La città di Adria custodisce un patrimonio di eccezionale valore paesaggistico, storico, culturale e artistico. Le sue antiche origini si legano agli etruschi, ai ricchi scambi commerciali con i popoli attici che risalivano l’Adriatico (il mare che prese il nome da Adria, appunto) e alla Decima Regio Venetia et Istria di epoca romana.
Rilevante fu anche un periodo, a noi molto più vicino, tra il XIX ed il XX secolo, in cui Adria divenne la città più importante e popolosa del delta del Po. Fu proprio in questo florido periodo che la città ebbe il suo massimo splendore nel contesto culturale moderno ed economico dell’epoca, guardando all’Europa della Belle Époque da un lato e alla crescita economica delle proprie aziende locali dall’altro lato. Fabbriche, artigiani, botteghe e diversi servizi alimentavano il centro adriese assieme alla crescita culturale artistica che si evidenziava nei salotti, nel teatro, nella musica e nell’arte decorativa e architettonica della città.
Di quel ricco passato oggi è possibile cogliere ancora parte del suo splendore passeggiando nel centro storico della città. E proprio di questo ricco patrimonio si sono accorti gli studenti del Liceo Bocchi-Galilei di Adria che hanno accolto l’iniziativa dei docenti e della Dirigente Scolastica prof.ssa Silvia Polato, che nel progetto “Adria veste Liberty” hanno voluto proporre una propria lettura, a partire dallo studio dell’architettura e delle decorazioni in Stile Liberty di inizio ‘900.
Lo “Stile Liberty” o “Stile floreale”, così definito in Italia, sulla scia del fenomeno artistico dell’Art Nouveau diffuso in tutta Europa, evidenziava i tratti distintivi dei luoghi che intendevano “distanziarsi” dall’omologazione della città industriale di fine ‘800. I suoi caratteri fondamentali erano le sinuose linee dette a coup de fouet ossia a “colpo di frusta”, elementi fitomorfi, volti femminili, mascheroni antropomorfi, fiori, assieme all’uso dei materiali: ghisa, ferro, calcestruzzo, maioliche e il litocemento per le decorazioni che venivano spesso colorate con tinte pastello.
Il progetto si è sviluppato nell’anno scolastico 2022-23 sotto la guida del docente di Disegno e storia dell’arte con la collaborazione dei docenti di italiano, storia, filosofia ed inglese e di studiosi del territorio: l’archeologa Sandra Bedetti, il prof. Antonio Giolo, il dott. Alessandro Ceccotto, il dott. Aldo Rondina, l’artista prof.ssa Ferro Jessica, l’architetto Giovanni Battista Scarpari, il prof. Antonio Lodo. Anche il Comune di Adria e la locale Pro loco con la presidente Letizia Guerra hanno condiviso e sostenuto il progetto.
Gli studenti si sono mossi in un contesto didattico innovativo; l’acquisizione delle conoscenze è avvenuto in modo diretto e sul campo, ossia scoprendo il territorio attraverso le informazioni degli esperti locali e “passeggiando” per la città. In effetti solo con il rilievo fotografico delle architetture, il rilievo con drone (per avere una veduta aerea) e la visione di antichi documenti d’epoca presso la Biblioteca Comunale, si è potuto raccogliere il materiale per studiarlo e indagarlo.
Diversi studenti hanno anche riprodotto con dei disegni gli elementi decorativi presenti sulle facciate delle case adriesi in Stile Liberty. Queste opere assieme all’intero studio e ai rilievi sul campo sono stati raccolti in un bel libro che ha preso il titolo dall’omonimo progetto, una testimonianza originale che raccoglie parte della storia architettonica di inizio ‘900 della città di Adria. Il volume è stato stampato, per il Liceo, grazie al contributo di Banca Adria Colli Euganei, mentre altre copie si trovano in commercio.
Nel testo “Adria veste Liberty” si sviluppa, parte, dell’evoluzione della città di Adria; si conoscono alcuni suoi personaggi storici, altri legati al contesto musicale, mentre la parte più corposa del volume è dedicata all’architettura Liberty.
È interessante scoprire che le prime forme di architettura Liberty si incontrano lungo via Umberto Maddalena, un luogo (precedentemente rurale) che si trasforma con l’arrivo della ferrovia e la costruzione della sua stazione inaugurata nel 1876. Qui, sorgono i primi garage per l’autonoleggio, le ville o “villini” delle famiglie proprietarie delle prime fabbriche adriesi e gli stabilimenti grazie all’uso del calcestruzzo e alle innovative tecniche architettoniche che vedono, soprattutto nell’arte decorativa, un originale modo di costruire. Interessanti sono soprattutto le facciate di questi edifici, di cui molti, ancora oggi, ne conservano gli elementi originali.
Un’esplosione di elementi curvilinei, flessuosi, floreali, adornano le ville di via U. Maddalena e anche altre sporadiche ville disseminate nella città. La visione di tutto ciò conduce l’osservatore in un’altra dimensione storica, lontana nel tempo, ma affascinante, tanto che in tutta Europa molti edifici sono diventati dei musei per il loro valore architettonico ed artistico.
Avvicinare le nuove generazioni del nostro territorio a queste realtà e favorirne la riscoperta del suo patrimonio, potrebbe, forse, generare un futuro consapevole verso la valorizzazione del potenziale stesso del territorio preservandone le sue peculiarità storiche, architettoniche, artistiche ed identitarie.
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Roberta Marcolongo. “Adria Veste Liberty”. Ventaglio Novanta, n. 64, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/adria-veste-liberty/