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ESPLORANDO IL POLESINE

Tradunt.it: in giro per il Polesine

Messa a punto una nuova rete di anelli ciclabili tra Adige e Po: 250 km di stupore…

di Denis Maragno

Ventaglio Novanta n. 65 2024 pp. 24–26

Il progetto Territorio, Risorse e Ambienti Disponibili con l’Uso delle Nuove Tecnologie ha studiato 5 anelli ciclabili georeferenziati, lungo strade secondarie, più o meno equivalenti in lunghezza, di circa 50/60 km l’uno.

Una selezione dei migliori percorsi ciclabili del Polesine per permettere di conoscere il territorio in modo sostenibile, unendo cultura e paesaggio.

Il Circolo culturale ARCI 2 giugno 1946, in collaborazione con FIAB, SlowFood, WWF, Assonautica acque interne Veneto e Emilia e il Centro Polesano di Studi Storici Archeologici ed Etnografici, grazie al bando cultura OnLife della Fondazione CaRiPaRo ha creato un progetto di proposta di visitazione lenta del Polesine (alto e medio) in modo innovativo e inclusivo.

La modalità di visitazione proposta individua alcuni percorsi ciclopedonali che toccano musei, teatri, ville, chiese, aree di valore ambientalistico, luoghi di interesse enogastronomico con l’obiettivo di fornire tutte le indicazioni utili per muoversi nel territorio da soli o in gruppo, sia a piedi che in bici, magari dopo esser scesi da uno dei vari attracchi posti lungo l’asta navigabile del Canalbianco.

Ognuno dei percorsi interseca dei “punti di intermodalità” (ovvero stazioni dei treni e attracchi fluviali) dove, grazie a questi snodi il visitatore, potrà o lasciare il grande percorso turistico per o scendere dal treno/barca per poi “immergersi” in un entroterra meno battuto da un punto di vista turistico ma ricco di piccoli grandi tesori e, concluso il cerchio, si torna al punto di partenza.

Si tratta di percorsi tangenti ai grandi itinerari che attraversano il Polesine (dalla Sinistra Po – I3 La via del mare, dai cammini di Sant’Antonio e della Romea Germanica, dalla Romea Strata alla Destra Adige, dalla VenTo alla Adige-Po).

L’ampia partnership ha permesso di creare un’approfondita mappatura dei punti di interesse dei 5+1 percorsi (il sesto è dedicato alla città di Rovigo) ovvero quelli relativi al patrimonio culturale, architettonico, storico, alimentare, naturalistico ed ambientale.

Per ogni bene censito è stata preparata una scheda dedicata. Ne sono state preparate oltre 100 e per ogni scheda è stato realizzato un testo descrittivo contenente immagini e contenuti multimediali (audio e video) infine un QR code che verrà posto fisicamente di fronte al bene permettendo al visitatore di poter approfondire leggendo ma soprattutto ascoltando la descrizione del bene. In concreto si tratta sostanzialmente di audio-guida diffusa su un totale di oltre 250km di itinerari.

E forse proprio in questo concetto che troviamo il valore maggiore del nostro lavoro che amplia la fruibilità. L’accesso a tale preziosa banca dati multimediale è possibile sia tramite il portale dedicato www.tradunt.it.

In queste pagine proviamo a raccontarvi un po’ alla volta gli itinerari. Iniziamo dai primi due, ovvero il Percorso Azzurro e quello rosso.

1. Percorso azzurro – Terre Alte

Il percorso, posto nella porzione occidentale della provincia di Rovigo, è caratterizzato da quote altimetriche più alte e anche per questo l'area è pertinente all'Alto Polesine. Il tracciato proposto attraversa una porzione di territorio poco popolata e non a caso è il più ricco di oasi e contesti ambientali, tra cui si segnalano zone umide importanti come i gorghi, aree particolarmente ricche di avifauna quasi un contraltare del Delta.

Le evidenze rurali si alternano a quelle architettoniche, che vanno dal X° secolo al tardo Rinascimento, tra ponti, castelli, abbazie e antiche dimore di pregio, sia nella percorrenza terrestre che fluviale. Giunto nell’abitato di Badia Polesine, il visitatore seguirà il profilo del fiume Adige fino a imbattersi nella “nascita” dell’Adigetto ovvero il sostegno Bova. Per chi trovasse il percorso troppo lungo all’altezza di Baruchella può “tagliare” fino a Trecenta o viceversa se lo si percorre in senso orario.

Lunghezza totale: 57 km

Comuni attraversati: Badia Polesine, Giacciano con Baruchella, Trecenta, Castelguglielmo, Bagnolo di Po, Canda

2. Percorso rosso – Terre etrusche e romane

I punti di interesse, che compongono l’itinerario più orientale fra quelli proposti, consentono di ripercorrere una storia lunga più di tremila anni. Il fulcro di questo viaggio nel tempo è Adria, città che dall'età del Bronzo – e poi con Etruschi, Greci e Romani – costruisce un racconto illustre, fatto di scambi commerciali ad ampio raggio favoriti da un territorio fertile e da una capillare rete di percorsi fluviali, che la collegavano con l'entroterra e con quel mare non a caso chiamato Adriatico.

Volgendosi a ovest, il paesaggio richiama i temi del mito e della storia antica, con le campagne anticamente gestite sul modello della chora greca e tuttora preservate dall’eccessiva antropizzazione.

A sud, il percorso costeggia l'alto argine del Po ed evoca storie di vita presso le sponde del fiume, narrate in percorsi museali e testimoniate da autorevoli elementi di archeologia industriale. Si giunge infine nella golena di Panarella; l'oasi naturalistica, ricca di specie arboree e avicole, apre le porte del Delta, laddove il corso principale si divide in due diramazioni, incrociando lo storico ramo del Po di Goro. Anche qui, per chi trovasse il percorso troppo lungo, all’altezza di Crespino si può “tagliare” fino a Adria o viceversa se lo si percorre in senso orario, dimezzando di fatto il chilometraggio.

Lunghezza totale: 56 km

Comuni attraversati: Adria, Ceregnano, Gavello, Crespino, Villanova Marchesana, Papozze

Utilizzo dei contenuti

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Come citare questo articolo

Denis Maragno. “Tradunt.it: in giro per il Polesine”. Ventaglio Novanta, n. 65, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/tradunt-it-in-giro-per-il-polesine/

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