Non è raro passare davanti ai teatri parrocchiali dei nostri paesi di campagna e trovare le porte chiuse. Sono teatri piccoli, di solito ben tenuti, che contano un centinaio di posti, senza condizionatore per l’estate ma dotati di riscaldamento per l’inverno. La scarsità dei numeri, tuttavia, spesso fa desistere chi fosse preso dal sacro fuoco di organizzare qualche bella proposta teatrale perché i pochi posti e la pigrizia di molti non consentono di sostenere le spese.
Ma non tutti si arrendono. C’è infatti una interessante iniziativa che si sta facendo strada: ve ne vogliamo parlare.
L’idea: una rassegna di teatro diffuso
La prima rassegna “Teatri lungo il Canalbianco”, ideata dalla compagnia teatrale I Ruscoletti di Canda, membri di Fita Rovigo, è nata dal desiderio di sperimentare un “teatro diffuso” che potesse creare nei Comuni di Canda, Castelguglielmo e Bagnolo di Po un circuito virtuoso di spettatori.
Ciascuno dei tre paesi dispone di un teatro parrocchiale, in buone condizioni, grazie alla manutenzione voluta, nell’ultimo decennio, dai parroci e dai fedeli.
Il desiderio della compagnia teatrale di Canda – che nel 2025 festeggerà i suoi 20 anni di attività ininterrotta – è stato quello di “osare” e di lanciare una sorta di “chiamata a teatro” nei tre Comuni per ridare vita non solo ai manufatti, che sono tornati a vociare e ad accogliere le persone, ma anche alle stesse comunità.
Il teatro mette in scena l’umanità
Dopo l’esperienza traumatica delle chiusure per Covid, ci siamo abituati a stare di più in casa, pochi amici a cena oppure copertina, divano, un gatto che fa le fusa… perdendo, di fatto, moltissimo in termini di socialità, di divertimento, di confronto, di crescita. Il teatro è tutto questo: un luogo dove tutto è possibile, magico e realistico, ricco di storie degli altri che parlano incredibilmente anche di noi portando in scena sentimenti, emozioni, risate, pianti, delusioni, battibecchi, contraddizioni e scambi di persona, in una parola “l’umanità”.
Il nome della rassegna
Il nome della rassegna, poi, non è stato difficile da individuare poiché si è cercato, nello spirito dell’iniziativa, di trovare l’elemento più evidente che unisce le tre comunità: il fiume Canalbianco appunto, causa e conseguenza dell’origine dei tre Paesi. La proposta dei sei appuntamenti è stata costruita tenendo presente il sano desiderio di “ridere” (ridere fa buon sangue!) ma anche di “conoscere e partecipare” a diverse vicende umane a tutto tondo.
L’idea che a teatro si va per divertirsi, aggiungerei “solo” per divertirsi, è riduttiva e sull’onda di questa consapevolezza, condivisa dall’intera compagnia, è nato il programma.
Il programma
Si è cominciato con un classico di Shakespeare “Le allegre comari i Windsor” della giovane e brava Compagnia di Corte di Maserà di Padova per poi proseguire con un reading dal titolo “Alda e le sue stagioni”, un focus intenso e commovente sulla vita e sulla poesia della grande Alda Merini, proposto dall’associazione Teatro Arte dell’Incontro di Badia Polesine.
Il terzo appuntamento ha raccontato e fatto conoscere la triste vicenda del piroscafo italiano Principessa Mafalda, affondato con il suo carico di migranti italiani, davanti alle coste del Brasile; il Titanic italiano. Ad interpretarla l’autore Mario Palmieri insieme alle attrici Gaia Carmagnani, Cristina Patuzzo e Sonia Scarperi.
“Serata Omicidio” delle meravigliose Briciole d’Arte di Canaro è stato il quarto appuntamento e “Don Giacinto” (disavventure e tentazioni in parrocchia) presentata dalla “Bottega dei Commedianti” di Grignano è stato il quinto appuntamento.
Il risultato è stato quello sperato: risate e commozione! Non si potevano però dimenticare i bimbi, e quindi l’ultimo appuntamento è stato dedicato a loro con “I tre capelli dell’Orco” dell’associazione artistica “Benvenuto Cellini”.
Parroci e sindaci collaboratori attivi
L’idea è stata esposta durante l’estate ai Sindaci e ai Parroci dei tre Comuni ed è stata accolta di buon grado insieme alla richiesta di un contributo che permettesse di mantenere basso il costo del biglietto. Questa adesione spontanea ci ha fatto molto piacere perché ha permesso non solo la realizzazione della rassegna ma anche di cominciare a costruire l’idea che siamo un solo territorio dove i campanili non devono costituire barriere e che il teatro può essere un collante e un facilitatore in tal senso.
E se è vero che “l’unione fa la forza” è altrettanto vero che “la forza nasce dall’unione consapevole”. In questo, il teatro, la cultura in generale, “il fare per…” diventa vero e proprio atto politico, inteso come “agire per la polis”, il bene di tutti.
Sfida vinta
Va da sé che la proposta de I Ruscoletti non sarebbe bastata se non fosse stata accolta da un pubblico sempre più numeroso e generoso nella relazione. Oggi si può dire, che la sfida è stata vinta e che la prima rassegna “Teatri lungo il Canalbianco” ha sollecitato l’interesse e l’orgoglio sperati. L ‘orgoglio di poter dire “stasera vado a teatro, nel mio teatro” fosse quello di Canda, di Bagnolo di Po o di Castelguglielmo, perché il teatro è universale e apre alla magica dimensione dell’esserci, del sentirsi parte, attore e spettatore.
Allora signori… andiamo a teatro, sediamoci comodi e nel momento in cui si aprirà il sipario immergiamoci nella storia, qualcosa di noi ci verrà incontro!
Manuela Tavian è presidente della compagnia teatrale “I Ruscoletti Aps” di Canda e direttrice artistica della prima rassegna “Teatri lungo il Canalbianco”.
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Come citare questo articolo
Manuela Tavian. “Teatri lungo il Canalbianco”. Ventaglio Novanta, n. 66, 2025. https://ventaglionovanta.it/archivio/teatri-lungo-il-canalbianco/