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PERSONAGGI ILLUSTRI

Paola Dria (1909-1993)

L’attrice rodigina raggiunse un’ampia fama interpretando ruoli di primo piano, in circa 50 film, accanto a grandi attori dell’epoca

di Renato Scarpi

Ventaglio Novanta n. 61 2020 pp. 94–96

Talento artistico cinematografico, stella del cinema italiano della prima parte del secolo XX, Paola Dria, sembra a tutt’oggi essere scomparsa dalla memoria degli italiani e, soprattutto, da quella città che l’ha vista nascere e crescere in adolescenza, per poi seguirne, attraverso le sale cinematografiche nazionali, meritato successo e fama.

Paola Dria, nome d’arte, il suo vero nome è Pietra Giovanna Matilde Adele Pitteo, nasce a Rovigo il 21 novembre 1909. Venne battezzata nel duomo della città polesana dal vescovo Tommaso Pio Boggiani (1863-1942) il 26 marzo 1910. Sin da piccola veniva chiamata dagli amici Etra. Suo padre Arturo Pitteo, (1877-1932) proprietario di un negozio di armi da caccia e sua madre Ione Volebele, bellissima padovana (1888-1991) proprietaria del Caffè Borsa, in Piazza Garibaldi, entrambi in Rovigo,1 vollero avviarla fin da bambina, aveva solo tre anni, all’arte della danza, ed in seguito a studiare violino e pianoforte.2

Dopo aver frequentato l’Istituto Tecnico e, visto il forte interesse che la ragazza aveva per le discipline artistiche, seguì un corso di recitazione. La scelta di sviluppare questa nuova esperienza, ricadde nella ben nota compagnia di Carlo Lombardo, che negli anni 20 del novecento, diede impulso alla formazione di un teatro leggero di prosa, ancora carente nel territorio nazionale.

Raggiunta una adeguata preparazione nel campo della recitazione e, dotata di straordinaria bellezza3, si prospettava per Paola un agevole futuro artistico. Fu così che nel 1926, ebbe inizio un lungo viaggio entro bobine di celluloide, quando per la prima volta, fu Invitata alla lavorazione del film Kolossal, Gli ultimi giorni di Pompei, diretto da Carmine Gallone e Amleto Palermi, con una piccola partecipazione nella veste di Neda.

A lanciarla nel mondo cinematografico, fu Alessandro Blasetti che, nel 1929, la chiamò ad interpretare il film muto Sole. Film, che Alberto Cecchi definì “…rinascimento del cinema italiano…”. La Dria, nella parte di Giovanna, figlia di Marco (Vasco Creti) con a fianco, Vittorio Vaser e Marcello Spada, ripercorre, nella finzione cinematografica, i momenti tragici della rivolta dei residenti, contro chi proponeva la bonifica dei terreni paludosi. Il film è in linea con la politica ruralista fascista e, mette in risalto il conflitto tra la civiltà, (progresso), e i contadini residenti costretti ad abbandonare le loro terre, (regresso).

Dopo avere interpretato alcuni film, in ruoli di secondo piano tra i quali un documentario: Ninna nanna delle dodici mamme, di Mario Almirante del 1930, fu chiamata, accanto a Elio Stainer, sempre nel 1930, nel film “La canzone dell’amore”. Tratto dalle novelle di un anno “In Silenzio” di Pirandello, fu il primo film sonoro italiano, con parole, musica e rumori, presentato sugli schermi nazionali.4 A dirigere il cast degli attori, fu Gennaro Righelli, valente regista, che già da oltre venti anni era sulla breccia, e assieme al produttore Stefano Pittaluga scelse la talentuosa Paola Dria, quale attrice protagonista, destinandone il ruolo di Lucia. Dal Giornale d’Italia del 9.10.1930, a firma di E. Giovanetti si legge: “…gli attori sono tutti bravi. Dria Paola ha veramente superato la prova del fuoco…”. La prima del film fu data in ottobre 1930 al Supercinema a Roma, città che visse con ansia gioiosa il debutto in Italia del cinema sonoro. La pellicola ebbe un grosso successo commerciale.

Nel 1931 Paola Dria, lavora in “Vele ammainate”, l’unico film sonoro di Anton Giulio Bragaglia, in “Medico per forza”, di Carlo Campogalliani, in “La stella del cinema” di Mario Almirante, in “Cortile” di Carlo Campogalliani, in “L’uomo dell’artiglio”. Un lutto in famiglia la colpisce, nel 1932 muore il padre. Madre e figlia si sentono costrette a trasferirsi a Roma, dove Paola continua la sua ormai avviata carriera. Sempre nel 1932 accanto a Elio Steiner, interpreta Maria di Tor Delfina nel film di Guido Brignone, “Pergolesi”.

Nel 1933, la Pitteo, ormai nota con il nome d’arte Paola Dria, interpreta nel ruolo di Fanny, il film drammatico “Fanny”, di Mario Almirante, per cui tuttora è ricordata.5 “E’ la timida diva di uno star system femminile un po’ disordinato e provinciale che, pur rinnegando Hollywood, si ispira a quel modello. Lei è la Mary Pickford italiana, la fidanzatina che ogni bravo ragazzo sogna di sposare” (Massimo Veronese).

Nel 1934 interpreta accanto a una giovanissima Anna Magnani, che le fa da spalla, la figura di Beatrice di Rionero nel Film “La cieca di Sorrento” diretto da Nunzio Malasomma. Sempre nel 1934 ebbe un ruolo di protagonista in “La fanciulla dell’altro mondo” di Gennaro Righelli, “Il signore desidera?” di Gennaro Righelli. “Ha una popolarità che gareggia con quella della Garbo”. (Massimo Veronese).

Nell’arco della sua carriera artistica Paola Dria interpretò circa 50 film, recitando come protagonista femminile, accanto a grandi attori come Ermete Zacconi, Angelo Musco, Ettore Petrolini, Isa Pola, Viviani, Vittorio De Sica, Amedeo Nazzari e tanti altri ancora.

Nel 1941, prima di ritirarsi dalle scene durante il periodo bellico, aveva solo 33 anni,6 interpretò l’ultimo suo film “Pantera Nera” di Domenico Gambino. Attrice tra le più note del periodo fra le due guerre, concluse la propria esistenza in povertà, godendo dei benefici della legge Bacchelli, la quale aiutava gli artisti in stato di indigenza. Moriva il 12 novembre 1993 a Roma, all’età di 84 anni, per collasso cardiocircolatorio.

Il 30 agosto 2019, nello spazio della Regione Veneto all’Excelsior del Lido di Venezia, veniva consegnato, grazie all’Associazione Polesine Film Commission, il premio DRIA PAOLA a Renato Cecchetto, polesano, a ricordo della grande attrice Rodigina.7 All’interno della mostra di Palazzo Roverella a Rovigo che proponeva dal 24.7-1.7.2018: “Cinema! Storie, protagonisti, paesaggi. Raccontare il Polesine”, è stato dato un piccolo e dovuto tributo all’attrice rodigina Paola Dria Mineo. Un’attrice che non va dimenticata, il cui ricordo può essere rinverdito dedicandole una via o quanto meno una lapide, nella sua città natale.

L’Archivio storico di Silvia Nonnato di Adria è ricco di manifesti, foto e documenti riguardanti la carriera di Dria Paola.

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Come citare questo articolo

Renato Scarpi. “Paola Dria (1909-1993)”. Ventaglio Novanta, n. 61, 2020. https://ventaglionovanta.it/archivio/paola-dria-1909-1993/

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