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UN RICORDO

Con la musica nel cuore

Una passione che ha coinvolto profondamente la famiglia Casetta. Il ricordo di Giuseppe (1922-95) e Mario (1927-2009)

di Federica Panziera

Ventaglio Novanta n. 66 2025 pp. 84–86

La storia della famiglia Trapp, resa celebre dall’indimenticabile film “Tutti insieme appassionatamente” ha raccontato al mondo quanto la passione per la musica sia una forza unificatrice e a tratti salvifica nei momenti più bui come quelli della seconda guerra mondiale.

In modo simile, anche se in circostanze e luoghi diversi, una famiglia polesana ha coltivato una profonda tradizione musicale tramandandola di generazione in generazione, per divenire in seguito un punto di riferimento nella storia culturale del territorio. Una vicenda piena di passione che merita di essere raccontata.

Parliamo della famiglia Casetta che, attraverso i suoi componenti, ha sperimentato negli anni vari strumenti musicali declinati in personali interpretazioni nelle diverse esperienze umane.

La famiglia era originariamente composta da Giovanni Casetta (17/10/1884 – 31/08/58) che dirigeva l’ufficio postale di Grignano e dalla moglie Clelia Borzani, figlia del medico condotto di Trecenta e maestra elementare a Villanova Marchesana dove la coppia si era trasferita. Va detto che, a dispetto delle intenzioni di questo ricordo, la famiglia non aveva tradizioni musicali, ma come avviene nelle favole, tutto nasce dalla purezza di un bambino: il figlio Giuseppe.

Giuseppe Casetta (Villanova 21/02/1922 – Rovigo 27/07/1995) a quattro anni, mosso dall’intenzione di inventare un gioco, con la fantasia tipica dell’infanzia si atteggiò a musicista: venne sorpreso dal padre mentre simulava di suonare il violino con due bastoncini.

La magia era iniziata. Il padre intuì immediatamente la predisposizione del piccolo Giuseppe verso la musica, e pertanto lo indirizzò agli studi prima al Conservatorio di Musica Antonio Buzzolla di Adria, poi al Liceo Musicale Francesco Venezze di Rovigo ed infine al Conservatorio Cesare Pollini di Padova. Ben presto il ragazzo si fece notare, cosicché a soli 14 anni ebbe l’opportunità di entrare nell’orchestra diretta dal maestro Arrigo Pedrollo di Padova.

Frattanto le vicende di questa famiglia incrociano i destini della guerra, e il giovane Giuseppe grazie alla sua passione, agli studi dedicati e alle sue conoscenze musicali evita il fronte. Ma sfortunatamente un mese prima del diploma viene colpito da una paresi alla mano sinistra che gli impedisce la carriera da violinista.

Costretto quindi a dedicarsi a un’attività lavorativa completamente diversa, trova impiego presso l’ufficio postale di Venezia – Mestre dove conosce la sua futura moglie e madre delle sue tre figlie che verranno indirizzate alla musica.

Giuseppe Casetta sul finire degli anni ’50 torna in Polesine a dirigere l’ufficio postale di Grignano e, come è stato per lui, anche la famiglia ha il privilegio di avvicinarsi alla sua passione: Livia (n.02/08/1957) al pianoforte e clavicembalo insegnerà alle scuole medie a indirizzo musicale, Martina (n.13/03/1960) violinista, insegnante al Conservatorio anche a Rovigo e Cecilia (n.12/05/1963) al violoncello.

Giuseppe, frattanto, raggiunta negli anni ’80 l’età della in pensione, poté coltivare con maggiore continuità la sua passione, dedicandosi anche privatamente all’insegnamento del violino destinato a bambini piccolissimi, tra cui ricordiamo Luca Marzolla divenuto poi un docente di violino e Marina de Liso, famoso mezzosoprano rodigina che ha mosso i primi passi grazie ai rudimenti da lui ricevuti.

Nel frattempo Giuseppe collabora col fratello Mario (Villanova Marchesana, 08/05/1927 – Rovigo 27/04/2009) di professione geometra in uno studio privato, a cui insegna a suonare il pianoforte. La collaborazione dà presto i suoi frutti e Mario porta avanti dal 1966 il Coro Monte Pasubio fondato dal fratello Giuseppe (già esistente nella denominazione “La Baita”) dirigendolo finché non subentrò il maestro Nazzareno Fogagnolo e poi, dal 2004, il maestro Pierangelo Tempesta.

Nel corso degli anni questo coro ha maturato diverse esperienze artistiche, dai classici di montagna e degli alpini alle ricerche etno-musicali sui canti polesani, ai canti d’autore, fino alla polifonia.¹

La musica diviene per Mario una passione travolgente, cosicché nel 1967 fonda il Coro di tradizione non professionisti amatori del tempo libero Teatro sociale di Rovigo; un coro misto destinato ad accompagnare le opere durante le rappresentazioni dell’ottobre rodigino. Sotto la direzione affidata al maestro Amelio Rigolin avvenne il felice debutto del coro con l’opera “Ernani” di Giuseppe Verdi che riscosse un ampio successo.

Le abilità di Mario e la passione per la musica lo scoprono presto anche nel ruolo di maestro cosicché molti saranno i musicisti formati alla sua scuola. Nel tempo Mario – che ormai per tutti è il Maestro Casetta – condivide gratuitamente questa sua grande passione con gli studenti delle scuole di Rovigo e, come un demiurgo, instilla cultura musicale nei giovani. La sua offerta si adegua alle necessità del territorio e tra i tanti impegni sceglie anche di intrattenere musicalmente gli ospiti all’Iras. A quel tempo il Maestro Casetta era ovunque… ovunque ci fosse voglia di musica… ovunque si potesse fare del bene. Da ricordare anche che, sull’onda di questa piacevole disponibilità, alcune maestre si misero in gioco, imparando a suonare il flauto per poi insegnarlo ai bambini.

Fu così che dagli anni ’70 agli anni ’90 il Maestro Casetta ottenne il permesso dal Provveditorato e dai dirigenti scolastici di entrare nelle scuole elementari della città e insegnare a tutti i bambini a suonare il flauto dolce, ottenendo tanti riconoscimenti: aveva un buon carattere ed era molto apprezzato da insegnanti, studenti e da tutto il personale che lo avvicinava. Un aneddoto tra i tanti: quando i suoi allievi lo incontravano per strada non usavano salutarlo nel modo tradizionale, ma si mettevano a suonare sull’attenti “SI SI LA LA SOL SOL” che sono le note con cui egli iniziava sempre le sue lezioni.

Suo merito è stato aver instillato in molti studenti la passione per la musica, che poi a non pochi ha aperto la strada per la frequentazione di scuole importanti e studi dedicati come il Conservatorio.

L’immagine di Mario Casetta resta ancora indelebile nella memoria e nel ricordo di chi l’ha conosciuto e stimato. Lo si vedeva sempre passare per le strade di Rovigo con la sua bicicletta, mentre era intento ad abbracciare, sul manubrio, la cartella che custodiva il suo strumento musicale, il pentagramma e tutti gli oggetti necessari alle sue lezioni accurate.

Quello era anche il tempo dei grandi cori, delle serate della montagna testimoniate da meravigliosi scatti in bianco e nero: foto rubate tra pose di rito e corpi in libertà; istantanee di abbracci e sorrisi, momenti di convivialità e musica che univano senza l’omologazione dei nostri tempi. E ancora concerti per gli alluvionati del Polesine e per altre nobili cause. Tutto questo e molto di più nell’album della famiglia Casetta tra foto e articoli di giornali ingialliti dal tempo, ma autentici di preziosi ricordi.

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Come citare questo articolo

Federica Panziera. “Con la musica nel cuore”. Ventaglio Novanta, n. 66, 2025. https://ventaglionovanta.it/archivio/con-la-musica-nel-cuore/

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