Le attività sportive all’aperto, alimentano un profondo legame tra l’uomo, il suo benessere ed il paesaggio. A volte, se l’attività è di gruppo, si accende anche un’atmosfera condivisa del piacere dello stare assieme, scoprendo, quasi per magia, che tutto ciò che ti circonda è “ossigeno” per la mente, per il corpo e per l’anima. Queste sensazioni, e molte altre, sono state percepite e vissute da un gruppo di canoisti che hanno aderito al progetto “Dove Eridano incontra il mare 2020” nel week end tra il 18 ed il 20 settembre.
L’iniziativa è giunta alla sua sesta edizione ed è stata proposta e curata da Ivan Pericoli dell’associazione “Open canoe open mind”; si è realizzata lungo un percorso itinerante tra Corbola e la foce al mare del grande fiume Po. Hanno partecipato una cinquantina di canoisti provenienti da diverse parti d’Italia.
Sono stati tre giorni intensi di appuntamenti, di pagaiate, di sorrisi e di scoperta del territorio. Il punto di incontro con i partecipanti e di partenza dell’evento, è stato nel Comune di Corbola, dove il Sindaco Michele Domeneghetti, ringraziando l’organizzazione, ha sottolineato che si è concretizzato un progetto turistico di valorizzazione territoriale e di scoperta dell’identità locale. I partecipanti, pagaiando con le canoe canadesi, oltre all’attività sportiva, hanno vissuto un’esperienza di scoperta del territorio fluviale con particolare intensità.
Il 18 settembre è stato il giorno di arrivo dei partecipanti, i quali, dopo aver preso consapevolezza dei programmi, hanno iniziato a pagaiare, scoprendo coinvolgenti storie legate al fiume Po. La serata, presso il palazzetto dello sport a Corbola, è stata “condita” dalla sapiente presentazione di Vainer Tugnolo (amante ed esperto di cinema) di alcuni tratti di film neorealistici girati nel territorio deltizio. Lo scenario di questi film diventerà il teatro di visitazione vallivo-fluviale, il giorno 20 settembre, per la squadra di canoisti.
La mattina del 19 settembre, partendo dall’incile di Santa Maria in Punta, proprio dove inizia il delta del Po Moderno, i canoisti hanno visitato l’isola del Balutin, la quale, seppur oggi, modificata geomorfologicamente, è intrisa di storia legata alla “Tamisiana Repubblica di Bosgattia” dove il noto docente Slav ista Luigi Salvini, nell’immediato dopoguerra, per ben 10 anni organizzò una sorta di campeggio estivo fluviale, inventandosi addirittura una sua Repubblica con passaporto, moneta, usi e costumi consoni ad una vera organizzazione civica, con il fine di vivere in spensieratezza un’estate tra amici.
Dopo le pagaiate tra le tranquille acque del Po, adagiate le canoe a riva, i partecipanti hanno visitato l’oasi del WWF di Panarella, proseguendo poi fino a Corte Milana (Papozze) per visitare il Museo della Repubblica di Bosgattia e l’azienda agricola con i suoi verdi spazi, tra giardini, pergole e filari campestri.
L’ultimo giorno, i canoisti si sono trasferiti alla foce del Po di Pila, per intraprendere un’escursione, con pagaiate tra le basse acque delle lagune, proprio dove si erano svolte le scene dei film raccontati da Vainer. Un mondo surreale ha accolto gli increduli turisti: tra le calme acque della valle, si ergono ruderi di case abbandonate con gli annessi rurali, proprio qui, un tempo si espandevano ampi campi di risaie. Purtroppo il suolo ha risentito del fenomeno della subsidenza, portandosi addirittura sotto il livello del mare, permettendo, così, un inesorabile allagamento di questi luoghi.
I commenti e le riflessioni dei partecipanti hanno evidenziato una particolare soddisfazione. Tra di loro, c’è stato anche chi si è prodigato a scrivere un vero “diario di bordo” con “pennellate” descrittive che hanno rivelato quest’appassionante avventura turistica fluviale.
E proprio così dovrebbe essere vissuto il nostro amato delta da chi lo visita: un’intensa esperienza a misura d’uomo, immerso nella natura, osservando i ritmi calmi di una silenziosa pagaiata… perché il nostro delta si manifesta proprio negli immensi e calmi orizzonti fatti di acqua e di emozioni.
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Come citare questo articolo
Roberta Marcolongo. “Pagaiando lungo il Po”. Ventaglio Novanta, n. 61, 2020. https://ventaglionovanta.it/archivio/pagaiando-lungo-il-po/