In un mondo sempre più distante dalle fenomenologie della cultura tradizionale, un’Artista si riappropria di alcune di quelle forme adattandole alle aspettative dell’oggi, in una “provocazione-non provocazione” che mira a cogliere alcune sfaccettature caratterizzanti un tempo i cosiddetti Luoghi dell’Altrove (secondo una felice definizione ripresa dallo studioso Tommaso Zag hini) per proiettarli nel futuro attraverso installazioni artistiche di alta valenza, inusuali e anche per questo dense di motivi di attenzione.
Il messaggio che Naby lancia con i suoi cavalli si presta efficacemente a considerazioni che ne scandiscono opportunità, origini e trasformazioni. I cavalli delle giostre richiamano alla memoria antichi giochi rituali, pienamente inseriti in un complesso di giochi iniziatici altrettanto arcaici.
La giostra a cavalli galoppanti, inoltre, riflette le sue più profonde provenienze, insite nei medievali tornei cavallereschi, innegabili prove di forza, di abilità e di coraggio. Da non dimenticare inoltre che, ancor prima che divenissero gioco-divertimento infantile, le giostre erano attrazioni per adulti, antropologicamente riconducibili a remoti riti di fertilità.
Naby, tuttavia, non si limita a scegliere artisticamente i cavalli ma, in forma simbolica, li rende “liberi” dai rigidi meccanismi delle giostre e li proietta lontani miglia e miglia dalle tradizionali fiere di borghi e paesi, in una dimensione che – paradossalmente, ma in maniera consapevole – si ritrasforma in moderni Luoghi dell’Altrove, offrendoli all’ammirazione e alla disponibilità degli appassionati d’arte del terzo millennio, un millenario ludus allegorico, quindi, che si muta e che si prospetta consono alle modalità comportamentali dei nostri giorni.
La lucida opzione artistica di Naby si indirizza pure al mimetismo dei suoi cavalli, a dimostrazione che il “desiderio” di libertà di queste equestri attrazioni (peraltro progettate in collaborazione con aziende del settore) si estende alla volontà di renderli il più possibile anonimi e in simbiosi con la natura che li circonda.
L’Artista cede il passo anche a metaforiche visioni oniriche, che testimoniano il suo desiderio di modernità e di futuro, scevro tuttavia da tecnicismi obsoleti o fini a se stessi. Il suo illuminato processo evolutivo ha reso inoltre possibile l’instaurazione di un rapporto culturale con una struttura museale ideata per lo studio e la documentazione dei secolari processi storici che hanno condotto ai moderni sistemi di attrazione spettacolare.
In altri termini, Naby si erge a paladina di una nuova cultura del “gioco”.
In quest’ottica antropologica bene si colloca, quindi, il patrocinio scientifico concesso alle installazioni dal Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare, ubicato nella polesana Bergantino, ancora oggi luogo di viaggiatori e di costruttori di sogni.”
Questa la lucida descrizione vergata dal Curatore, l’Etnoantropologo Prof. Gian Paolo Borghi, per raccontare l’installazione creata dall’Artista Naby Byron nel ventennale dalla nascita del Museo della Giostra di Bergantino.
L’evento si terrà negli ambienti esterni ed interni all’Hilton Molino Stucky in Venezia dall’11 maggio 2019 al 24 novembre 2019.
Tante le collaborazioni di rilievo che l’artista ha voluto per questo evento, tra le quali spicca quella con il Leader del gruppo musicale Subsonica, Massimiliano “Max” Casacci, ideatore della straniante componente musicale che accompagna l’esposizione dei policromi cavallini da giostra liberati, anch’essi “made in Bergantino”.
Durante i quasi sette mesi di esposizione si alterneranno convegni tematici ed happening. La mostra si giova dei patrocini di MIBAC, Regione Veneto, Comune di Venezia, Museo della Giostra di Bergantino, MAF (Museo del Mondo Agricolo Ferrarese) e Gruppo Hilton. Collabora alla installazione il Collettivo U.F.-o Ultimi Futuristi.
L’ingresso è libero e la parte di installazione interna all’Hotel seguirà gli orari dello stesso. Nello stesso periodo Venezia sarà invasa dalla Biennale Arte… sicuramente l’opera di Naby non passerà inosservata!
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Enrico Bittoto, Gian Paolo Borghi. “Naby e il Museo della Giostra”. Ventaglio Novanta, n. 59, 2019. https://ventaglionovanta.it/archivio/naby-e-il-museo-della-giostra/