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STORIA - TRADIZIONI

La “Bibbia Istoriata Padovana”

A Padova - provenienti dall’Accademia dei Concordi di Rovigo e dalla British Library di Londra - i preziosi volumi in mostra fino al 19 aprile 2026

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 68 2026 pp. 49–51

Il recupero della memoria storica della fortunata parentesi del Trecento, in cui Padova fu governata dalla signoria dei Da Carrara, ha portato negli ultimi anni ad attribuire alla città l’azzeccato appellativo di “Padova urbs picta”, il cui valore culturale ha avuto la consacrazione dell’UNESCO: un chiaro riferimento alla straordinaria stagione in cui grandi artisti da Giotto, ad Altichiero, Giusto dei Menabuoi ed altri, prestarono la loro opera in edifici iconici, tuttora presenti nel tessuto urbano.

Ed ora – dal 17 Ottobre 2025 al 19 aprile 2026 – la città può godere (ed essere testimone al mondo) di un eccezionale documento pittorico: quello della BIBBIA ISTORIATA PADOVANA, opera di grande valore, realizzata alla fine del XIV secolo da eccellenti miniaturisti, presenti alla corte dei da Carrara, che nel loro raffinato operato risentirono della temperie culturale ed artistica dei grandi pittori attivi a Padova all’epoca.

La mostra – allestita nel Salone dei Vescovi del Museo Diocesano si qualifica come un evento culturale atteso e difficilmente ripetibile. Iniziativa di grande spessore, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in primis dal presidente Gilberto Muraro e curata da Alessia Vedova con la collaborazione scientifica di Federica Toniolo, che nel giorno dell’inaugurazione hanno espresso le loro puntuali considerazioni sull’evento assieme al vescovo Claudio Cipolla, all’assessore Andrea Colasio e al presidente dell’Accademia dei Concordi Pier Luigi Bagatin.

La “Bibbia Istoriata Padovana”, capolavoro della miniatura dell’epoca, subì nei secoli le traversie della storia: dal 1405, quando per mano della Serenissima ebbe tragicamente fine la Signoria Carrarese, della Bibbia Istoriata si persero le tracce.

Sicuramente, nel tempo, il prezioso volume fu smembrato e due porzioni staccate giunsero sul mercato dell’antiquariato probabilmente in epoca sette-ottocentesca: ad assicurarsene una fu la potente famiglia rodigina dei Silvestri, grandi bibliofili oltre che collezionisti d’arte; la seconda giunse in Inghilterra, acquisita dal Duca di Sussex. I Silvestri legarono la loro intera biblioteca, e quindi anche la loro parte della Bibbia, all’Accademia dei Concordi; la Bibbia Sussex giunse invece alla British Library. Di eventuali ulteriori porzioni del manoscritto miniato non c’è, ad oggi, traccia.

Le due parti della “Bibbia Istoriata Padovana” riunite nel magnifico Salone dei Vescovi, oggi compreso nel Museo Diocesano, si caratterizzano per le accurate sequenze di immagini miniate accompagnate da spiegazioni proposte a mo’ di didascalia: non è infatti raro leggere il rinvio a “Como qui si è depento”. Dunque un racconto affidato più alle scene miniate che alle parole; una sorta di meraviglioso fumetto, in cui il testo scritto – e questa è una particolarità che stupisce non poco – è proposto in volgare con inflessioni venete e padovane, un esempio raro, dato che le Bibbie di quell’epoca erano soprattutto in lingua latina.

La porzione del manoscritto miniato conservata a Rovigo contiene l’incipit del sacro testo, ovvero la Genesi, oltre alla storia di Ruth. Quella londinese riporta la parte centrale del Pentateuco (Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio) e il libro di Giosuè.

“Le illustrazioni della Bibbia Padovana dimostrano di guardare ai grandi cicli pittorici che Giotto, Altichiero, Giusto de’ Menabuoi avevano realizzato per i Carraresi e per le potenti comunità religiose della città, secondo uno stile particolarmente sobrio e realistico” ha sottolineato Alessia Vedova, curatrice della mostra. “La visita all’esposizione è un’occasione da non perdere – ha osservato Federica Toniolo professoressa all’Università di Padova di Storia dell’arte medievale – per apprezzare la qualità raggiunta dai miniatori e vedere riflessi nelle vignette, come in uno specchio, gli usi e i costumi, gli spazi architettonici e il territorio rurale della Padova tardo medievale”.

Il percorso espositivo si apre con una sala immersiva dove i visitatori sono condotti a rivivere l’ambiente storico ed artistico della Padova del Trecento. Si passa poi ad ammirare i due preziosi volumi originali protetti da teche di sicurezza, dopodiché il visitatore ha l’opportunità di godere della visione di tutte le pagine della Bibbia, riprodotte in fac simile, potendo così seguire lo svolgimento delle “Storie” in essa illustrate.

A conclusione della visita alla eccezionale mostra, non manca la possibilità di inoltrarsi nel ricco Museo Diocesano, in cui sono conservate opere di rilievo dal Medioevo a Canova. E visitare – con un unico biglietto – il Battistero della Cattedrale, ammirando il celebre ciclo di affreschi di Giusto de’ Menabuoi, le cui scene dipinte, soprattutto nel tamburo della cupola, furono modelli iconografici per la Bibbia.

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La “Bibbia Istoriata Padovana”
La “Bibbia Istoriata Padovana”

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “La “Bibbia Istoriata Padovana””. Ventaglio Novanta, n. 68, 2026. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-bibbia-istoriata-padovana/

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