La mostra nazionale “Giacomo Matteotti (1885-1924), una storia di tutti”, inaugurata il 5 aprile a Palazzo Roncale, chiuderà il 7 luglio. È stata curata da Stefano Caretti, da Anna Steiner e Matteo Origoni; sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e di Rovigo, rientra nei Grandi Eventi della Regione del Veneto.
Nasce da un’idea di Maria Volpato (direttrice Archivio di Stato di Rovigo) e da M. Lodovica Mutterle (direttrice Casa museo G. Matteotti); promossa dal Comitato provinciale polesano per le celebrazioni del centenario della morte di Giacomo Matteotti in collaborazione con il Ministero della Cultura, Direzione Generale Archivi, Archivio di Stato di Rovigo, Fondazione di Studi Storici “Filippo Turati” e Fondazione Anna Kuliscioff di Milano.
Ha ottenuto il patrocinio del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario della morte di Giacomo Matteotti, Fondazione Giacomo Matteotti di Roma; Circolo culturale “Giuseppe Saragat-Giacomo Matteotti”.
Il comitato scientifico era composto da: Alberto Aghemo, Enzo Bellettato, Luigi Contegiacomo, Maurizio Degli Innocenti, Valdo Spini, Maria Volpato, Irene, Marianna Volpin.
Il percorso espositivo è finalizzato a ripercorrere le tappe della vicenda umana e politica di Giacomo Matteotti che ha nel Polesine il suo ambiente di formazione culturale e di impegno sociale.
Partendo dal piano terra con la sezione Ville e tuguri: Matteotti e il Polesine il visitatore si immerge nella drammaticità della vita quotidiana e lavorativa dei braccianti, realtà che Giacomo ha davanti agli occhi mentre è iscritto al Liceo classico “Celio” di Rovigo e poi alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna. Non ne rimane indifferente anzi, seguendo le orme del fratello Matteo, inizia ad interessarsi di politica a soli tredici anni con la gioventù socialista e l’anno dopo nel partito credendo nella politica come motore di cambiamento e modernizzazione della società.
Il suo socialismo gradualista e pedagogico trova spazio al secondo piano del palazzo dove sono evidenziate, sempre con contestualizzazioni al periodo storico nazionale, le battaglie sostenute da Giacomo Matteotti come amministratore in undici comuni del nostro territorio e consigliere provinciale, sindacalista e fondatore di leghe bracciantili e persona che crede nel valore dell’istruzione come strumento di dignità personale. (Dall’impegno sul territorio al socialismo). Non manca la sottolineatura della sua posizione antibellicista e antimilitarista, una convinzione che ha espresso sia per la guerra in Libia (1911-1912) che nei confronti della prima guerra mondiale; tanto che – in seguito a un discorso tenuto il 5 giugno 1916 in Provincia dopo il quale, viene accusato di disfattismo – fu processato e assolto, ma ben presto richiamato alle armi e assegnato come soldato di artiglieri per 3 anni a Messina in Sicilia dove si adopera con la Croce Rossa per il rientro di prigionieri (Nella guerra, in trincea e lontano dal fronte).
Contestualmente al suo impegno politico il visitatore scopre la sua storia personale di uomo innamorato di Velia Titta, poetessa e pittrice pisana, sorella del celebre baritono Titta Ruffo. Il loro primo incontro sull’Abetone nel 1912 e, dopo quattro anni, la loro unione con rito civile celebrata in Campidoglio nel gennaio del 1916. Un amore forte, un rapporto talvolta non sempre facile ma che si apprezza nella sua unicità con la lettura della fitta corrispondenza (Velia Titta e la sua famiglia. La Belle Époque europea). Dalla loro unione nascono tre figli: Giancarlo, Matteo e Isabella.
Al secondo piano l’esperienza visiva ed auditiva accompagna la visita nella sezione “Il dopoguerra in Parlamento” ricordando l’elezione avvenuta nel 1919 e nuovamente nel 1921 e nel 1924. La sua attività di parlamentare viene riconosciuta come “indefessa e onnipresente”. Sono anni in cui Matteotti matura la necessità di arrivare agli Stati Uniti d’Europa approfondendo la situazione politica europea dopo la pace di Versailles.
Capendo tra i primi la natura totalitaria e violenta del fascismo, vi si oppone strenuamente nei discorsi parlamentari sempre documentati; negli articoli di giornale e pubblicando Un anno di dominazione fascista, volume che irrita Mussolini e il Regime.
La parte finale del suo percorso parlamentare è illustrato nel successivo focus riservato a “I congressi socialisti e la Marcia su Roma”. In essa rivivono gli anni fatidici dal Congresso Socialista di Livorno del 1921 con la nascita del Partito Comunista d’Italia, del successivo di Roma nell’ottobre del 1922 con l’espulsione dei socialisti riformisti e la nascita del Partito Socialista Unitario di cui sarà nominato segretario, pochi giorni prima della Marcia su Roma. Dalla fine del 1922 il fascismo, forza antipartitica, diventa istituzionale per scelta del re che nomina Mussolini capo del governo.
Il 10 giugno del ’24 questa voce scomoda per chi teneva le redini del governo venne fatta tacere per sempre.
Matteotti fu rapito ed ucciso dalla Ceka fascista. Il suo corpo, straziato e denudato, verrà ritrovato il 16 agosto in una fossa a Riano Flaminio come testimoniano le foto d’epoca. Intanto il 27 giugno le opposizioni parlamentari mettono in atto la secessione dell’Aventino. Mussolini passa alla controffensiva e, a partire dall’anno successivo, approva senza ostacoli le “leggi fascistissime”. Nel novembre del ’26 i deputati dell’Aventino vengono dichiarati decaduti dal mandato parlamentare.
La mostra si chiude con il processo, ben presidiato dai fascisti, la cosiddetta “beffa” di Chieti, come ha scritto Turati a Velia Matteotti, una “beffa atroce… evidentemente concordata”.
L’esposizione presente a Palazzo Roncale è ricca di documenti, molti inediti, foto, video, oggetti che narrano nel loro rapporto sinergico la vita di un uomo coraggioso che ha lottato per la democrazia, la giustizia sociale, la libertà e che merita di essere ricordato come una figura importante della nostra storia nazionale.
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M. Lodovica Mutterle. “Matteotti, una storia dei tutti”. Ventaglio Novanta, n. 65, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/matteotti-una-storia-dei-tutti/