Quante volte i nostri lettori si sono chiesti come sia nata questa rivista e cosa significhi il suo suggestivo titolo? Una curiosità che, confesso, era anche mia; per questo ho deciso di chiederlo direttamente al suo ideatore e direttore, il professor Lino Segantin, che si è gentilmente prestato a questa intervista accogliendomi nel suo studio gremito di libri e ricordi, con scaffali, naturalmente pieni di tutti i numeri in bella mostra di “Ventaglio novanta”.
Lino Segantin, direttore del “Ventaglio novanta” da 34 anni, (il primo numero uscì nel giugno del 1990), è una personalità molto nota ed apprezzata nel mondo culturale del Polesine, sua terra natale e da lui molto amata. È nato proprio nel cuore della provincia di Rovigo, l’8 gennaio 1947, a Badia Polesine. Ben presto la famiglia si trasferì a Lendinara, dove, dopo la laurea in pedagogia con una tesi sulla comunicazione di massa, ha trascorso tutta la sua carriera da insegnante di Lettere presso la Scuola Media locale, insieme alla moglie Maria Grazia, anche lei docente, da cui ha avuto la figlia Viviana.
Il suo rapporto con la carta stampata è iniziato negli anni Settanta, con la collaborazione a varie testate (“Il Resto del Carlino”, “7 Giorni Veneto” e il “Corriere Veneto”). Iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1979, nel 1984 a Lendinara ha ideato “La Risposta”, che ha diretto fino al cambio di proprietà nel 1988, dopo il quale ha ripreso la collaborazione con “Il Resto del Carlino” e altri giornali, fino alla creazione del “Ventaglio novanta”.
Sentiamone dunque, la storia dalle sue parole.
Com'è nata l'idea di questo originale periodico di cultura, con una forte connotazione geografica, che nell'editoriale del primo numero definì “una rivista a forma di libro”?
“Dopo una direzione di quasi cinque anni del giornale lendinarese “La risposta”, basato su problematiche locali, sentivo l’esigenza di lasciare un’informazione più duratura attraverso un semestrale di promozione della nostra terra, il Polesine. Il problema era trovare l’editore. Propizio fu l’incontro con Giuseppe Marangoni, che con la cooperativa “Turismo & Cultura”, di cui era vicepresidente, aveva editato “Polesine Delta del Po” (1987), volume definito il best seller degli anni Ottanta. Visto che gli argomenti proposti dal Ventaglio erano in piena sintonia con l’attività della cooperativa, decidemmo la nascita di questa rivista, pubblicata da “Turismo & Cultura”.
Perché questo titolo?
“Ventaglio, ovvero un ventaglio di argomenti, perché la rivista, allora come oggi, tratta di turismo, cultura e attualità, con finalità di promozione del nostro territorio per una proposta di divulgazione e sviluppo. Negli anni abbiamo raccolto e pubblicato molto materiale, tanto che più volte il Ventaglio è stato definito “Enciclopedia del Polesine”. Novanta si riferisce, invece, all'anno di nascita!”
La rivista si fonda sulla formula di collaborazione di più autori.
“Sì, le firme sono tante, fin dal primo numero e sono andate crescendo nel tempo, anche fuori provincia. Si tratta di cultori del territorio rodigino, studiosi, giornalisti, appassionati”.
Poi vennero due anni di sospensione tra il numero 63 del gennaio 2022 e il 64 del gennaio ‘24…
“Già col trentennale, conclusasi frattanto l'attività della cooperativa, avevo pensato che era giunto il tempo di chiudere la rivista. La pausa forzata di due anni è stata causata anche dalla pandemia nonché da motivi personali. Ma in questo periodo di ‘stasi’ mi continuavano ad arrivare proposte di collaborazione con testi che meritavano la pubblicazione.”.
Com’è stata possibile la ripartenza?
“Spronato da tante richieste, incoraggiamenti ed apprezzamenti per l’originalità e l’importanza della rivista, ho deciso riprendere. Determinante è stato l’apporto di una persona: la dott.ssa Donatella Girotto – già del Direttivo di “T&C” -, che ha fatto da tramite con la società “Pop Out” di Rovigo, azienda che opera nel settore artistico-culturale, fatta di giovani, molti dei quali formatisi proprio all’interno della cooperativa Turismo & Cultura. Quindi, nel gennaio ‘24 è uscito il primo numero della ripresa, il 63, con la gestione “Pop Out” e con una nuova veste grafica a colori, molto più accattivante. Il riscontro è stato positivo, tanto che l’ultimo numero, il 65, è andato presto esaurito”.
Facendo un bilancio, di cosa va più fiero?
“Sono tanti negli anni i riscontri in termini di conoscenza e valorizzazione ed in qualche caso anche di stimolo di significativi interventi di recupero. A questo proposito ha destato un certo interesse la recente proposta, avanzata dopo la pubblicazione nel n. 65 del testo su Girolamo Silvestri – il principale collezionista della libreria Silvestri vissuto nel ‘700 – di un intervento di restauro della lapide, divenuta ormai illeggibile, che lo ricorda, posta nel peristilio della Chiesa della Rotonda.
E concludiamo con una domanda d’obbligo: come vede oggi la nostra terra?
“Il Polesine è sempre in attesa di partire e di accreditarsi sul piano turistico. Nel corso degli anni non sono mancate iniziative, ma c’è una oggettiva difficoltà a raggiungere i livelli delle province vicine a cui si guarda, a volte anche con proposte di collaborazione. Eppure non si possono sottacere le importanti realtà culturali su cui fare affidamento, a cominciare dalle grandi mostre del Roverella e del Roncale, sostenute dalla Fondazione Cariparo, che portano alla ribalta nazionale il nostro Polesine. Possiamo contare sull’Accademia dei Concordi in fase di rinnovamento con l’avvio di impegnativi lavori, su due musei archeologici nazionali e due conservatori, sulle ville di Fratta Polesine e la Cittadella della Cultura di Lendinara, i teatri di Rovigo, Badia Polesine, Adria e Lendinara, su iniziative di rilancio delle vie fluviali, il Parco del Delta ed altro ancora, di cui si parla anche nel numero 66 del Ventaglio, che invito a prenotare presso Pop Out a Palazzo Roverella”.
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Come citare questo articolo
Rosanna Beccari. “Ventaglio 90, tra storia e curiosità”. Ventaglio Novanta, n. 66, 2025. https://ventaglionovanta.it/archivio/ventaglio-90-tra-storia-e-curiosita/