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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Territorio, ricordi, futuro

I dieci anni dell’Università popolare di Crespino. Tante le iniziative basate sulla valorizzazione del territorio

di Giulia Ziviani

Ventaglio Novanta n. 67 2025 pp. 152–153

“Quando sei in dubbio, Meriadoc, segui sempre il tuo naso” J. R. R. Tolkien, Il Signore degli Anelli

Questo il consiglio che il saggio e vecchio Gandalf dava ad un giovane Hobbit in cerca di una via da percorrere nell’oscurità. Per cui, qualora siate anche voi alla ricerca di qualcosa, magari di un’idea, di un pensiero divergente o di un ricordo sopito, vi consiglio di seguire il vostro istinto, perché potrebbe capitarvi di sentire il profumo e il suono della cultura provenire dalle finestre del secondo piano, di un edificio storico di Piazza XX Settembre a Crespino. La domanda sorge spontanea: perché spingerci fino a Crespino per andare a caccia di cultura? Perché da dieci anni a questa parte, la sede del Circolo culturale “Maganzesi”, ospita le lezioni dell’Università Popolare di Crespino, che accoglie tutti gli iscritti alla sezione locale dell’Auser, ma anche chiunque sia curioso di parole, esperienze, ricordi e scoperte. Che cos’è un’Università Popolare? In generale, come ci ricorda il sito regionale dell’Auser Veneto, le università popolari sono istituzioni di promozione sociale o volontariato. Nate in Italia alla fine del XIX secolo prendono forme e nomi differenti a seconda degli scopi e del pubblico a cui si rivolgono ma, per tutte, l’obiettivo comune è avvicinare cittadini e cultura. L’Università Popolare di Crespino, nata dalla voglia di creare un piccolo presidio di idee, è guidata da un gruppo di volontari che, con passione e impegno, ogni anno progettano, realizzano e promuovono il programma dell’Anno Accademico.

Nel corso degli anni è emersa in modo nitido la vocazione della sede crespinese, che si potrebbe riassumere in tre parole chiave: territorio, ricordi, futuro. Ogni anno accademico ha infatti dato spazio a linee tematiche chiare a precise, prima fra tutte la valorizzazione del Polesine ad ampio spettro, partendo dalle realtà locali culturali fino alle esperienze imprenditoriali, passando attraverso l’enogastronomia, il paesaggio naturale, per arrivare alla lingua e alle tradizioni popolari. In questo solco si sono inseriti, come relatori dell’Università di Crespino, i grandi nomi del nostro Polesine, alcuni diventati ormai con molto da racconospiti fissi, primo fra tare, nonostante l’età, tutti Gianni Sparapan, per parlare di ciò che a che inaugura ogni anno loro sta più a cuore, che accademico. Molte le si tratti di arte, musica, tematiche trattate da storia o architettura. voci di spicco di un terPerché questa non è ritorio amato e vissuto solo un’università della con competenza e dediterza età ma un’univerzione: tre le tante lesità popolare. E qui zioni potremmo citare viene il punto: come quella dedicata alla • L’attestato di frequenza Socrate insegna, non “Corte Borellona” o le esiste discorso, comumonografiche su Temistocle Zona, Lina Mernicazione o insegnamento senza dialogo. lin, Giacomo Matteotti, Xanto Avelli. Ma per dialogare bisogna essere in due. E Poi ci sono i relatori che il territorio lo così l’Università esiste grazie ai suoi stuhanno raccontato attraverso il cinema, la denti, a chi la frequenta e partecipa, a chi musica e la radio partendo da realtà locali ascolta e interviene con aneddoti e testimocome la “Filodrammatica Crespinese” o TPR nianze. In un continuo scambio, dove la cul- – Tele Radio Polesine, la prima radio libera tura non resta un freddo e distante monolite del Polesine, per arrivare ai cortometraggi e ma diventa simile all’argilla delle sponde del al grande cinema da “Presi a caso” a “Banostro grande e bel fiume: viva, duttile e ciami piccina”. E poi c’è stato il teatro… malleabile, plasmabile e trasformabile. Cantanto teatro, dalla commedia veneta ai congiante. certi, come quello del coro “Vincenzo Ferrari E i colori che si riflettono sono anche Consort”. quelli di un mondo più vasto, che sa guarMa non dovete pensare che lo sguardo di dare lontano. Per questo è doveroso ricorquesta università sia tutto rivolto al passato. dare alcune grandi lezioni di questa piccola Tecnologia, scienza, informatica, industria, università: quella dedicata ai trapianti con il medicina e sport hanno sempre trovato spadirigente medico di Chirurgia Epatobiliare e zio: dalle lezioni dedicate al mondo digitale del Centro Trapianti di fegato dell’Università con le sue potenzialità e problematicità, la di Padova, seguita dall’incontro con la repiù recente delle quali ha trattato il tema sponsabile delle comunicazioni e delle reladell’intelligenza artificiale; fino agli incontri zioni della Fondazione Banca degli Occhi del di medicina e primo soccorso. E poi ci sono Veneto e quella dedicata all’Alzheimer e alla state le lezioni legate allo “stare bene” e a differenza che cure di esperti caregiver posun’alimentazione sana, cominciando da una sono portare. tavola di prodotti a km zero frutto dell’amore per la nostra buona terra. Riassumendo, non basterebbe un libro Andando alla ricerca nel lungo archivio per rendere giustizia tutti i relatori di questa di incontri dell’Università, troviamo tanti repiccola grande realtà, né per ringraziare tutti latori di Storia, dei grandi temi civili e le coloro che frequentano gli incontri e li ordonne, relatrici al femminile per dare voce ganizzano, anche perché, a ben pensarci, ci ai loro diritti e al femminismo. A tal propovuole coraggio a fare cultura oggi. sito nel corso degli anni le lezioni hanno spaCi vuole impegno e fatica. Ci vuole pasziato dal ruolo delle donne nel ‘68 a quello sione. delle eroine della letteratura, dalle mondine In una società dove l’ignoranza ostentata alle staffette partigiane. E restando in tema diventa valore e simbolo di forza, è nel ridi Resistenza, ritroviamo spesso questa paspetto e nell’apertura a nuove idee che la cogina di storia, insieme a quella della Shoah, munità cambia, progredisce, senza nulla così come alle ricorrenze chiave per la nostra schiacciare e nulla dimenticare. democrazia come il 25 Aprile e il 2 Giugno. Quindi, perché continuare? Perché imparare? E i giovani? Ci sono anche loro. Il PoleLa risposta potrebbe essere: perché anche sine è sempre stato orgoglioso dei propri radel nostro “pensare”, dobbiamo prenderci gazzi e l’Università Popolare di Crespino ha cura. Sempre. ospitato tesisti, giovani ricercatori ed esperti In fondo, “non è mai troppo tardi”.

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Come citare questo articolo

Giulia Ziviani. “Territorio, ricordi, futuro”. Ventaglio Novanta, n. 67, 2025. https://ventaglionovanta.it/archivio/territorio-ricordi-futuro/

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