raffinati menù di pesce, sotto la direzione dello chef Floriano.

Un ristorante sicuramente di primo piano, una importante realizzazione per la “nobile” Lendinara. Città che negli ultimi anni vede fiorire molteplici iniziative, con l’obiettivo di recuperare lo spirito di una tradizione gloriosa, per cui fu insignita dell’appellativo di “Atene del Polesine”.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Due Spade e l’Adigetto”. Ventaglio Novanta, n. 59, 2019. https://ventaglionovanta.it/archivio/due-spade-e-ladigetto/

Pubblicità