Danzatrice, pittrice, una donna desiderosa di riempire la vita con sempre nuove esperienze nell’ambito dell’arte, che ha sperimentato a tutto tondo, in una Rovigo che viveva, nella seconda metà del secolo scorso, una rinascita in ambito culturale. Per Mara Zampirollo, la danza era la vita, così come l’arte figurativa.
Si è spenta a 80 anni, dopo una lunga malattia, la fondatrice di Artedanza, donna coraggiosa, poliedrica, che ha fatto della bellezza il proprio motore interiore: che fosse in un tappeto orientale, in un tessuto, in una coreografia, o nella sua siamese blu Caterina, ciò che la faceva stare bene era proprio questo. Mara Zampirollo manifestava una certa insofferenza per le cose pratiche, faceva fatica a trovare la felicità nella normalità del quotidiano, e le persone che l'hanno conosciuta da vicino lo sanno. La sua, era una necessità di astrazione e di fuga che a volte poteva far soffrire chi le stava accanto.
Nata a Rovigo il primo marzo 1943, Mara Zampirollo era la più giovane di 5 fratelli, da qui il soprannome “Maretta”. E nella prima metà del '900 nelle famiglie non vigeva molta diplomazia, ma spesso la forza e la prepotenza. Probabilmente anche per questo è cresciuta particolarmente diretta e ruvida nella sua natura.
Per lei gli anni ‘60 sono stati il culmine del fermento pittorico, che l’hanno vista in prima linea con le proprie mostre, presenze nei circoli di artisti insieme a Gabbris Ferrari e Paolo Gioli, ma anche come modella e musa ispiratrice, insieme al fratello. Ma c’era soprattutto la danza nel cuore di Mara.
Fin da piccola “Maretta” ha manifestato una dote innata per questa disciplina, cominciando però con il pattinaggio artistico, per proseguire poi, con totale dedizione, lo studio della danza classica vera e propria.
A Rovigo la prima scuola di danza classica è stata fondata nel 1954 da Sandra Olgiati, ex ballerina della Scala di Milano. Successivamente ne prende le redini un’insegnante, sempre ex della Scala di Milano, di nome Vanna Busolini. Ed è proprio qui che Mara Zampirollo bambina, inizia a muovere i primi passi da ballerina, frequentando poi da ragazzina anche le scuole di Padova e Vicenza.
Passano gli anni e, nel 1968, Vanna Busolini, già gerente di altre scuole nel Veneto cede l’attività di Rovigo a Mara Zampirollo che nel frattempo aveva conseguito la formazione accademica di Ballerina Professionista. Per quasi vent’anni rimane l’unica scuola nella realtà rodigina, coinvolgendo centinaia di famiglie, dapprima in via Levico, poi in via Giovanni Verga, dove tutt’ora ha sede.
Dal 1999 l’insegnamento della disciplina classica viene affidato alla giovane insegnante Michela Ronda, membro dell’Associazione Internazionale Professori di danza classica Marika Besobrasova, e la scuola nel corso degli anni ha incrementato il numero dei corsi e delle discipline, al passo coi tempi e con i cambiamenti che il mondo della danza ha portato con sé.
Nel 2003 Mara Zampirollo lascia ufficialmente l’attività alla figlia Nabila Zaia (cresciuta praticamente dentro la scuola), che ne prende le redini e la Direzione Artistica.
Nel 2018 Artedanza ha festeggiato i 50 anni di attività, orgogliosa di essere ormai una realtà consolidata in Polesine, e continuando una tradizione di decenni, attraverso i figli e i nipoti di coloro che hanno fatto parte della scuola nei primi anni ’70, e ancor più in coloro che hanno fatto della danza la loro professione.
Tutt'ora Artedanzarovigo Asd porta avanti le discipline della danza, nonostante gli anni duri della pandemia, il mutare dei tempi e i cambiamenti sociali che toccano inevitabilmente tutte le sfere della vita collettiva. Artedanzarovigo Asd conta 56 anni di storia, di lavoro, di cambiamento ma anche di tradizione. La volontà e il desiderio di portare avanti un'educazione alla disciplina e all'arte con passione e rispetto.
Mara Zampirollo era un'insegnante molto autoritaria, diretta e senza filtri: se prendevi un chilo non te lo mandava a dire. Per questo motivo la si ricorda come una donna molto severa e dura, perché esigeva disciplina e dedizione: la danza era ed è una cosa seria.
Poi i saggi: spettacoli che riempivano il teatro Sociale di Rovigo, file notturne al botteghino per accaparrarsi i posti migliori, perché le sue realizzazioni coreografiche erano coraggiose, innovative e curatissime. Mara Zampirollo era da una parte prigioniera di un mal di vivere che l'ha accompagnata da sempre, e dal quale sopravviveva esprimendo la sua creatività e rifuggendo sempre più dai rapporti umani; dall'altra, invece, ha dovuto lottare con la malattia, con cui ha convissuto per molti anni fino all’epilogo, avvenuto a Lendinara il 20 Ottobre 2023.
“Vogliamo ricordarci di Mara così: arte fatta essere umano – sottolinea la figlia Nabila, che oggi dirige Artedanzarovigo Asd -, L’arte non ha epoca. È l’emozione che dorme su guanciali d’eternità.” Picasso affermava: “Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi”. E Mara è stata coerente con sé stessa. Lo è rimasta per la vita intera.
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Come citare questo articolo
Elisabetta Zanchetta. “Mara Zampirollo (1943-2023)”. Ventaglio Novanta, n. 65, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/mara-zampirollo-1943-2023/