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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Giovanni Boniolo e l’Accademia

Dal colloquio col presidente uscente della prestigiosa istituzione traspare la soddisfazione per gli obiettivi raggiunti

di Nicola Temporin

Ventaglio Novanta n. 64 2024 pp. 160–161

Incontriamo il prof. Giovanni Boniolo in uno degli ultimi giorni della sua presidenza della Accademia dei Concordi, prestigiosa istituzione a cui ha dedicato un impegno continuativo, conseguendo sicuramente alcuni importanti obiettivi.

Il colloquio è cordiale, caratterizzato dal tipico clima disteso che si coglie quando si è giunti alla conclusione di un lavoro ben fatto. Il professore è disponibile a rispondere alle nostre domande. Entriamo subito nel vivo.

– Professore quali sono stati i principali successi raggiunti durante il suo mandato?

“Non mi piace elencare quello che ho fatto. Lascio che siano altri a farlo, nella speranza siano benigni. D’altronde, ognuno fa quello che può, in funzione della capacità che ha, della personalità che ha, della forza interiore che ha, e vincolato dalle condizioni ambientali (da intendersi in senso lato come ambiente fisico, economico, politico, umano ecc.) in cui opera”.

– In ogni caso gli impegni sono stati molteplici. Quali sfide ha affrontato e come le ha superate?

“Non parlerei di sfide, ma di sogni da realizzare e di ostacoli da superare. Alcuni sogni sono stati realizzati e alcuni ostacoli sono stati superati. Sempre con entusiasmo e con il sorriso, sapendo che si è lavorato per il bene comune e sempre accompagnati con favore e simpatia da istituzioni civili, militari e religiose, nonché da molti concittadini e concittadine.”

– Sono da poco partiti grandi lavori di restauro degli immobili dell’Accademia. Quali sono gli interventi più significativi? Con quali fondi vengono attuati e quando potremo accedere alla rinnovata Accademia?

“Si lavora per il restauro e la nuova funzionalità di Palazzo Bosi (dove andrà la parte più preziosa della nostra biblioteca, ossia la collezione Silvestri, la presidenza e una parte della segreteria) e di Palazzo Accademico "V. Cappellini" (da cui partirà una nuova scala che svolgerà funzioni di sicurezza per l’aumento dei posti in Sala Oliva; vi sarà anche un tunnel che metterà in comunicazione la guardiania in Piazza Vittorio Emanuele II con la distribuzione libraria in via Bedendo). La ristrutturazione è in parte fatta grazie a un finanziamento che abbiamo ottenuto dalla Fondazione Cariparo e una parte è a carico dell’Accademia.

Palazzo Bosi sarà aperto, già verso aprile 2024, anche con il restauro della facciata e una nuova illuminazione. Per Palazzo Accademico bisognerà attendere un annetto”.

– Quali iniziative culturali o educative ritiene siano fondamentali per la crescita dell’istituto?

“La continua cura dei depositi culturali che l’Accademia possiede e custodisce e la loro pubblicizzazione, ma anche l’organizzazione e l’ospitalità di eventi culturali, nel senso più ampio possibile. Ma tutto questo sarà sicuramente realizzato del Direttivo e dal Presidente che seguirà”.

– E a questo proposito, quali consigli si sente di dare al Dr. Bagatin, suo successore, per affrontare gli obiettivi?

“Nessuno. Pier Luigi Bagatin, di cui ho un’enorme stima, ha la statura culturale e umana per affrontare con successo quanto gli capiterà di incontrare”.

– Quali sono i suoi progetti futuri o le passioni che intende perseguire ora che ha lasciato l’impegnativa carica?

“Da un punto di vista della ricerca che svolgo, ho un paio di libri da finire (uno per Zanichelli e uno per Mondadori Università), un articolo da terminare, scritto con un’oncologa pediatrica portoghese, più un po’ di interventi che mi chiedono qui e lì.

Continuerò la mia vita di conferenziere in giro per l’Italia e il mondo, finché non si dimenticheranno che esisto e finché il cervello funzionerà. Poi ho un paio di progetti, chiamiamoli di governance, che vediamo se vanno in porto se le condizioni ambientali lo permetteranno e se mi convinceranno fino in fondo. Poi la lettura, la musica, lunghi giri in bicicletta, giocare ancora basket finché le gambe tengono, il dedicarmi agli amici, alla mia famiglia e ai miei figli. E, perché, no, camminare per Rovigo, incontrare persone simpatiche con cui bere un caffè o un buon bicchiere di vino”.

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Come citare questo articolo

Nicola Temporin. “Giovanni Boniolo e l’Accademia”. Ventaglio Novanta, n. 64, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/giovanni-boniolo-e-laccademia/

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