Si è aperta all’insegna del grande consenso la 192° Stagione Lirica e di Balletto del Teatro Sociale di Rovigo. Applausi intensi e prolungati per l’“Andrea Chénier”, capolavoro indiscusso di Umberto Giordano, gratificato, fin dal primo esordio alla Scala di Milano (cento dieci anni fa nel 1897) da unanimi apprezzamenti di pubblico e critica. Un’opera che innalzava improvvisamente il giovanissimo compositore foggiano, appena ventottenne, nel gotha della lirica italiana. Un successo eccezionale, un consenso senza riserve, mai più raggiunto da Giordano, il cui nome resta comunque legato anche ad altre riuscite opere, in particolare “Fedora”, molte volte riproposta ed applaudita.
Azzeccata dunque la scelta attuata da Marcello Lippi, direttore artistico e sovrintendente del Sociale, di puntare per l’apertura della nuova Stagione su un’opera di valore, che ancora conserva un indiscutibile fascino, in grado di far presa sul pubblico, sia per la trama che per l’impeto della musica.
Un’opera per alcuni aspetti definita “verista”, ma per altri decisamente romantica. Evidente il richiamo alla realtà storica rappresentata dalla Rivoluzione francese, che fa da sfondo alla trama; altrettanto dicasi per la figura del protagonista, André Chénier, reale vittima del periodo del Terrore in cui degenerò la Rivoluzione. Ma, nel dramma lirico di Umberto Giordano, di sicuro impatto emotivo appaiono i sentimenti che agitano i personaggi, raggiungendo il culmine nelle battute conclusive, all’insegna del binomio “amore e morte” che galvanizza gli spettatori.
E’ questo il momento del pathos estremo, ottimamente reso nell’allestimento del Sociale dallo struggente incedere della coppia di amanti, vittime della storia, verso il loro destino: crudele sì ma nel contempo illuminato dalla forza trionfante dell’amore. Maddalena e Andrea Chénier, teneramente uniti, procedono sulla scena verso una sorgente luminosa oltre un’apertura sul fondo; poi, appena superata la soglia, ecco, improvvisa, la rapida discesa di una lama lungo tutta l’apertura (chiaro riferimento alla ghigliottina). Il buio ed il silenzio si fanno totali. Poi l’applauso caloroso e convinto del pubblico.
Grandi consensi per il tenore Piero Giuliacci, interprete di Chénier, personaggio dipinto nell’opera di Giordano, su libretto di Luigi Illica, come un idealista puro ed incrollabile, fermo nei propri convincimenti, che dapprima scuotono e poi accendono l’amore di Maddalena, interpretata dal soprano Elena Zelenskaja, che nei duetti del dramma ha dato prova di abilità nel far risaltare la propria voce o nel fonderla con quella del tenore.
Ottima anche l’esibizione del baritono Dimitri Platanias, che ha interpretato Gérard, personaggio per vari motivi contraddittorio, così come è stato creato da Illica: ribelle nei confronti della nobiltà, capopopolo convinto della bontà degli ideali democratici, ma poi corroso dal tarlo della gelosia che lo porta, nel secondo atto, a scontrarsi in duello con Chénier. Da qui il travaglio di un animo in una continua alternanza di sentimenti, pronto nel terzo atto ad una falsa denuncia contro il rivale in amore, e poi roso dal rimorso originato dalla consapevolezza della propria viltà e del tradimento degli ideali della Rivoluzione. Quindi la decisione di rendere piena confessione al giudice, senza però riuscire nell’intento di salvare la vita a Chénier, il quale raggiungerà il patibolo con l’amata Maddalena, decisa ad immolare la propria esistenza in nome dell’amore, trovando il modo di sostituirsi ad una prigioniera condannata.
Consensi anche all’orchestra Filarmonia Veneta “G.F. Malipiero” diretta dal maestro Martinenghi, al Coro del Teatro Sociale guidato da Giorgio Mazzuccato e agli interpreti delle parti meno decisive. Positive osservazioni per la regia di Paul-Émile Fourny, sovrintendente dell’Opéra de Nice, coadiuvato da Claudio Ronda responsabile anche delle coreografie con gli interventi della Compagnia di danza Fabula Saltica.
Un’opera, l’“Andrea Chénier”, realizzata dal Teatro Sociale di Rovigo nel nuovo allestimento, grazie ad importanti accordi di co-produzione, stabiliti col Teatro Sociale di Livorno, la Fondazione Teatro Politeama di Catanzaro, il Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento e la Collaborazione con il Théâtre de l’Opéra de Nice.
Questa delle coproduzioni è infatti la via intrapresa con decisione dal M° Lippi, nella consapevolezza che oggigiorno è possibile programmare una buona stagione teatrale soltanto cercando alleanze con altri teatri, in modo da condividere i costi delle produzioni e nel contempo assicurare rappresentazioni in varie città. E da questo punto di vista la novità del Sociale è rappresentata quest’anno proprio da collaborazioni che vanno oltre i confini nazionali. Già l’“Andrea Chénier”si presenta con ottime chance di essere rappresentata a Nizza.
Un cartellone ricco ispirato al Goldoni
Anche il secondo spettacolo in programma “Tutti in maschera”di Carlo Pedrotti, commedia lirica in tre atti, su libretto di Marco Marcelliano Marcello, desunto dalla commedia “L’impresario di Smirne” di Carlo Goldoni, troverà rappresentazioni fuori d’Italia, in particolare in Irlanda, essendo stato coinvolto nella coproduzione l’irlandese Festival di Wexford, assieme al Teatro Sociale di Rovigo, il Teatro dell’Opera Giocosa di Savona e il Teatro Municipale di Piacenza.
Una produzione davvero particolare quest’ultima, dal timbro “goldoniano”, che ben si inserisce nell’alveo dei festeggiamenti per il 300° anniversario della nascita di Carlo Goldoni. Lo stesso dicasi per altre proposte in programma: “Il mondo della luna” spettacolo fuori abbonamento in scena il 16 novembre, derivato dal libero adattamento dell’opera di Baldassarre Galuppi e Carlo Goldoni; “La Cecchina” di Niccolò Piccinni, tratta da “La Cecchina, ossia La buona figliola”, libretto di Carlo Goldoni, nuovo allestimento del Teatro La Fenice di Venezia; “Il Campiello” di Ermanno Wolf Ferrari, commedia lirica in tre atti tratta dall’omonimo libretto di Carlo Goldoni.
Il cartellone della 192° Stagione Lirica e di Balletto prevede inoltre il 12 gennaio 2008 “Lo schiaccianoci”, di Petr Il’ic Cajkovskij, balletto in due atti interpretato dalla compagnia di danza del teatro Accademico di Stato del balletto classico di Mosca. Attesissima, il 6 febbraio, “Aida” prodotta dal Teatro Sociale di Rovigo, in coproduzione con altri enti lirici. Poi, il 2 Marzo, “Salome” di Richard Strauss, seguita, il 4 marzo, da un “Gala lirico” con l’Orchestra e i solisti del Beograd National Theater Opera. Il 29 marzo, prima esecuzione assoluta del balletto “Barbablu”, produzione dell’Associazione Balletto “città di Rovigo”, con la compagnia di danza Fabula Saltica. Poi, il 4 aprile “Macbeth” di Giuseppe Verdi e, per concludere, il 13 aprile, “Gran gala di danza” con i primi ballerini e i solisti del Teatro alla Scala di Milano e la partecipazione di Alessio Carbone, primo ballerino dell’Opéra di Parigi.
Un cartellone ricco, dunque, quello del Sociale, che va nella direzione, consolidatasi negli ultimi anni, di proporre a Rovigo spettacoli lirici e di balletto di prim’ordine, trovando il consenso del pubblico, che nell’ultimo biennio ha fatto registrare un notevolissimo aumento degli abbonamenti. Un premio questo per gli organizzatori, in primis per il M° Marcello Lippi, determinato a far lievitare il nome di Rovigo nel panorama dei teatri di tradizione d’Italia.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “Applausi per l’“Andrea Chénier””. Ventaglio Novanta, n. 36, 2008. https://ventaglionovanta.it/archivio/applausi-per-landrea-chenier/