È stato un successo oltre le aspettative l’adesione alla seconda edizione del concorso di disegno e poesia “La poesia e il colore della musica” indetto dal Conservatorio Buzzolla di Adria col sostegno del FAI (Fondo Ambiente Italiano) e del negozio Musicamondo di Adria. Oltre 200 gli iscritti, risultato che ha centrato in pieno l’obiettivo – come ci dice l’organizzatrice prof.ssa Renata Benvegnù – che intendeva coinvolgere il territorio, e in particolare i giovani, nelle attività musicali del Conservatorio di Adria.
Per partecipare al concorso (diviso in 5 fasce d’età) era necessario proporre un disegno o una poesia (via email causa covid) su almeno una delle due tematiche indicate, ovvero “La Musica” in tutte le sue forme, e “L’Ambiente”. Una proposta quest’ultima frutto della collaborazione con il FAI delegazione di Rovigo che ha creduto nell’importanza dell’iniziativa, sostenendola attivamente e contribuendo con alcuni premi che sono stati consegnati ai primi classificati.
In particolare i vincitori di ognuna delle cinque sezioni hanno ricevuto dei buoni spesa offerti dal negozio Musicamondo di Adria. Inoltre ai poeti più rappresentativi di questa edizione è offerta l’opportunità di vedere le proprie poesie pubblicate su questa rivista, riconoscimento che – come dichiara il Direttore del Conservatorio Paolo Zoccarato – dà molto prestigio al Concorso.
La giuria composta da professori di scuole secondarie ha decretato vincitori di questo premio due autori che hanno dimostrato maturità di intenti e una spiccata sensibilità nei confronti delle tematiche proposte dal Concorso. Il primo, vincitore della Categoria 4 riservata agli allievi delle scuole superiori (A.S. 2020/2021) è Monsif Sobti, il secondo, vincitore della categoria 5 Open senza limiti d’età è Antonio Marangoni.
Ecco di seguito le poesie premiate.
Titolo della poesia: Natura
Autore: Monsif Sobti
Studente presso il Liceo Galilei di Adria – classe 3^C
Categoria: 4 – Scuole Superiori
Ho 15 anni – ci dice l’autore – e frequento la 3C S.A del liceo Bocchi Galilei. La scrittura per me è sempre stata una valvola di sfogo, un modo per dire quello che verbalmente è difficile da esprimere.
Prima di questa iniziativa non ero mai riuscito a far arrivare a nessuno i miei scritti (che fossero poesie, canzoni o semplici racconti) e questo concorso me ne ha dato l’opputinità, per questo ringrazio il liceo Bocchi Galilei e soprattutto il conservatorio Buzzolla di Adria.
I due temi del concorso erano la musica e la natura, quindi pensai che sarebbe stato originale scrivere qualcosa che parlasse della musica che si trova in natura, e della sua bellezza, ma mi resi conto che la natura non ha bisogno di essere elogiata, in quanto la sua bellezza appare evidente a chiunque.
Perciò ho deciso di prendere le veci della natura sofferente e raccontare quello che prova; in particolare, nella poesia, tengo a sottolineare come questo dolore sia causato esclusivamente dall’uomo e dalla sua arroganza, capace di uccidere l’essenza stessa della vita.
Spero che le mie parole possano sensibilizzare le persone su uno dei temi che mi sta più a cuore, ovvero l’ambiente.
NATURA
Smettetela vi prego;
non riesco a respirare
Mi sento denudata delle mie vesti
Vi dono la vita e
mi regalate la morte
Vorrei dirvi di smetterla,
ma non ho le braccia per farlo
Vorrei chiedervi perdono,
ma non ne ho alcuna colpa
La mia rovina
sarà la vostra
Ma per voi capirlo è troppo complicato
Mille volte mi avete chiamato Madre
Come può un figlio odiare la propria madre?
Titolo della poesia: Essere Umano
Autore: Antonio Marangoni
Categoria: 5 – Open, senza limiti di età
Antonio è oggi un uomo di 51 anni con disabilità. Da anni vive nella Comunità Alloggio di Piove di Sacco della Cooperativa Magnolia (PD), ha sempre avuto una grande passione per la musica leggera e per la poesia così, negli incontri di musicoterapia, sono state sempre coniugate queste due arti permettendo ad Antonio di esprimersi nella sua autenticità: talvolta più spiritosa e confidenziale, altre nel suo profondo dolore legato alla situazione di “disabilità”.
Un giorno espresse il desiderio di poter lavorare sulla canzone “Esseri Umani” di Marco Mengoni e di poter guardare il video perché, finalmente, “c’è qualcuno che si ricorda che noi esistiamo!”. Da lì un lavoro espressivo che ha prodotto la poesia premiata: una poesia in cui esiste, ed è tangibile, il dolore di un uomo che vive quotidianamente la sua situazione di disabilità affrontando l’ altro con mente lucida e tollerante.
ESSERE UMANO
Le persone mi guardano
per quello che vedono
e vedono solo quello che guardano
e poi senza pensarci parlano!
Parlano senza rispetto
ma non sanno che mi fanno un dispetto.
Non possono sapere il passato
e di come io sia cambiato:
una volta riuscivo a muovere le mani
e per me era più facile pensare al domani,
una volta riuscivo a parlare più velocemente
ma tutte le cose che dico e che penso
le tengo a mente!
Sono cambiato fisicamente
ma la memoria funziona ancora
perfettamente.
Ci sono momenti in cui vorrei
dire il mio pensiero
e conoscendomi non ci andrei molto leggero.
Quando sono fuori con qualche amico
vedo la gente che mi guarda e giudica
e mi si avvicina e osserva
con quel sorrisetto dall’aria pudica.
Invece pensa: “Guarda questo
come è messo!”
e io credo che sia proprio un fesso!
Provino loro ad essere nei miei panni
visto che io ci sto ormai da 45 anni!
Loro credono che io non sia
un essere umano
e di sicuro non provano a darmi una mano!
Credono che io non capisca niente
invece capisco anche lo sguardo della gente.
Io sono un uomo tutto di un pezzo
e il mio “essere umano” non ha prezzo.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “La Poesia e il colore della Musica”. Ventaglio Novanta, n. 63, 2022. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-poesia-e-il-colore-della-musica/