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ARTEOGGI

Le sculture di Ermes Simili

In occasione del Centenario della nascita dell’apprezzato artista, organizzata a Castelmassa una mostra delle sue opere plastiche

di Annalisa Marini

Ventaglio Novanta n. 64 2024 pp. 111–113

È stata una cerimonia di straordinario valore quella celebrata a Castelmassa lo scorso 11 novembre, in memoria dell’artista Ermes Simili (1923-2014).

In occasione del 1° centenario della nascita del grande maestro del ‘900 polesano, gli è stata dedicata una mostra retrospettiva basata sulle sue originali sculture.

L’amministrazione comunale di Castelmassa, la comunità, la famiglia, artisti, esperti d’arte ed ex colleghi hanno voluto dedicare l’iniziativa al ricordo che Simili ha lasciato ad intere generazioni, grazie al suo quarantennale insegnamento presso il locale Istituto d’Arte, ora liceo Artistico “Bruno Munari”. A questo proposito è doveroso ricordare che la scuola, un tempo Arti e Mestieri, risale al 1890 e nel corso degli anni ha decisamente influenzato il territorio anche grazie alla docenza di validi insegnanti.

Ermes Simili è riconosciuto dalla critica a livello nazionale e internazionale come un interprete originale, che ha saputo coltivare la passione per l'arte in armonia con quella per l'insegnamento. Ha avvicinato all’Arte generazioni di studenti, educandoli alle diverse metodologie espressive; studenti che ancora oggi lo ricordano come guida nell’arte e nella vita: numerosa la partecipazione di ex allievi del maestro assieme ad una notevole affluenza di appassionati d’arte e collezionisti che hanno visitato la mostra.

Ma chi è stato Ermes Simili?

Figlio di Silvano e Santina Veronesi, nasce a Castelmassa nel 1923. Compie i primi studi all’Istituto d’Arte di Castelmassa e nel 1944 si diploma Maestro d’Arte al Regio Istituto d’Arte di Venezia nella sezione Arti Grafiche. Nello stesso anno e nello stesso Istituto viene ammesso al corso di Magistero ottenendo nel 1946 la promozione alla sezione Decorazione del Libro. Si iscrive, in seguito, all’Istituto d’Arte di Firenze conseguendo nel 1947 il Diploma di Licenza del Corso di Magistero, sezione Arti Grafiche e nel 1948 quello della sezione Pittura decorativa murale, entrambi con valore di Abilitazione all’insegnamento negli Istituti Superiori. Dall’anno scolastico 1944 inizia la carriera di docente all’Istituto d’Arte di Castelmassa, ove occupa la Cattedra di Decorazione pittorica fino al 1984.

Intensa, rilevante e operosa fu la sua vita d’artista. Ha partecipato a numerosi concorsi ottenendo premi e riconoscimenti nazionali. Interminabile è l’elenco delle sue mostre collettive e personali esposte in importanti città italiane. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private, in chiese e cappelle. Di lui hanno scritto numerose testate giornalistiche a tiratura locale e nazionale, riviste d’arte, cataloghi e pubblicazioni specializzate. Muore a Castelmassa nel 2014.

La cerimonia del ricordo, in occasione del Centenario della nascita, è stata strutturata in diversi momenti, partendo dalla presentazione dell’artista e dall’inaugurazione della mostra intitolata SCULTURE, allestita al Centro Culturale Pastorale Santo Stefano. È seguita la consegna delle due effigi in terracotta raffiguranti il volto dei papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, al termine della Santa Messa officiata nella chiesa Parrocchiale Santo Stefano dal vescovo Mons. Pierantonio Pavanello.

L’apprezzata iniziativa del ricordo si è svolta nell’ambito della festa di San Martino, scelta per il valore simbolico, religioso e umano che questa rappresenta, nonché per il periodo in cui annualmente si svolge l’ultracentenaria fiera di Castelmassa, particolarmente sentita nel territorio rivierasco. La manifestazione è stata patrocinata dalla Provincia di Rovigo, con il supporto di Pro Loco, del Comitato Fiera, della parrocchia di Castelmassa e con il contributo economico di Mille srl, industria metalmeccanica, di Castenovo Bariano e Grafiche Cabria di Castelmassa.

Sentito e partecipato il momento della presentazione con gli interventi di: Luigi Petrella Sindaco del Comune di Castelmassa, Roberta Azzolini vice Sindaco e assessore alla Cultura, Lucia Ghiotti consigliere della Provincia di Rovigo con delega alla Cultura, Laura Cestari consigliere Regionale del Veneto e Bartolomeo Amidei Senatore della Repubblica. Il coordinamento è stato curato da Annalisa Marini che ha moderato gli interventi degli esperti.

Molto apprezzate le relazioni: Alfredo Sigolo storico e curatore della mostra ha parlato di “Ermes Simili e l'arte del '900 polesano”; Denis Raccanelli, ex allievo del maestro, già docente di Arti Plastiche al Liceo d’Arte di Castelmassa, artista-scultore ha sviluppato il tema “Il segno si plasma in argilla” viaggio nella scultura di Ermes Simili; Vittorio Spampinato critico e storico d’arte, ha approfondito “La spiritualità nell’arte di Ermes”. Quest’ultimo intervento è avvenuto in due momenti: in mostra e in chiesa al termine della S. Messa, alla consegna delle opere.

È poi intervenuto Nino Vincenzi, ex collega di Simili, che ha parlato dello stile dell’uomo docente e artista. A seguire Federica, figlia del maestro, già docente di Lettere alla scuola media di Castelmassa, ha ringraziato i presenti e ha parlato della scuola Arti e Mestieri, dell’Istituto d’Arte ora Liceo artistico “B. Munari” e della sua influenza sulle attività del territorio. Ha, inoltre, ricordato alcuni aneddoti peculiari che caratterizzano l’uomo, il padre e l’artista. Durante la cerimonia, il prof. Nino Vincenzi ha chiesto all’Amministrazione comunale di dedicare una via e uno spazio pubblico del paese a Ermes Simili con il posizionamento di una sua opera.

Per il centenario è stato pubblicato il catalogo della mostra, il cui progetto grafico è stato curato da Andrea Negri e sono state stampate linoleografie numerate sul tema dei Cavalli, soggetto preferito di Ermes, mentre l’artista Mario Manzalini, ex allievo, ha realizzato medaglie in alabastro con inciso il profilo del maestro.

L’evento di Castelmassa ha concluso le celebrazioni iniziate a marzo 2023 con la mostra personale dal titolo “Le opere e i giorni” allestita nella Sala dei pittori del Museo Civico Polironiano di San Benedetto Po, in seguito a giugno con la partecipazione a Padova di due opere all’esposizione “Acque venete-realtà, sogno, mito, emozioni” ed infine ad ottobre in Pescheria Nuova a Rovigo alla rassegna “L’Arte grafica nel novecento polesano” organizzata dal “Circolo degli Amici dell’Arte” con la presenza di alcune xilografie degli anni ’50.

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Come citare questo articolo

Annalisa Marini. “Le sculture di Ermes Simili”. Ventaglio Novanta, n. 64, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-sculture-di-ermes-simili/

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