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POESIA

E in note d’archi

di Gianna Patrese

Ventaglio Novanta n. 65 2024 pp. 116–117

FIORIVANO LE ROSE

Con tocco tuo soave fiorivano le rose e al tuo sorriso nuvole svanivano. Delicate poesie il tuo cuore scriveva colorando anneriti muri d’infausto tempo e in fuoco di passione ogni notte soffrivi per negati arcobaleni a tormentati cieli da tempeste condannati. In notte di Maggio fiorito come bianca sposa al vento di Primavera ti sei donata lasciandomi madre inconsolata sospesa al filo del ricordo di tuo niveo fiore dal viola spruzzato.

VEGLIA LA LUNA

Impazzito è questo tempo che a Primavera lacrime germoglia su intristiti rami ingialliti tormentando i nostri sogni fra agonie di sole e venti di follia.

Con pianto di perle veglia la luna su invisibile artiglio che ancora con dolore di lutto su porte di casa ode graffiare e alito di pace soffia su inquietante fiera che ali di farfalle in volo tarpare vede.

E noi anime ferite per Primavere rubate attendiamo oranti con preghiere di pace segnali di respiro lieve da timido rifiorir di petali sbucati dopo turbine di neve.

Secondo posto al Concorso 2024 “Poesia della Repubblica dei Poeti” con tema fisso: “Segnali di Pace” WiKiPoesia premiata il 21 aprile 2024 ad Assisi

STREGATA DAL DELTA POLESANO

Affascinante Delta di selvaggia bellezza respirano i tuoi paesaggi che invitano a perderci nel tempo e con anima stregata da te ritorno per ascoltare il vento che fra i canneti arpeggia remote cantilene.

Nel profumo di campagne salmastre in tele astratte colori di stagioni catturo dialogando con cromie di pulsante tua natura che in silenzio mi urlano come l’ocra di sabbiosa zolla con intense pennellate di blu cangiante.

Solitari pescatori dai volti scolpiti da vento e sole la luna attendono per celebrare in riti ataviche fatiche.

Con sguardo smarrito fra acqua e terra m’arresto alla visione d’un tramonto di passione con danzanti ali d’aironi che a volar m’invitano oltre cieli d’aquiloni.

E persa fra stupori di magia un canto d’onda mi sussurra la sua antica melodia.

LA MAGIA DEL RICORDO

Affiorano improvvisi i ricordi e con struggente malinconia come fiori di giardino perduto nel cuore tornano a rifiorire. S’accendono con fulminei lampi emozioni inaspettate che polvere di stelle aveva nel tempo sopite, con veloce volo di rondini da lontani cieli ritornano e tempeste scatenano. Giorno dopo giorno nello scrigno del tempo intensi palpiti vissuti come perle preziose custodiamo e con vento di brezza o di burrasca dal sogno si ridestano insinuandosi senza annuncio su porta più segreta.

Solo una foto sbiadita, poche note di vecchio ritornello, un colore o un profumo nel tempo dimenticati fan rinascere con sussurro di fiaba o tormento di ferite pennellate di vita del tempo che fu.

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Come citare questo articolo

Gianna Patrese. “E in note d’archi”. Ventaglio Novanta, n. 65, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/e-in-note-darchi/

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