Dopo un fine settimana di abbondanti nevicate, la giornata si aprì fin dal mattino con un sole splendente. La vallata era tutta illuminata e le montagne intorno rilucevano di colori smaglianti. Era la prima domenica di gennaio e, da un po’ di anni, questo giorno era dedicato ad una gita al passo Giau, sulle dolomiti ampezzane. Una giornata così splendida era pertanto più che invitante per percorrere in auto il ripido versante della vallata, ricoperto da una bianca e abbondante coltre di neve.
La comitiva, che si era preparata di buon’ora per la partenza, era formata da una ventina di amici, genitori e figli che alloggiavano in una casa per ferie a Crignes, a Cortina; persone provenienti da diverse province del Veneto che qui trascorrevano le vacanze natalizie. Anch’io, mia moglie Loredana e mia figlia Laura eravamo della compagnia.
Con le strade, prontamente liberate dalla neve, fu abbastanza facile raggiungere il passo dolomitico percorrendo i 36 ripidi e ristretti tornanti della montagna. Lo scenario che il Giau offriva, dall’alto dei suoi 2236 metri, era di una bellezza unica con il sole smagliante, il cielo blu intenso e il contorno delle cime ampezzane più prestigiose e famose. Per quante volte lo si fosse ammirato, anche negli anni precedenti, si rimaneva estasiati e incantati davanti a tale veduta.
Come ogni anno il primo appuntamento della mattinata era nella piccola chiesetta di legno del passo Giau, anch’essa immersa nella neve, per partecipare alla Messa celebrata da don Gianni, uno del gruppo. Era il nostro ringraziamento per quanto ognuno aveva ricevuto nell’anno precedente ed una preghiera per il nuovo anno. Poi tutti fuori, a sciare sulla pista che dal passo scende verso Selva di Cadore; una discesa facile e quindi un divertimento per tutti per l’intera mattinata. E, per l’ora di pranzo, tutti nella baita-ristorante Enrosadira, ai piedi della pista, dove si potevano gustare i tipici piatti della cucina locale.
Dopo aver accontentato la gola e riacquistate le forze, era la musica ad accompagnare la festa. La grande sala, arredata nel tipico stile ampezzano, si prestava magnificamente ad accogliere i valzer, tanghi e mazurche che don Gianni ci proponeva, come ogni anno, con la sua fisarmonica. Balli e canzoni per tutti noi e per gli altri ospiti del ristorante per dimenticare i problemi e iniziare il nuovo anno in allegria.
Dopo una pausa, necessaria per riprendere fiato, si avvicina a me e a mia moglie una signora, che stava pranzando nella sala con altri amici.
– Vi ho visto ballare – dice a mia moglie. – Se mi permette mi piacerebbe fare un valzer con suo marito.
Rimango sorpreso. Mi sentivo lusingato, ma nello stesso tempo imbarazzato perché avevo riconosciuto la persona che mi chiedeva di ballare. Era l’onorevole Tina Anselmi. Chiedo a don Gianni di suonare un valzer lento per la nostra ospite.
– Mi è sempre piaciuto ballare – mi dice l’onorevole Anselmi – ma ora ho ben altri pensieri. Quando ho visto voi due volteggiare felici, mi son lasciata vincere dalla tentazione.
– Io mi sento molto imbarazzato – le dico – perché so chi è lei. L’ho vista qualche mese fa a Roma al congresso della Democrazia Cristiana. Sono anch’io dello stesso partito ed ero al congresso con il gruppo di Rovigo dell’onorevole Bisaglia.
– Allora ballo con te ancora più volentieri – mi dice lei – e così possiamo fare qualche valzer in più.
Al termine della nostra piacevole “esibizione” l’onorevole Anselmi si avvicina a don Gianni per ringraziarlo e lui la invita a sedersi per continuare la festa con noi. Dopo alcuni convenevoli e qualche chiacchiera don Gianni le dice:
– Onorevole Anselmi, sappiamo che lei è presidente della Commissione P2. Ha qualcosa di particolare da raccontarci?
– Posso soltanto dirvi quello che è già stato scritto sui giornali – risponde. – Tutto il resto è secretato. Posso dire solo che questa che sto facendo è per me l’esperienza più sconvolgente della mia vita. Frugando nei segreti della P2 ho scoperto come il potere, quello che ci viene delegato dal popolo, possa essere ridotto ad una apparenza. La P2 si è impadronita delle istituzioni. Per molti anni i servizi segreti sono stati gestiti da un potere occulto. Ora si sta facendo un grande lavoro di indagine che sta dando buoni risultati. Sta emergendo una trama molto chiara e penso che la P2 costituisca un grave pericolo per la democrazia. Ho paura, però, che alla fine tutto verrà affossato, perché l’attuale maggioranza parlamentare è costellata di affiliati alla Loggia. Comunque, in una giornata splendida come questa, è meglio pensare a cose piacevoli e tralasciare i problemi angosciosi che, purtroppo, ci assillano. Voi, con la vostra bella musica, avete trasmesso a tutti i presenti l’allegria necessaria per iniziare nel modo migliore il nuovo anno. Con questi balli, che il giovanotto democristiano mi ha concesso e che ringrazio, posso dire di aver ritrovato la spensieratezza di quando ero ragazza. Auguriamoci che sia di buon auspicio per tutti!
Per quanto riguarda la P2, sappiamo tutti come la storia andò a finire. Qualche anno dopo, nel 1986, la Camera affossò queste indagini e tutto fu messo a tacere. Negli anni successivi l’onorevole Tina Anselmi fu proposta più volte per la presidenza della Repubblica, ma questa possibilità le fu preclusa da molti parlamentari della maggioranza, e qualcuno azzardò proprio per la lotta da lei svolta contro questa Loggia massonica.
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Come citare questo articolo
Paolo Zambonin. “Il ballo”. Ventaglio Novanta, n. 63, 2022. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-ballo/