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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Voltaire a Lendinara

Una rappresentazione teatrale per celebrare la prima edizione del Candide conservata dalla Biblioteca Gaetano Baccari

di Elena Fioravanti

Ventaglio Novanta n. 66 2025 pp. 158–159

Dal castello della Vestfalia alla Biblioteca Comunale di Lendinara, un percorso alla conoscenza di “Candido”, il protagonista del celeberrimo romanzo filosofico “Candide, ou l’Optimisme” di Voltaire, pseudonimo di François-Marie Arouet.

La filosofia e il teatro si sono fusi in scena domenica 15 settembre nel salone della Biblioteca con lo spettacolo “La ridicolosa historia di Candido l’ottimista”, prodotto dalla compagnia “Fuori di scena” di Rovigo per la regia di Armando Carrara. La trama della pièce ha seguito le avventure del giovane Candido e della sua amata Cunegonda, insieme al filosofo Pangloss, che li convince a vivere nel “migliore dei mondi possibili”. Tuttavia, la realtà si svela ben lontana dall’utopia del maestro, con guerre, violenze e situazioni stravaganti: Candido, espulso dal paradiso terrestre del castello del barone di Thunder-ten-Tronckh per colpa di un bacio, si immerge in una serie di eventi tragicomici, tra ironia, trovate rocambolesche e comicità. Un’atmosfera ai limiti della razionalità, che la performance dei saltimbanchi ha trasformato per il pubblico in sala in un’esperienza coinvolgente, nella quale la commedia si è confusa abilmente con la critica sociale.

La compagnia “Fuori di scena”, che ha accettato di sfidarsi in quest’impresa, vanta ormai già otto anni di attività teatrale nel territorio polesano, frutto della passione travolgente per il teatro di un gruppo di amici e attori non professionisti che hanno dedicato anni allo studio e alla recitazione, collaborando con rinomati registi e attori del territorio polesano. La scintilla che ha fatto divampare la pièce tratta dal romanzo di Voltaire, però, è stata l’incontro con l’attore e regista vicentino Armando Carrara, membro della storica famiglia d’arte dei teatri viaggianti. Una sfida che la compagnia ha vinto, nonostante la complessità del testo, a partire dall’11 febbraio 2024, quando lo spettacolo è stato applaudito nella sua prima assoluta al Teatro Duomo di Rovigo nel cartellone della Rassegna Teatrale “Incontriamoci a teatro” organizzata da FITA Rovigo, registrando il tutto esaurito.

La cornice della Biblioteca di Lendinara ha aggiunto un prologo d’eccezione alla rappresentazione, che è stata l’occasione per presentare, a cura del Direttore della Cittadella della Cultura Nicola Gasparetto, un pezzo di pregio del fondo antico custodito tra gli scaffali della biblioteca intitolata a don Gaetano Baccari: un esemplare della prima edizione del “Candide”, dato alle stampe nel 1759.

La biblioteca conserva infatti una cospicua collezione delle opere di Voltaire, libri in buona parte settecenteschi che portano la firma di Pietro Perolari Malmignati, nobile lendinarese morto nel 1886, molto noto per la sua attività diplomatica in particolare in Perù e in Egitto. Tra gli altri, è pregevole un’edizione degli “Elementi della Filosofia del Neuton esposti dal signor Voltaire tradotti dal francese”, edita a Venezia dallo stampatore Sebastiano Coleti nel 1741.

Il volume lendinarese è una pregiata prima edizione del “Candide” che, riporta il frontespizio, è stata “traduit de l’Allemand de Mr. Le Docteur Ralph”, senza indicazione dell’autore e dell’editore. Questa ellissi, tuttavia, non deve stupire, perché il romanzo ha incontrato fin da subito l’ostilità della Chiesa, al punto da essere inserito nell’Indice dei libri proibiti. L’autore infatti ha scelto inizialmente l’anonimato perché il testo è una critica molto dura alla civiltà europea a lui contemporanea, con numerosi passaggi anticlericali.

Voltaire fu, al contrario, punto di riferimento negli studi di un illustre lendinarese vissuto dopo di lui, Giuseppe Marchiori, il quale era particolarmente affascinato dall’Illuminismo e in modo particolare da Voltaire, al punto che firmava spesso i suoi articoli con lo pseudonimo di Candide o Candido Volta. Celebre anche l’edizione italiana che curò nel 1967 per la casa editrice Vangelista di Milano, avvalendosi di Gabriele Mucchi, celebre pittore e disegnatore che ne curò le tavole.

“L’unico libro ch’io vorrei aver scritto è Candide – scrive Marchiori nel 1936 -, lettura prediletta e consolatrice da anni, a ogni mio ritorno in campagna, verso l’autunno. È un po’ il libro proibito che si legge all’alba, quando tutti dormono ancora, o di notte, a lume di candela, perché si è ben sicuri di essere soli, dopo che il vecchio zio ha tirato l’ultimo catenaccio alla porta che dà sulla scala…”

È stata molto apprezzata, inoltre, un’esposizione al piano nobile della Cittadella della Cultura alla scoperta delle testimonianze letterarie e artistiche del celebre critico d’arte di origini lendinaresi Giuseppe Marchiori. Il progetto è partito da un’idea che l’Archivio Marchiori ha elaborato con il Ponte del Sale di Rovigo e con un contributo della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, grazie al supporto dell’Amministrazione comunale. Il progetto aveva come obiettivo non mettere in luce vicende di movimenti o artisti di cui si è interessato Marchiori, ma far riscoprire e scoprire la sua produzione letteraria, in poesia o prosa artistica, e pittorica.

Egli muove infatti i primi passi nel mondo dell’arte come pittore alla fine degli anni ‘20 e riprende poi per pochi anni tavolozza e pennello nel decennio successivo quando scopre l'astrattismo italiano. La sua produzione letteraria, similmente, circolava in un orizzonte molto ristretto, poiché era solito realizzare raccolte in tiratura limitatissima che si abbinavano a incisioni di vari artisti. La mostra sarà completata da un volume, che verrà presentato nella primavera 2025, edito dal Ponte del Sale di Rovigo e a cura di Nicola Gasparetto e Marco Munaro, in cui sarà raccolta antologicamente la sua produzione letteraria.

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Come citare questo articolo

Elena Fioravanti. “Voltaire a Lendinara”. Ventaglio Novanta, n. 66, 2025. https://ventaglionovanta.it/archivio/voltaire-a-lendinara/

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