TRAILER M.A.V.
Stefano Caranti, nato a Imola (BO) il 07/07/1965 e residente a S. M. Maddalena (RO), è conosciuto ed apprezzato come poeta, videopoeta, videomaker e regista. Artista poliedrico, dal 2009 ha unito la sua passione per la poesia con le sue capacità informatiche, avventurandosi nella realizzazione di opere videopoetiche. Il suo obiettivo è di abbracciare e attirare un pubblico diversificato nel campo artisticopoetico, compreso il coinvolgimento delle scuole nel suo processo creativo. Alcune sue opere di videoarte, videopoesie e video storytelling d’autore sono state presentate a mostre e musei d’arte moderna e contemporanea. Hanno ottenuto riconoscimenti in Campidoglio, vincitrici del Poetry Video Art Festival a Istanbul in Turchia, proiettate in eventi cinematografici, trasmesse in podcast su emittenti radiofoniche e webradio, visualizzabili su piattaforme televisive e web-tv. Nel 2018 ha pubblicato la silloge di poesie e videopoesie “I custodi dell’aurora” introducendo contenuti multimediali direttamente dal libro tramite l’ausilio di qr-code dinamici aggiornabili da remoto. Le sue composizioni (poesie e haiku) sono state inserite e recensite in diverse antologie nazionali, internazionali e riviste, alcune opere tradotte in greco, spagnolo, serbo, inglese e turco. Dal 2019 è stato nominato segretario nazionale per l’Italia del movimento artisticopoetico “Poetas del Mundo” coordinando il progetto per la realizzazione dell’Inno Nazionale Italiano del movimento. A gennaio 2020 è Co-Fondatore di WikiPoesia. A luglio 2021 è Co-Fondatore del Movimento Artistico Videopoetico (M.A.V.) ufficialmente presente sull’enciclopedia italiana della Treccani con la pubblicazione di 3 neologismi. Dal 2023 partecipa a stimolanti laboratori del centro operativo di cinema e televisione coordinati dal direttore e regista Ferdinando De Laurentis, con la realizzazione anche di format televisivi e radiofonici artistico-poetici sperimentali e innovativi. Nel 2024 dopo il video storytelling sul poeta e artista “Tito Balestra” realizzato in collaborazione con la fondazione Tito Balestra e “Donne fatali tra Medioevo e Rinascimento” in collaborazione con Andrea Antonioli, realizza lo storytelling “Paolo e Francesca, amanti per l’eternità” un progetto multidisciplinare nel quale è inserita anche la videopoesia “Paolo e Francesca all’altare dell’infinito” creata dal testo di Maria Gabriella Conti. Tra i vari siti realizzati e gestiti da Stefano Caranti, segnaliamo in particolare: www.inuoviorizzonti.it (lo storico sito tra poesia, videoarte e scienza attivo da oltre 24 anni.
IL GIORNO PERFETTO
Ho cercato un senso in questo spazio disgiunto tra miliardi di vite che si accendono e si spengono nella corsa, frenetica, al tempo infinito.
Non siamo immortali.
Sarà un giorno perfetto quando vedremo i prepotenti dalla terra cadere ad uno a uno e senza invocar titani o dei possenti innalzeremo all’unisono quel canto di un popolo che acclama la propria dignità per rinsaldare il tempo infranto e perso a rincorrere chimere.
NOI
Èquesto il nostro tempo di tendere la mano e volgere lo sguardo verso l’oltre. Chiudo gli occhi per ascoltare questo mio respiro primordiale, quel battito che colma di speranza la mia vita. Ed ora sono un sarto che cuce le ferite e questo è il metro mio,
Siamo ancora umani.
Sarà un giorno perfetto quando non vivremo più in terre di mezzo e quella macchina del tempo tanto ambita per ricercare la nostra identità o scovare lontani pianeti della vita non ci servirà più.
Un luogo dove la materia è luce.
Sarà un giorno perfetto quando il caos trasformato in fresca luna al decadere di ipocriti pensieri assumerà una forma nuova per non sentirsi soli, riordinato nell’istante immenso da un battito di un cuore all’universo.
con l’ago che risana la voglia, bramosa, di rivedere la felicità. Questo per me sarà tra risa e pianto, nel tremolio che prende la mia voce, il più bel dono che il tempo terreno mi può dare. Svestirmi dall’io per abbracciare il Noi.
COME VORREI
Vorrei uno spazio dove raccogliere, deformando le linee di forza, ogni minuta lacrima in una ciotola d’ametista, per trasformare ogni dolore in speranza.
Vorrei splendidi soli, coltivarne i raggi per disgelare l’anima, riaccendere gioie come pietre preziose tra sorrisi spenti e una falce di luna a far da mietitrice d’inappagati desideri.
Vorrei solo una carezza, vera, per allietare questo nostro viaggio, mutare come una farfalla lontano da ipocondriache illusioni e migrare verso il nobile coraggio di segnare nelle profondità del cielo le nostre linee di pace e tracce di passione.
OLTRE IL CONFINE
Siamo stati istanti preziosi di coraggio per vedere oltre il confine della vita, tra le follie di un mondo, prigionieri. Siamo ora nel viaggio del ricordo dei caduti e audaci combattenti, di un tempo che s’inchina a gesta anonime d’onore. Portate la voce nostra, il canto ed il respiro, le fatiche, nell’alito di vento e sentirete un brivido, insieme, ancora uniti, in quel volo che si chiama libertà.
Vorrei unirle lassù, senza paura alcuna, assieme alle nostre speranze per costruire un sogno, ridisegnare l’uomo con in viso un sorriso fino a danzare dove il tempo s’inchina nell’abbraccio etereo di un silenzio.
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Come citare questo articolo
Stefano Caranti. “Il giorno perfetto”. Ventaglio Novanta, n. 67, 2025. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-giorno-perfetto/