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NOTIZIE DALLA FONDAZIONE BANCA DEL MONTE DI ROVIGO

Le opere di Gabbris Ferrari in città

Una galleria d’arte diffusa accessibile a tutti

di Fondazione Banca del Monte

Ventaglio Novanta n. 65 2024 pp. 148–149

La Fondazione Banca del Monte di Rovigo, perseguendo la mission istituzionale di promozione, divulgazione e valorizzazione del territorio e del suo patrimonio culturale, si impegna a far conoscere, e nel contempo omaggiare, la figura e l’opera del versatile artista rodigino Gabbris Ferrari.

Con questa finalità, la Fondazione ha proposto ad alcuni enti cittadini di accogliere opere del maestro della propria collezione per costituire una sorta di galleria d’arte diffusa, per divulgare la sua arte in particolar modo pensando ai giovani che non hanno avuto la fortuna di conoscere l’artista.

Il progetto della Fondazione ha coinvolto, per ora, il Comune di Rovigo con il Salone d’Onore, gli Istituti Scolastici Viola-Marchesini, De Amicis, nelle due sedi di via Parenzo e di Palazzo Montalti, il liceo scientifico Paleocapa con l’Auditorium Margherita Hack. La scelta del Municipio e delle Scuole è motivata dalla volontà di suscitare curiosità e interesse di studenti, del personale e di tutti coloro che frequentano gli edifici.

Gli enti coinvolti hanno accolto prontamente la proposta della Fondazione, condividendone le finalità, che volutamente ha ricercato spazi che possano godere di ampia e agevole visibilità delle opere al fine di darne il giusto risalto. Orgogliosi di ospitare i quadri di Gabbris Ferrari, -le opere sono per altro una esplosione di colori e suscitano emozione viva sollecitata dalla grande creatività- Scuole e Comune hanno approvato il progetto di divulgazione dell’arte e di riconoscimento all’artista rodigino. Uomo di teatro, regista, sceneggiatore, pittore, grafico, Gabbris Ferrari, scomparso nel 2015, ha lavorato molto nella sua Rovigo, anche come ideatore di diversi luoghi culturali e laboratori, oltre che a Urbino e Venezia dove era docente di scenografia.

Le opere sono state consegnate nella forma del comodato d’uso gratuito e collocate lo scorso 12 aprile nei luoghi concordati, a cura della Fondazione. I quadri ultimamente concessi alla città sono 5, di diversi dimensioni e materiali, e si rifanno al periodo di produzione del maestro dagli anni ’70 del secolo scorso fino all’ultima produzione. Probabilmente altri se ne aggiungeranno in questo percorso artistico che comprende anche l’opera esposta al Conservatorio di Musica “Francesco Venezze”, l’esposizione presso lo Spazio Studio di Palazzo Nagliati, “Il Museo in scena”, la mostra dei disegni preparatori di Ferrari di alcune sezioni del Museo dei Grandi Fiumi, allestita sempre grazie al prestito della Fondazione, e le grandi sculture nei locali del Teatro Sociale. Presto il progetto della galleria d’arte diffusa sarà completata da didascalie e da un pieghevole che raccoglierà e descriverà le opere di questo itinerario nei diversi luoghi della città. Eventi inaugurali dei singoli siti e dell’itinerario artistico sono previsti nel prossimo autunno.

Con questa operazione la Fondazione intende continuare ad assolvere all’impegno morale assunto al momento della donazione dimostrando riconoscenza per quanto Gabbris Ferrari ha fatto per Rovigo e anche per la Fondazione con cui per molti anni ha collaborato, come consigliere e come consulente artistico. Tale impegno, ne è convinta la Fondazione, intende anche porre le basi per un riconoscimento del Novecento Polesano ovvero dare risalto a tutti gli artisti che a Rovigo sono nati, si sono formati e hanno lavorato, come attesta la pubblicazione “Dizionario degli artisti nati o attivi in Polesine nel XIX e nel XX secolo”, una interessante ricerca appena pubblicata da Apogeo Editore dove trova naturalmente posto Gabbris Ferrari. Si auspica che dopo il riconoscimento possa trovare casa anche un museo dedicato al ‘900.

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Come citare questo articolo

Fondazione Banca del Monte. “Le opere di Gabbris Ferrari in città”. Ventaglio Novanta, n. 65, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-opere-di-gabbris-ferrari-in-citta/

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